| --° Taranto

In occasione del taglio del nastro della “Banchina di Levante – Molo San Cataldo”, tenutosi oggi nello scalo marittimo di Taranto, i segretari Michele De Ponzio, Oronzo Fiorino e Carmelo Sasso dei sindacati di categoria Filt Cgil, FitCisl e Uiltrasporti di Taranto, hanno avuto un incontro con la vice Ministra delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Teresa Bellanova.

Tema del breve colloquio, l’auspicato stanziamento relativo alla proroga per l’anno 2022 delle Agenzie per il lavoro portuale istituite a Taranto e Gioia Tauro ai sensi dell’art.4 L 18/2017 e che perseguono lo scopo di riqualificare e ricollocare i lavoratori in esubero rinvenienti dagli operatori ex art.18 L. 84/94 in crisi a causa della crisi dei porti di transhipment”. Soltanto a Taranto sono interessati 420 lavoratori.

La misura potrebbe essere veicolata con un emendamento alla finanziaria o inserita nel Milleproroghe di fine anno, vista la scadenza dell’ultimo provvdimento prevista a metà marzo 2022.

“La vice ministra Bellanova ci ha rassicurati che si sta lavorando per inserire il provvedimento, nella legge di Bilancio. Abbiamo voluto informare la vice ministra di una serie di iniziative messe in campo tendenti allo svuotamento dell’agenzia. La prima è che nel 2022 stando al piano industriale presentatoci, all’inizio dell’estate, dalla società San Cataldo Container Terminal la stessa dovrebbe assumere dalla agenzia ulteriori 200 unità lavorative” affermano i sindacati.

“Con l‘ADSP del mar Jonio e la Regione Puglia stiamo lavorando per fare partire quanto prima dei corsi di formazione per la riqualificazione del personale per far fronte a futuri insediamenti tra queste la società Ferretti; che l’ADSP a partire dal 1°gennaio 2022 fà obbligo a tutte le imprese art.16 esistenti, in previsione di nuove assunzioni, di ricorrere al personale dell’Agenzia. Tutto questo per sottolineare, che, nessuno vuole vivere di ammortizzatori sociali il nostro obbiettivo è di svuotare l’agenzia nel giro di due anni” concludono i sindacati.

Come si ricorderà, nel giugno del 2017 arrivò l’ok del governo per la costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale, che a Taranto interessa quasi 500 lavoratori, dal 2017 in mobilità dopo la fine della cassa integrazione a dicembre 2016, della società Taranto Container Terminal che nel giugno 2015 venne messa in liquidazione dai suoi azionisti tra cui la compagnia Evergreen.

Si tratta delle società che la legge di bilancio per il 2017 consentì alle Autorità portuali di scali votati al transhipment in cui fosse in corso una crisi occupazionale (era il caso appunto dei porti di Taranto e Gioia Tauro a cui poi negli anni si è aggiunto quello di Cagliari) di creare Agenzie di somministrazione che riassorbissero gli esuberi e provvedessero alla loro formazione e ricollocazione nelle forme di una sorta di articolo 17, con la previsione di uno stanziamento a carico dello Stato a copertura delle giornate di mancato avviamento.

I finanziamenti previsti ammontavano a 18,144 milioni per il 2017, 14,112 per il 2018 e 8,064 nel 2019. Nel gennaio 2020, un emendamento del Governo al decreto Milleprorogheprorogò l’attività dell’Agenzia per la somministrazione del Lavoro e per la riqualificazione professionale del Porto di Taranto. Le risorse economiche ammontavano a 11,2 milioni di euro per l’anno 2020, a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione, utili a prorogare gli ammortizzatori sociali per i circa 500 lavoratori, ex TCT, confluiti nella stessa Agenzia.

Mentre per il 2021 sono stati stanziati oltre 56 milioni di euro per i tre scali italiani interessati.

Un intervento ineludibile ed importante per centinaia di lavoratori, nella speranza che entro il 2024 la holding Yilport abbia dato attuazione al piano industriale triennale con il riassorbimento del maggior numero di lavoratori ex TCT. Con l’obiettivo di reinserirli tutti nel minor tempo possibile.

Oronzo Fiorino, segreatrio della FitCisl, ha infine voluto”ricordare tutti quei ragazzi, che dopo il fallimento della Taranto Container Terminal hanno perso il posto di lavoro, e, che, ha differenza degli ex TCT, non hanno mai avuto un supporto finanziario ovviamente mi riferisco agli ex DeltaUno e Stf. Mi auguro che in un prossimo immediato futuro possano anche loro ritrovare la serenità occupazionale”.

Un riferimento assolutamente condivisibile visto che i lavoratori dell’indotto ex Delta 1 (azienda satellite della TCT che a fine 2010 aveva già provveduto a licenziare 75 lavoratori) ed ESSETIEFFE, attendono da anni di ritrovare una stabilità lavorativa perduta da troppi anni. Nonostante accordi che prevedevano la clausola sociale per il loro utilizzo in alcuni appalti dei lavori che hanno interessato il porto negli ultimi anni, quasi mai rispettati, che generarono anche polemiche e denunceper l’utilizzo da parte delle ditte appaltatrici di lavoratori stranieri e sottopagati.

Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/11/12/governo-non-dimentichi-lavoratori-portuali/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *