| --° Taranto

Lo avevamo scritto pochi giorni fa: sull’intervento di bonifica dei sedimenti del I seno del mar Piccolo di Taranto si sta muovendo più di qualcosa. A gestire il tutto il ministero del Sud e la Coesione territoriale di cui è titolare il ministro Mara Carfagna, ed il CIS di Taranto attraverso il Responsabile Unico del Contratto (RUC) il dr. Paolo Esposito.

Dopo la riunione tecnica dello scorso 20 gennaio presieduta dal Commissario Straordinario per le bonifiche, il prefetto Demetrio Martino, a cui hanno preso parte la Regione Puglia (con l’assessore regionale Donato Pentassuglia), la Provincia, il Comune di Taranto (presente l’arch. Netti Dirigente all’Urbanistica e il commissario prefettizio Cardellicchio), l’Asl di Taranto, ARPA Puglia e la Capitaneria di Porto, lo scorso 25 gennaio si è svolto un nuovo incontro. Questa volta erano presenti il Vice Capo di Gabinetto del ministro per il Sud, il responsabile del Cis Taranto Esposito, l’europarlamentare Rosa D’Amato (), il commissario prefettizio del Comune di Taranto Cardellicchio, il commissario e prefetto Martino, i sindacati di categoria di Taranto (FAI Cisl, FLAI Cgil e UILa Pesca), e i rappresentanti delle associazioni dei mitilicoltori (AGCI AGrital Taranto, Agripesca Taranto, Confcooperative Taranto, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Puglia – Dipartimento Pesca, UNCI Agroalimentare).

(per chi volesse rileggere il resoconto della riunione del 20 e una sintesi sulla situazione del Mar Piccolo cliccare qui https://www.corriereditaranto.it/2022/01/21/1bonifica-mar-piccolo-arrivera-la-svolta/)

In questa occasione, a differenza della precedente riunione con gli enti istituzionali e come invece ebbe ad affermare il 15 novembre scorso quando fu audito in via informale dalla V commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati, il prefetto Demetrio Martino ha ribadito la sua posizione critica sull’intervento in Mar Piccolo. Che lo ha portato alla decisione di “sospendere e bloccare la gara“ del Partenariato per l’innovazione, prevista dal bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica (gara che era giunta alla seconda fase).

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/06/26/bonifica-mar-piccolo-parte-fase-negoziazione/)

Di fatto per il commissario e prefetto Martino, l’analisi costi-benefici sull’intervento previsto avrebbe confermato tutti i suoi dubbi in merito ad una spesa che andrebbe ben oltre l’assegnazione di fondi attualmente prevista che supera i 50 milioni di euro. Secondo il prefetto l’operato del commissario precedente, la dott.ssa Vera Corbelli, sia per quanto concerne gli studi e le spese effettuate sia la decisione di indire una gara internazionale, sarebbe stato inadeguato. E che sarebbe più utile e sensato effettuare pochi interventi mirati di bonifica, per ottenere la possibilità di tornare in poco tempo a realizzare un prodotto di qualità.

Il problema è che, a cominciare da chi scrive, sino ad arrivare a tutti coloro che hanno partecipato alle riunioni sin qui svolte, nessuno ha ancora capito su quali dati e studi il prefetto Martino basi le sue valutazioni. Il commissario per le bonifiche non ha infatti presentato alcuna relazione a supporto delle sue tesi, affermando soltanto che le sue valutazioni provengono da una serie di interlocuzioni con diversi enti e unità all’interno della stessa Prefettura. Chi siano questi enti e quali siano queste competenze all’interno della struttura prefettizia non è dato sapere. Ma le modalità con cui il prefetto si è da tempo esposto su questa vicenda fanno sorgere più di qualche dubbio sul fatto che, forse, dietro tutto questo vi sia una forte pressione politica su un intervento così delicato.

(rileggi l’articolo sull’ultima riunione del Cis dello scorso luglio https://www.corriereditaranto.it/2021/07/14/cis-taranto-la-vera-partita-e-sulle-bonifiche-1/)

Pertanto, a fronte del fatto che una tale presa di posizione ha inevitabilmente lasciato grandi perplessità anche nelle associazioni dei mitilicoltori e dei sindacati, il responsabile del CIS e i tecnici del ministero per il Sud, hanno chiesto al commissario Martino di presentare, nel più breve tempo possibile, una sua proposta ufficiale con la prevista riprogrammazione dei fondi e gli eventuali interventi di bonifica da lui suggeriti.

Non sappiamo in quanto tempo ciò avverrà, ma speriamo il prima possibile. Visto che l’incarico di Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, al prefetto Demetrio Martino è stato prorogato soltanto sino al 31 marzo 2022. E che è attualmente aperto l’avviso pubblico diretto all’acquisizione di manifestazioni di interesse e disponibilità da parte del personale non dirigenziale, appartenente alle pubbliche amministrazioni, al fine di comporre la struttura di supporto per l’esercizio delle funzioni commissariale, posta alle dirette dipendenze del Commissario, composta da un contingente massimo di personale pari a cinque unità di livello non dirigenziale, e una unità di livello dirigenziale.

Nè sappiamo chi, dal prossimo 1 aprile ricoprirà il ruolo di commissario per i prossimi tre anni, come previsto dall’art. 42 del D.L. 152/2021 convertito con legge n. 233/2021. Che contiene disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose (detto dl ‘Recovery‘), tra cui alcune norme promosse dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna in merito al Risanamento ambientale nella città di Taranto (sotto la dicitura provvedimento ‘Città di Taranto’).

(leggi l’articolo sull’udienza del processo ‘Ambiente Svenduto’ in merito all’inquinamento del Mar Piccolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/ambiente-svenduto-le-verita-taciute-sul-mar-piccolo/)

Ciò detto, ribadiamo un concetto espresso più volte nell’ultimo anno e mezzo: defenestrare nell’agosto 2020 l’ex commissario Corbelli è stata una scelta politica scellerata (in questo le responsabilità del duo Valenzano-Emiliano in Regione, dell’ex sottosegretario Mario Turco e dell’ex sindaco Melucci che hanno per anni bombardato di critiche il suo operato sono indubbie) che ha prodotto soltanto danni al territorio. Anche perché ancora oggi è sotto gli occhi di tutti che il prefetto, com’è giusto e normale che sia, non ha e non potrà mai avere le competenze necessarie per ricoprire un ruolo che lui stesso, con grande sincerità, ha definito profondamente complesso e difficile. E’ fin troppo chiaro quindi che, come avviene in queste ore agli scranni più alti delle nostre istituzioni repubblicane, abbia accettato di ricoprire tale compito soltanto per spirito istituzionale.

Serve al più presto una volontà politica ed un’assunzione di responsabilità chiara ed efficace: da un lato servirà competenza e velocità nel decidere come intervenire per la bonifica e contemporaneamente un’azione legislativa volta a tutelare e ristorare i mitilicoltori per l’eventuale sospensione delle loro attività. Con un obiettivo comune per tutti: restituire salubrità al I seno del Mar Piccolo, consentire un nuovo sviluppo di tutta la filiera, riportare in auge il prodotto ittico tarantino, tutelare il lavoro di centinaia di operatori ma nello stesso tempo pretendere il rispetto della legge da parte di tutti (a partire dalla coltivazione sino alla commercializzazione).

Se tutto questo sarà realmente possibile (ad oggi pare purtroppo ancora lontana utopia) lo capiremo presto, probabilmente a partire dal prossimo tavolo del CIS Taranto. Staremo a vedere.

(leggi il nostro ultimo articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/12/09/bonifica-mar-piccolo-e-tutto-da-rifare/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *