L’on. Rosalba De Giorgi, deputata del Gruppo Misto, ha presentato una proposta di legge con cui si chiede l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare sia sulla gestione dei controlli sanitari ed ambientali, sia sull’efficacia delle misure adottate, tra il 1 gennaio 1981 ed il 31 gennaio 2021, in relazione all’attività dello stabilimento siderurgico di Taranto. Qualora venisse istituita, fra i compiti della Commissione ci sarà anche quello di indicare le iniziative di carattere normativo o amministrativo ritenute opportune per rendere più incisiva l’iniziativa dello Stato e degli enti locali riguardo alla bonifica delle aree interessate dall’inquinamento prodotto dalle attività dello stabilimento siderurgico di Taranto.
A giudizio della parlamentare tarantina, è necessario fare luce sul perché nel capoluogo ionico quello dell’inquinamento è un problema destinato a rimanere drammaticamente insoluto. E’ necessario chiarire una volta per tutte i motivi a seguito dei quali si è consentito che la salute di esseri umani venisse sacrificata in nome del profitto e della produzione. Sembra evidente che più di qualcosa non ha funzionato a dovere, come il monitoraggio sul rispetto della normativa comunitaria applicabile in materia di ambiente, salute e sicurezza agli impianti dell’ex ILVA.
Come sappiamo la magistratura, soprattutto negli ultimi due anni, si è pronunciata sulle questioni legate all’ex ILVA e la riprova si è avuta nei giorni scorsi, quando ad aver ribadito la persistenza di un grave pericolo per la salute dei cittadini del capoluogo ionico è stata la Corte europea dei diritti umani (la Cedu) che, dopo la sentenza emessa nel gennaio del 2019, ha condannato nuovamente il nostro Paese per non aver messo in atto tutte le misure necessarie a scongiurare danni sanitari ed ambientali a Taranto.
Va ricordato che questi pronunciamenti hanno cristallizzato il quadro di una situazione resa ancor più preoccupante dagli esiti di uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità commissionato nel 2019 dalla Regione Puglia i cui risultati sono stati resi noti nel gennaio di quest’anno. Secondo quanto emerso dal rapporto dell’OMS, non può esser taciuto che l’acciaieria di Taranto, pur essendo un’importante risorsa per il Paese a livello economico ed occupazionale, da diversi decenni ha un impatto ambientale negativo. Appare palese che le gravissime problematiche che hanno pregiudicato per anni la salute dei cittadini e l’ambiente debbano condurre, senza ulteriore ritardo, all’abbandono dei modelli industriali inquinanti operanti nell’area tarantina. Appare superfluo sottolineare che la bonifica ambientale debba essere completata appieno e che la riconversione industriale degli impianti esistenti debba iniziare immediatamente, attuando una pratica economica che punti sia sulla produzione e l’uso delle energie rinnovabili, sia sulla valorizzazione dei settori culturale, turistico e agroalimentare dell’area di Taranto.
Secondo l’on. De Giorgi, è proprio per questi motivi che si rende necessaria la creazione di una Commissione d’inchiesta parlamentare che accerti, da un lato, le ragioni per cui le norme in materia ambientale non siano state osservate dalla “Grande Industria” e, dall’altro, contribuisca a non alimentare nella cittadinanza tarantina l’amara sensazione di essere lasciata da sola a lottare contro un’emergenza la cui soluzione si fa fatica ad intravedere.
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