Si riaprono i giochi per la salvezza con la Tonno Callipo Vibo Valentia che -nella gara di recupero della prima di ritorno, disputata dopo ben cinque cambi data – batte 3-1 la Gioiella Prisma Taranto e sale a quota 15 punti contro i 20 degli jonici che dopo Cisterna perdono un altro scontro diretto.
Non solo, a rendere più nera la serata per la squadra allenata da coach Di Pinto, dagli altri recuperi sono giunte le vittorie di Cisterna contro Piacenza (pontini vanno a quota 20 punti), e di Padova contro Ravenna (veneti che salgono a quota 21 punti).
Pesano le assenze tra i rossoblù del capitano e alzatore Falaschi bloccato dal Covid (Dosanjh ha comunque disputato una buona gara) e del libero Laurenzano, non pienamente recuperato fisicamente e comunque a referto.
La differenza in campo l’ha fatta praticamente un giocatore in campo, il giapponese Nishida (29 punti) che dalla linea dei nove metri, al servizio, è stato una furia (8 ace) ed ha letteralmente sconquassato la linea di ricezione di Taranto andata in apnea sin dal primo set. L’opposto nipponico ha portato punti praticamente in ogni sua rotazione di battuta risultando di gran lunga elemento determinante per il successo finale.
Nel primo set proprio lui taglia la ricezione jonica a fette con 4 ace , tre dei quali nella fase finale del set in equilibrio solo nella primissima fase proprio perché Nishida aveva sbagliato il primo servizio del match.
Nel secondo parziale, cala al servizio Vibo ed al contrario cresce Taranto che ottiene break importanti (8-13 -17-21)e sul finire, grazie ad un ottimo Stefani rimette in equilibrio la partita. Bene anche Randazzo (6 punti e 67% in attacco).
Nel terzo parziale, dopo un iniziale fase di equilibrio, Nishida con un turno fruttuoso in battuta crea lo strappo decisivo (da 8-9 a 13-9) mettendo nelle condizioni migliori il suo muro che stoppa per tre volte consecutive gli attacchi di Taranto. Set compromesso anche perché Saitta fa girare la sua squadra molto bene e con l’ace del 20-14 toglie ogni speranza ai rossoblù di rimonta.
Il quarto e ultimo set è denso di tensioni ( c’è un giallo per Joao Rafael mentre successivamente viene espulso sul 12-11 il diesse di Vibo, De Nicolo) e di emozioni. Andamento altalenante con Taranto che parte bene (4-8, 7-11) e sembra tornato quello del secondo set ma quando Nishida va in battuta sull’8-11 produce un lungo break che porta Vibo al 12-11. Randazzo è in difficolta e viene sostituito da Gironi sul 15-12. Poi con i padroni di casa in vantaggio 17-13 arriva una fiammata improvvisa della Gioiella Prisma Taranto che con un paio di muri , due errori di Vibo e un ace di Alletti ribalta il punteggio (17-18). Si gioca punto a punto sino al 22-21 poi va nuovamente in battuta Nishida, mette in difficoltà la ricezione jonica che contrattacca male con Gironi, murato da Saitta (23-21). Alletti mura Nishida (23-22) ma Flavio prima e Borges poi mettono al sicuro il successo.
Tabellino
Progressione set: (25-15;22-25;25-23); Durata incontro: 93 minuti
Tonno Callipo Vibo Valentia: Saitta 3, Nishida, Candellaro 3, Flavio 14, Fromm 14, Borges 14, Rizzo (libero 17% ricezione perfetta), Basic ne, Gargiulo 0, Partenio ne, Nicotra 0, Nelli 0, Condorelli (L2) ne. All.: Baldovin
Note: Muri Vincenti 10, Ace 11, Battute Sbagliate 20, Errori in attacco 5; Attacco 51%, ricezione positiva 57%( perfetta 22%).
Gioiella Prisma Taranto: Dosanjh 3, Stefani 12, Alletti 9, Di Martino 6, Randazzo 12, Joao Rafael 11, Pochini (libero 30% ricezione perfetta), Gironi 1, Sabbi ne, Freimanis ne, Laurenzano 0. All. Di Pinto
Note:Muri Vincenti 11, Ace 3, Battute Sbagliate 14, Errori in attacco 6; Attacco 47%, ricezione positiva 42%( perfetta 22%).
Arbitri: Goitre e Cappello
*spiegazione titolo Furyo: un film del 1983 diretto da Nagisa Oshima, tratto liberamente dal romanzo Il seme e il seminatore (The Seed and the Sower, 1963), nel quale l’autore raccontò della sua personale esperienza come prigioniero di guerra in un campo di concentramento giapponese durante la seconda guerra mondiale.
Nel cast la star musicale David Bowie, qui in una delle sue prove cinematografiche più celebri, il compositore Ryūichi Sakamoto, autore della colonna sonora del film, alla sua prima esperienza recitativa, e Takeshi Kitano, accreditato semplicemente come Takeshi, all’epoca celebre in patria come intrattenitore e comico televisivo.