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All’indomani della nomina del presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, il senatore Mario Turco, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle offre il suo punto di vista: “L’elezione neo Presidente di Confindustria Taranto è una notizia che pone fine a una situazione di stallo e apre nuovi scenari per il tessuto imprenditoriale e industriale della provincia ionica” – spiega Turco – “Durante il Governo Conte II, il MoVimento 5 Stelle iniziò a realizzare un progetto concreto di riconversione del territorio, per consentire al capoluogo e al suo hinterland di uscire dallo stigma del conflitto salute-ambiente-lavoro. Con il “Cantiere Taranto” finanziammo per oltre 850 milioni di euro nuovi investimenti ad alto moltiplicatore economico, lavorativo, sociale e culturale, per esempio attraverso l’insediamento del Gruppo Ferretti, l’istituzione della Scuola di Medicina, la Zona Franca Doganale, i Giochi del Mediterraneo, la Cittadella della Giustizia, la riqualificazione della città vecchia e la creazione di nuove infrastrutture”.

Secondo lo stesso Turco “non basta, tuttavia, la politica a risolvere i problemi di un territorio, specie se si parla di una realtà complessa come quella di Taranto ma è necessario che tutti lavorino insieme per raggiungere obiettivi comuni”.

“Confidiamo che Confindustria Taranto e le tante imprese del territorio sposino una visione diversa per il futuro dei giovani di tutta la provincia dando seguito al progetto di riconversione iniziato con il Governo Conte II” – conclude – “Taranto potrà apprezzare un cambio di paradigma rispetto al passato soltanto se politica, associazioni, imprese e società civile decideranno di percorrere binari paralleli”.

Una risposta

  1. L’ imprenditoria locale e in parte la presunta tale o pseudoimprenditoria locale non è e non lo è mai stata nelle condizioni di convertire un processo industriale di tipo statale come nessuna imprenditoria a livello nazionale è stata in grado di rilevare Alitalia. Quindi deve essere la politica centrale ad occuparsi della reindustrializzazione dell’area ionica convertendo l ‘ obsoleto impianto siderurgico in un polo energetico e del riciclo integrato al navalmeccanico e magari all’ aeromeccanico per produrre tramite un parco fonderie. La nostra imprenditoria è costituita da piccole ditte che saltuariamente riescono ad accaparrarsi qualche subappalto di scarso livello ( es. pulizie ).L’ex ILVA , tanto per fare un esempio, per la manutenzione e l’assistenza degli impianti si rivolgeva a ditte di Bergamo o Brescia e se qualcuno ricorda aveva trasformato alcuni edifici nel suo interno per alloggiare il personale forestiero lasciando gli albergatori locali con l’amaro in bocca. Questa è la realtà che molti non vogliono ricordare solo per difendere appena 2000 occupati residenti in città.

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