Sono ripartiti i lavori nel cantiere a mare del primo parco eolico offshore nel Mediterraneo che sarà realizzato nella rada del Mar Grande di Taranto.
Il cantiere a mare è partito oltre tre mesi fa, ma come abbiamo riportato anche il mese scorso, le operazioni si sono già interrotte prima ad ottobre, poi a novembre ed infine a dicembre. L’ultimo stop a causa di problemi registrati questa volta alla nave posa pali. Ulteriore ritardo per il riavvio dei lavori il forte vento di questi ultimi giorni e la predisposizione delle turbine.
La conferma arriva anche dalla società Renexia, società del Gruppo Toto attiva in Italia e negli Stati Uniti nelle energie rinnovabili (per la precisione il 31 agosto 2012 la Beleolico ricevette dalla Societ Energy S.p.A. il ramo d’azienda avente ad oggetto la realizzazione del parco eolico che la stessa presentò l’8 luglio del 2008), che annuncia “l’avvio delle operazioni di posizionamento della prima turbina di Beleolico al largo del molo polisettoriale a Taranto, il primo parco eolico offshore in Italia e nell’intero Mediterraneo”.
L’impianto produrrà energia green per 60 mila Mwh, pari al fabbisogno annuo di 60 mila persone. In termini ambientali vuol dire che, nell’arco dei 25 anni di vita prevista, consentirà un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2.
La società ricorda che “la concessione di Beleolico prevede una durata di 25 anni e in questo arco di tempo il Gruppo Renexia si impegnerà affinché l’indotto porti vantaggi per il territorio anche in termini economici. Per le operazioni di manutenzione specializzata e trasporto, sia via marre che via terra, ci sarà infatti bisogno della collaborazione con imprese locali. Per la realizzazione di questo progetto, Renexia si è affidata alla fornitura della componentistica da importanti player internazionali. Tuttavia, l’obiettivo della società è quello di creare una filiera tutta italiana e poter agire in futuro, con forniture nazionali, contribuendo a creare una manifattura che oggi ancora non c’è. L’eolico offshore rappresenta una tecnologia che incontra il sostegno delle principali associazioni ambientaliste perché rappresenta una vera alternativa alle centrali clima alteranti, per la produzione di energia pulita“.
Ricordiamo che secondo le previsioni progettuali, sono serviti 10-12 giorni per collocare i monopali sul fondale, a cui appunto segue il montaggio di torri e turbine: le due operazioni dovrebbero durare in tutto altri 45 giorni. Dopo di che saranno stesi ni mare i cavi elettrici di collegamento tra le turbine, che poi approderanno sulla terra. Nelle intenzioni della società Renexia, a gennaio-febbraio doveva avvenire l’aggancio alla rete elettrica nazionale. Slittando tutto di qualche settimana, se non otre, il parco eolico dovrebbe dunque entrare in funzione non prima della primavera inoltrata se non dell’inizio dell’estate del 2022.
Il 27 maggio 2021 la società ha ottenuto altri tre anni di tempo in più con la proroga della VIA, fino al 24 agosto 2023 dopo la prima concessa nel maggio 2020, per terminarne la realizzazione del parco eolico.
Per ulteriori approfondimenti e per leggere le nostre riflessioni sul progetto, rimandiamo i lettori all’ultimo articolo pubblicato su queste pagine lo scorso mese che trovate al link qui sotto. In attesa dei prossimi aggiornamenti.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/09/15/parco-eolico-partono-i-lavori-pronto-nel-2022/)

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