La scorsa settimana abbiamo pubblicato la notizia dell’avvio da parte del MiTE, ministero della Transizione ecologica, della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Programma Nazionale Just Transition Fund, il programma europeo da circa un miliardo di euro che serve a sostenere la così detta transizione giusta nelle aree più dipendenti dai combustibili fossili.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/19/just-transition-mite-avvia-vas-per-taranto3/)

In questi giorni è stato pubblicato il Rapporto Preliminare finalizzato proprio all’avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica del Programma Nazionale per una Transizione Giusta (PN JTF). Rapporto che abbiamo avuto la possibilità di leggere, anche nella parte riguardante Taranto.

La redazione del Programma è curata dall’Agenzia per la coesione territoriale, che è “Autorità di gestione del programma”. Allo stato attuale, il Programma è in fase avanzata di predisposizione, permettendo il pieno rispetto di quando previsto dall’art.11 del D.lgs 152/06, nel quale si prevede che la valutazione ambientale strategica sia avviata contestualmente al processo di formazione del piano o programma. L’atto iniziale di questo  processo parallelo di elaborazione del Piano/Programma e di Valutazione Ambientale Strategica (definito dall’art.13 del D.lgs 152/06) che, al comma 1,  stabilisce che si avvii la consultazione fra le varie autorità coinvolte (l’autorità Competente, ovvero l’Autorità di gestione, ed altri soggetti competenti in materia  ambientale) tramite l’elaborazione di un primo documento, definito Rapporto Preliminare, mediante il quale individuare la portata ed il livello di dettaglio delle informazioni da includere nelle elaborazioni successive (Rapporto  Ambientale). Questa fase della VAS, sulla base delle esperienze internazionali, è nota come fase di “scoping”.

Si tratta, in buona sostanza, di una sorta di programma di lavoro dove sono indicati, sulla base di una prima disamina speditiva sulle relazioni fra  Programma e ambiente, gli argomenti che verranno trattati, le metodologie di analisi e valutazione, le integrazioni con il principio Do Not Significant Harms (DNSH) e con la Valutazione di Incidenza, necessaria quando un Piano o Programma interagisce con siti della rete Natura2000, proponendo anche una bozza di indice del futuro Rapporto Ambientale.

Le risorse del JTF assegnate all’Italia ammontano a 988.405.015 €, circa 555,6M€ derivano dallo strumento dell’Unione Eueopea per la Ripresa  (risorse a norma art.4  Reg  2012/1056)  e circa  432,8 M€ dal quadro finanziario pluriennale (risorse a norma art. 3  Reg  2012/1056). A tali risorse si  sommano 41.183.543 € dedicati all’Assistenza tecnica (a norma dell’art. 36,4 del Reg 2021/1060), per un totale di 1.029.588.558 €.  Le aree identificate come potenziali beneficiarie dei finanziamenti del JTF sono, come risaputo. l’area di Taranto e l’area del  Sulcis Iglesiente, per ognuna delle quali è stata disposta la redazione di uno specifico piano territoriale per una transizione giusta, secondo il template di cui all’Allegato II del Regolamento (UE) 1056/2021.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/08/05/just-transition-fund-45-proposte-per-larea-di-taranto2/)

Sintesi dei contenuti del PT JTF per l’area di Taranto

Per l’area di Taranto sono previste tre priorità. La prima rigurda quella di “Contrastare gli effetti della  transizione incrementando la quota  di energia prodotta da fonti  rinnovabili per le imprese e le  persone e intervenendo sulle  situazioni di compromissione ambientale“. Da conseguire attraverso il “supporto alla produzione e allo stoccaggio di energia prodotta da fonti rinnovabili per soddisfare l’aumento della  domanda prevista in conseguenza della  transizione“. Che andrà ottenuta con “investimenti nella messa in opera di tecnologia nonché in sistemi e infrastrutture per l’energia  pulita a prezzi accessibili, comprese le tecnologie di stoccaggio dell’energia, e nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Reg. 1056/2021 art. 8.2.d) e nelle energie rinnovabili in conformità della direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio (17), compresi i criteri di sostenibilità ivi stabiliti, e nell’efficienza energetica, anche al fine di ridurre la povertà energetica (Reg. 1056/2021  art. 8.2.e)”.

Sempre all’interno della prima priorità è inserito il “Sostegno a progetti di ricerca e allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde“, da ottenere attraverso investimenti “in attività di ricerca e innovazione, anche da parte di università e organizzazioni di ricerca pubblici, e promozione del trasferimento di tecnologie avanzate (Reg. 1056/2021 art. 8.2.c) e per il potenziamento dell’economia circolare, anche mediante la  prevenzione e la riduzione dei rifiuti, l’uso  efficiente delle risorse, il riutilizzo, la  riparazione e il riciclaggio (Reg. 1056/2021 art.  8.2.j).

