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L’azienda Tessitura di Mottola in liquidazione del gruppo Albini, ha inviato ai sindacati di categoria Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil ed Ugl Chimici ed al comando dei Carabinieri di Mottola una missiva nella quale annuncia che a partire dalla giornata di domani e per le prossime settimane, “per indifferibili ed urgenti motivi strettamente connessi al mantenimento degli impianti, si rende necessario che parti terze incaricate dalla società facciano ingresso all’interno dell’unità produttiva. Il tutto per la mera conservazione e tutela del plant produttivo”.

La nota trae necessità dal fatto che i lavoratori e le lavoratrici del sito sono in presidio permanente dallo scorso luglio all’esterno dell’azienda. La società quindi si appella “alla massima collaborazione onde evitare spiacevoli episodi”, preavvertendo i sindacati che “in caso contrario verrà richiesto l’impiego della forza pubblica per ottenere il libero transito delle persone e delle merci”.

Immediata la reazione dello Slai cobas che in una nota segnala “la comunicazione in cui arriva a minacciare i lavoratori in presidio di chiedere l’impiego della forza pubblica, per accedere nello stabilimento. I lavoratori, le lavoratrici è da luglio che con grandi sacrifici personali ed economici stanno presidiando la fabbrica giorno e notte, anche per evitare che l’azienda possa trasferire macchinari, strumentazione, ecc. I lavoratori vogliono che la fabbrica riapra ma con il loro rientro al lavoro, e, pertanto, sono i primi che vogliono che gli impianti riprendano a funzionare. Ma l’azienda invece che riprendere la produzione a Mottola vuole delocalizzare la fabbrica, trasferendo produzione e impianti all’estero. E’ evidente che i lavoratori, le lavoratrici non possono permettere che l’azienda con la motivazione del “mantenimento degli impianti proceda in questo senso. Chiamiamo gli organi istituzionali a impedire questa violazione dei sacrosanti diritti di iniziativa sindacale. La fabbrica si apre solo con i lavoratori dentro al lavoro! Domani il presidio continuerà, in maniera pacifica, come sempre. E diffidiamo l’azienda a fare forzature di qualsiasi tipo” conclude Margherita Calderazzi dello SLAI COBAS per il sindacato di classe.

Staremo a vedere cosa a accadrà a partire da domani. Visto che la vertenza è al momento in un limbo dal quale difficilmente uscirà per il momento. Sperando che l’azienda eviti azioni e decisioni che possano esasperare ancora di più gli animi di 115 lavoratori, che dallo scorso marzo non hanno più davanti a loro un futuro lavorativo garantito. Dopo anni e anni di lavoro e di professionalità raggiunta. E che non meritano né di essere parcheggiati in inutili corsi di formazione né di essere scaricati e abbandonati al loro destino.

(leggi gli articoli sul sito Tessitura di Mottola https://www.corriereditaranto.it/?s=tessitura&submit=Go)

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