Vito Primavera, direttore generale della Gioiella Prisma Taranto, non è uno che, solitamente, durante la stagione rilascia molte interviste ma quelle volte che lo fa le sue dichiarazioni sono molto calibrate.
Intanto la stretta attualità propone una situazione di incertezza derivante dall’aumento della curva dei contagi che sta causando nel volley il rinvio di diverse gare (sinora 7 in Superlega maschile, 3 in A/2). Il che significa sottoporre le squadre a dei veri e propri tour de force per recuperarle. La Gioiella Prisma Taranto ad esempio dal 30 dicembre al 22 gennaio scenderà in campo ben 6 volte.
“Abbiamo tante gare da disputare. I regolamenti vanno accettati e rispettati. Sicuramente è una situazione che ci mette in grande difficoltà ma dobbiamo cercare di ottenere il massimo da queste sei partite, stringendo i denti” – afferma il dirigente rossoblù – “Le premesse iniziali non erano queste, non immaginavamo di poterci ritrovare di nuovo a fronteggiare una curva alta di contagi. Ci potremmo ritrovare di fronte ad una realtà in cui l’obiettivo primario non diventa vincere le partite ma cercare di disputarle, proteggendosi il meglio possibile”.
I club, tra l’altro, stanno fronteggiando un’emorragia di pubblico e di sponsor. Pensi sia dovuto alla pandemia o ad un minore appeal del volley nonostante i grandi risultati della nazionali sia nel maschile che nel femminile?
“In tutti i palazzetti di Superlega, tranne a Modena, si registra un evidente calo di pubblico sugli spalti. Credo che la gente non abbia la serenità necessaria per andare in un palazzetto a gridare per due ore con la mascherina. E’ chiaro che poi c’è un effetto domino: mancanza di entusiasmo, calo di pubblico, mancati incassi, mancati introiti derivanti dalle sponsorizzazioni. Tutto questo peso poi ricade sui club”.
Secondo te il presidente Bongiovanni e la vice-presidente Zelatore si sono pentiti di aver preso un club sportivo in questo momento economico così difficile?
“A loro non posso che dire grazie a nome di tutti gli appassionati di volley pugliesi. Sono riusciti la scorsa stagione a realizzare un’impresa straordinaria assieme a coach Di Pinto vincendo un campionato pieno di difficoltà, soprattutto esterne.
Probabilmente non pensavano che la pandemia, che all’epoca era una epidemia, avrebbe generato un situazione di così grande incertezza. Loro fanno dei grandissimi sacrifici quotidiani, lavorano ininterrottamente per la pallavolo senza mai staccare un giorno interno. Questo è ammirevole ed induce, chi, come me, è al loro fianco, a impegnarsi con grande dedizione in questo progetto.
Veniamo all’attualità. Giovedì arriva Ravenna al Palamazzola. In palio tre punti importantissimi nella strada che porta alla salvezza…
“Diventa già una partita da dentro o fuori. Si tratta di un match da vincere a tutti i costi”.
Affronterete questo impegno con un Palonsky in meno. Lo rimpiazzerete?
“Abbiamo ascoltato le richieste del giocatore che voleva giocare di più perché altrimenti avrebbe perso la possibilità di essere convocato con la nazionale argentina. Ha ricevuto una chiamata dai francesi del Tours e non ci siamo opposti alla sua cessione. D’altro canto lui è stato preso quando ancora non avevamo le idee chiare sulla squadra da costruire. Una volta arrivato il brasiliano Joao Rafael, per lui lo spazio si restringeva. Vedremo il da farsi. Per ora stiamo cercando qualcuno che venga ad aiutarci per alzare il livello degli allenamenti. Per un ingaggio da inserire nel roster ci penseremo più in là, perché non vogliamo giocarci subito l’unico slot disponibile. Ciò per non farci trovare scoperti nell’eventualità dovessimo fronteggiare situazioni di emergenza legate agli infortuni”.
Quali sono le vostre concorrenti per la salvezza?
“Ci sono due retrocessioni e per evitarle lotteranno cinque squadre, secondo me: Ravenna che è attardata in classifica, Verona, Vibo anche se si è rinforzata, Cisterna e noi. Considero, invece, Padova fuori da questo contesto”.
Ultima domanda: siete a 10 punti, quasi a metà del cammino, con una gara da recuperare per chiudere il girone di andata. La quota salvezza possiamo fissarla a 22 punti?
“La Gioiella Prisma Taranto è in media salvezza però anche le altre squadre concorrenti lo sono. Il discorso è molto aperto e incerto. Diverso sarebbe stato aver finito tutti assieme il girone di andata. Avremmo potuto avere un quadro più preciso. Comunque ogni stagione fa storia a sé. Se Ravenna non rosicchia punti a nessuno, la quota si alza. Di regola dovrebbe essere un punto a partita in media, quindi tra i 22 e i 24 punti”.