Infine è previsto il “supporto a progetti innovativi per sostenere la transizione ecologica e tutelare le risorse naturali”, attraverso investimenti “nella bonifica e decontaminazione di siti dismessi e nei progetti di ripristino del terreno, e anche, se necessario, nelle infrastrutture verdi e in progetti di conversione ad altri usi di terreni, tenendo conto del principio «chi inquina paga» (Reg. 1056/2021 art. 8.2.i) e “nella messa in opera di tecnologia  nonché in sistemi e infrastrutture per l’energia pulita a prezzi accessibili, comprese le tecnologie di stoccaggio dell’energia, e nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Reg. 1056/2021 art. 8.2.d)”.

La seconda priorità rigurda invece l’intenzione di “Promuovere una diversificazione del sistema produttivo locale orientata a contrastare gli effetti della transizione“. Da raggiungere attraverso il “sostegno alla transizione e alla diversificazione dell’economia locale, anche attraverso progetti di ricerca”, con investimenti “in attività di ricerca e innovazione, anche da parte di università e organizzazioni di ricerca pubblici, e promozione del trasferimento di tecnologie avanzate (Reg. 1056/2021 art. 8.2.c).

Inoltre viene previsto il “Rafforzamento della capacità di supporto tecnico a processi di innovazione e diversificazione economica del territorio“, attraverso “investimenti produttivi nelle PMI, tra cui le microimprese e le start‐up, finalizzati alla diversificazione, alla modernizzazione e alla riconversione economica (Reg. 1056/2021 art.  8.2. a), nella creazione di nuove imprese,  anche mediante incubatori di imprese e servizi di consulenza, che portino alla creazione di posti di lavoro (Reg. 1056/2021 art. 8.2.b), in attività di ricerca e innovazione, trasferimento tecnologico, promozione del trasferimento di tecnologie avanzate (Reg. 1056/2021 art. 8.2. c) e inclusione attiva delle persone in cerca di lavoro (Reg. 1056/2021 art. 8.2.m)”.

Come ultima azione nel campo della seconda priorità, viene citato lo “Sviluppo imprenditoriale creazione d’impresa e investimenti produttivi“, attreverso “investimenti produttivi nelle PMI, tra cui le  microimprese e le start‐up, finalizzati alla diversificazione, alla modernizzazione e alla  riconversione economica (Reg. 1056/2021 art.  8.2. a) alla creazione di nuove imprese, anche mediante incubatori di imprese e servizi di consulenza, che portino alla creazione di posti di lavoro (Reg. 1056/2021 art. 8.2.b) e inclusione attiva delle persone in cerca di lavoro (Reg. 1056/2021 art. 8.2.m)”.

Infine, come terza ed ultia priorità è presenta quella di “Mitigare gli effetti sociali ed occupazionali della transizione“. Questo lo si potrà ottenere attraverso il “sostegno a percorsi di up‐skilling e di re‐skilling per disoccupati e lavoratori a rischio per effetto della transizione e per donne e giovanipotenziamento dei servizi per la ricerca di lavoro e investimenti in infrastrutture per centri di formazione tecnica superiore e alta formazione“. Gli interventi prevsti sono lo “sviluppo e riconversione delle competenze professionali dei lavoratori e delle persone in cerca di lavoro (Reg. 1056/2021 art. 8.2.k)  e l’assistenza nella ricerca di lavoro (Reg.  1056/2021 art. 8.2.l)”.

Come ultima azione viene indicata quella di “Incrementare l’offerta dei servizi di cura“, attraverso interventi che prevedano “strutture per la cura dell’infanzia e l’assistenza agli anziani, quali indicate nei piani territoriali per una transizione giusta in conformità dell’articolo 11 (Reg. 1056/2021 art. 8.2.o).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/02/just-transition-fund-ok-a-fondi-per-taranto/)

Attenzione e cura per l’ambiente ma anche per le persone

Del resto, nel rapporto della Commissione europea che presentava il Just Transition Fund, si leggeva che la zona di Taranto dovrebbe subire notevoli perdite di posti di lavoro, che potrebbero non essere del tutto compensate dalla creazione e dallo sviluppo delle PMI; potrebbe quindi essere preso in considerazione il sostegno agli investimenti produttivi nelle grandi imprese, a condizione che gli investimenti siano compatibili con il Green Deal europeo. 

Un tassello sicuramente importante, che qualora venisse realizzato, si andrebbe a sommare ai tanti previsti per l’area di Taranto. Ma anche e soprattutto un’analisi molto lucida e molto chiara, che non solo evidenzia un prossimo aumento nella perdita dei posti di lavoro, ma mette in guardia dal pensare che si possa sostituire un sistema economico di tipo industriale solo attraverso investimenti milionari in settori alternativi, seppur fondamentali per l’economia del futuro.

Perché come scriviamo da anni, la transizione energetica che investirà ampi settori della nostra economia, non dovranno pagarla i lavoratori e le loro famiglie. Ma dovrà essere un lungo processo di accompagnamento, per far sì che la vita di tutti migliori a vantaggio dell’intero pianeta Terra, dove le disuguglianze economiche sono da secoli, e ancora oggi, tante troppe ed insopportabili. Altrimenti invece di una transizione giusta, assisteremo ancora una volta all’ennesima ingiustizia.

(leggi tutti gli articoli sull’argomento https://www.corriereditaranto.it/?s=Just+Transition+Fund+&submit=Go)

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