In vista della chiusura dell’edizione 2022 del Medimex con il concerto sulla Rotonda del Lungomare di domenica 19 giugno di Nick Cave e la sua band “Bad Seeds”, ripubblichiamo questo articolo, scritto da Franzi Baroni che ci illustra la carriera di questo cantautore che in molti considerano assieme a Bob Dylan il migliore in assoluto dei tempi moderni.

 Nick Cave è un’artista di una poliedricità unica, dotato di un carisma ed intensità compositiva che lo colloca fra i musicisti più originali ed innovativi in circolazione.

Prossimo al traguardo dei 65 anni (22 settembre), il cantautore australiano è anche attore, romanziere e sceneggiatore e ha da sempre avuto un ruolo primario dagli albori del movimento postpunk come front man delle band dei Birthday Party e dei Bad Seeds.

Le sue ballate sono intense, iconiche, introspettive e a volte inquietanti e parlano degli aspetti della vita e della morte, dell’amore e dei tradimenti. Alla metà degli anni ’70 formò i Boys Next Door, insieme all’ex compagno Mick Harvey, e al chitarrista Rowland Howard, il bassista Tracy Pew e il batterista Phil Calvert a Melbourne, con una serie di dischi che furono il preludio al primo album “londinese” Junkyard (1982), inciso per la mitica label 4AD di Ivo Watts, il nome della band si tramutò in Birthday Party.

L’intensità e le sonorità cupe e dark furono immediatamente il marchio di fabbrica dei B.P., tuttavia il percorso successivo e più incisivo avvenne dopo lo scioglimento dei Birthday Party nel 1983. Nick Cave e Harvey formarono i Bad Seeds a Berlino con l’ex bassista dei Magazine Barry Adamson e il frontman degli Einstürzende Neubauten Blixa Bargeld, questi musicisti, diedero vita ad un connubio perfetto, un’esplorazione appassionata ed oscura bilanciata fra l’amore e il dolore, temi ancora oggi ricorrenti nelle sue liriche.

Oltre 35 sono i dischi incisi con le varie formazioni, colonne sonore e varie collaborazioni. Il più grande successo commerciale della band è stato “Where the Wild Roses Grow”, con la presenza della cantante australiana Kylie Minogue, dall’album del 1996 Murder Ballads. Bargeld lasciò i Bad Seeds nel 2003, ma l’uscita del doppio album Abattoir Blues/The Lyre of Orpheus (2004) ne testimoniava l’intatta vitalità e l’ambizione creativa. Nel 2006 Cave formò i Grinderman, un progetto collaterale dei Bad Seeds, con la produzione di due album negli anni 2007 e 2010. È del 2008 l’acclamato Dig!!! Lazarus Dig!!! con i Bad Seeds, l’anno successivo invece segnò la fine del sodalizio artistico con M.Harvey, sancendo di fatto il termine di una delle collaborazioni più durature dell’era postpunk. I restanti membri della band hanno perseverato con il duro Push the Sky Away (2013). La morte accidentale del figlio quindicenne di Cave nel 2015 è diventata il fulcro del ferocemente intimistico Skeleton Tree (2016). Il doppio album Ghosteen è stato pubblicato nel 2019. Inoltre da segnalare la presenza di N.Cave, nei suggestivi film di Wim Wenders, dove ha saputo dare corpo e anima con le sue canzoni alle pellicole del grande cineasta tedesco. Con Warren Ellis, membro dei Bad Seeds, ha composto colonne sonore per film come The Proposition (2005), The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (2007), The Road (2009), Hell or High Water (2016) e Kings (2018).

Da “Boys Next Door” a “The Birthday Party” e “Bad Seeds”, la progressione di Nick come musicista e cantautore è stata caratterizzata da una perseveranza fenomenale e una fiducia incrollabile nel proprio talento. Considerato uno dei “cattivi ragazzi” della musica nel ventesimo secolo, il fascino della sua musica resta immutato e ammalia il pubblico durante i suoi live, delle autentiche celebrazioni in cui si instaura un feeling simbiotico con il pubblico.

*Per chi non avesse idea di cosa significhi un concerto di Nick Cave, ecco alcuni stralci di recensione raccolti da Giovanni Saracino nel web:

“Lo show che ha segnato il ritorno della voce di “Do You Love Me?” sulle scene è intenso, ottimamente calibrato e musicalmente impeccabile. Non c’è una sola tessera che appaia fuori posto, tutto torna alla perfezione. Non ci sono punti deboli, o cali di tensione” – rockol.it

“Se non avete mai visto Nick Cave and The Bad Seeds, avete una lacuna da colmare. Anche se non conoscete le canzoni, uscirete che “Jubilee Street” o “Boson Blues” o qualcun’altra faranno parte della vostra storia. Capirete che stare sul palco per alcuni è un divertimento, per altri un’esaltazione. Per Nick Cave è intensità, sofferenza, e liberazione. Dacci stanotte i tuoi demoni quotidiani, Nick. Anche se non sono i nostri non importa, in fondo siamo tutti in cerca della stessa cosa. Quando la si trova insieme, è un miracolo laico. E’ una comunione”  – ondarock.it

“Se questo nuovo Nick Cave è un guaritore pieno di fede, i suoi incantesimi funzionano, eccome. Impossibile uscire da un concerto del genere e non sentirsi cambiati” – rollingstones.it

credito foto Gosha Rubchinski

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