Nuova riunione ieri dell’Osservatorio ILVA permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale (ex art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017 per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale di Taranto Acciaierie d’Italia S.p.A. ex ILVA S.p.A. in A.S ed ex ArcelorMittal Italia). L’incontro di ieri videoconferenza è stato convocato ad integrazione della due giorni degli scorsi 21-22 giugno, quando i componenti dell’Osservatorio effettuarono una serie di sopralluoghi in diverse aere dello stabilimento, come riportammo nell’articolo linkato qui sotto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/22/conclusa-la-due-giorni-dellosservatorio-ilva2/)
In attesa della pubblicazione del verbale in merito all’incontro di ieri, il ministero della Transizione Ecologica (MiTE), ha diffuso una nota di sintesi su quanto è stato discusso ieri.
La periodica riunione dell’Osservatorio Ilva, a seguito del sopralluogo del 21 e 22 giugno scorso, disposto dal Ministero della Transizione Ecologica presso l’impianto siderurgico di Taranto, ha visto la partecipazione di Regione Puglia, Provincia di Taranto e comuni di Taranto e Statte.
I tecnici di Ispra hanno illustrato il quadro delle attività svolte ai fini della verifica dell’ottemperanza delle prescrizioni previste dal Piano ambientale di cui al DPCM del 2017. Secondo quanto rappresentato e certificato dalla stessa Ispra, gli interventi previsti per l’adeguamento degli impianti sono stati quasi tutti completati e certificati. L’esecuzione degli interventi rimanenti è in linea con i tempi previsti.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/04/21/riesame-aia-ex-ilva-i-tempi-saranno-lunghi/) 
Ispra ha anche stimato lo scenario emissivo post-operam (ossia lo scenario successivo alla realizzazione degli interventi previsti) – e relativo a una produzione annua di 6 milioni di tonnellate di acciaio – da cui emergerebbe una riduzione significativa delle emissioni di polveri rispetto allo scenario ante-operam. Tale scenario, peraltro, è stato trasmesso dal MiTE al Ministero della Salute per le valutazioni sanitarie che consentiranno di verificare se, ad esito della realizzazione degli interventi del Piano, saranno ancora presenti situazioni di rischio sanitario.
(leggi l’articolo sul primo ok ai 6 milioni del minAmbiente https://www.corriereditaranto.it/2020/04/23/ex-ilva-minambiente-ok-scenario-emissivo-a-6-milioni/)
Nell’ambito della riunione dell’Osservatorio è stato anche fatto il punto sullo stato di avanzamento degli interventi di caratterizzazione e bonifica, previsti dal Piano ambientale e che sono in capo ai Commissari straordinari di Ilva SpA: è stata ravvisata la necessità accelerare le attività in relazione al termine del 23 agosto 2023 indicato dal DPCM 2017, per cui è stato richiesto un maggior coordinamento tra gli enti coinvolti.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/16/bonifiche-aree-ex-ilva-i-lavori-procedono/)
Il Dipartimento DISS del Mite ha quindi previsto un’intensificazione delle prossime riunioni dell’Osservatorio, al fine di coordinare e monitorare le residue attività di competenza di Acciaierie d’Italia e dei commissari straordinari ILVA, in vista dell’approssimarsi della scadenza del DPCM del 2017 (3 agosto 2023).
(leggi gli articoli sul Danno Sanitario https://www.corriereditaranto.it/?s=danno+sanitario&submit=Go)
Le ispezioni della due giorni del 21-22 giugno
Durante la prima giornata, i partecipanti si recarono presso alcune aree di stoccaggio dello stabilimento, per verificare le relative coperture prescritte dal Piano ambientale.
Nell’area parchi primari, i parchi minerale e fossile risultano coperti (il primo da ottobre 2019 e il secondo da ottobre 2021) e asserviti da nastri trasportatori chiusi; è in corso la naturalizzazione, attraverso la rivegetazione, delle aree liberate, tra cui dal cumulo di cui alla prescrizione n. UP2 (rimozione cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale);
Nell’area parchi secondari: anche i parchi OMO, AGL Nord e Sud e i parchi Calcare risultano coperti; il parco Loppa è invece confinato mediante barriere frangivento presenti sui quattro lati del parco.
(leggi tutti gli articoli sulla falda dell’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva+falda&submit=Go)
Il giorno seguente, il 22 giugno, la riunione proseguì con la visita presso l’area cokeria (COK) batteria n. 12 e relativa torre di spegnimento, dove è stato
confermato che sono attualmente in esercizio 4 batterie: nn. 7, 8, 9 e 12, mentre sono in fase di dismissione le batterie 5-6 (conclusione attività di dismissione prevista entro 22/02/2023).
La visita svolta presso la batteria n. 12, ed in particolare presso il piano di carica, visionando il sistema di controllo della pressione dei singoli forni denominato SOPRECO; l’area di sfornamento del coke, visionando una fase di sfornamento con nuove cappe solidali alle nuove guide coke, previste per migliorare la captazione delle polveri diffuse che si generano durante tale fase e convogliarle mediante la nuova unità aspirofiltrante al camino E435; l’area dove si svolge la fase di raffreddamento coke con la nuova doccia di spegnimento n. 6 che consente di garantire il rispetto del valore limite per le emissioni di polveri, pari a 25 g/t coke; il filtro a maniche al camino E428, previsto per garantire il rispetto del VLE per le polveri pari a 8 mg/Nm3.
(leggi tutti gli articoli sulla batteria 12 dell’area cokeria ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva+batteria+12&submit=Go)
In merito all’Area agglomerato (AGL), AGL2 attualmente in esercizio (AGL 1 è dismesso) dispone di due linee di agglomerazione, E e D. Dalla visita ispettiva sono risultati installati e in esercizio i due filtri a maniche sulla linea E e sono in corso i lavori per installazione di altri due filtri sulla linea D. L’azienda ha sostenuto al riguardo che la conclusione dell’installazione del primo filtro fosse prevista entro la fine del mese di giugno 2022. Inoltre, è stato specificato che l’installazione di tre filtri a maniche consentirà una significativa riduzione delle emissioni di polveri e diossine; per queste ultime, si confida di poter traguardare già dal 1° gennaio 2023 livelli di emissioni di diossine inferiori a 0,1 ng I-TEQ/Nm3 come media annua ossia il limite che entrerà in vigore nel corso del 2023.
Successivamente si è passati all’Area altoforni (AFO) presso AFO 4: l’azienda ha confermato che, dei 5 altoforni presenti in stabilimento, gli altoforni oggi in esercizio sono 1, 2, 4, mentre AFO5 è attualmente fermo e AFO3 è in fase di dismissione (conclusione attività di dismissione prevista entro 21/10/2022). Per quanto attiene l’Area acciaieria (ACC), costituta da 2 acciaierie (ACC1 e ACC2), entrambe in esercizio, con 3 convertitori ciascuna e n. 5 colate continue, indicate come CCO (di cui 2 (CCO1 e CCO5) in ACC1 e 3 (CCO2, CCO3, CCO4) in ACC2.
In entrambe queste aree è stato mostrato il processo che si realizza in altoforno per produrre la ghisa, mentre in area acciaieria il processo per convertire la ghisa liquida proveniente dall’altoforno in acciaio solido.
(leggi tutti gli articoli sull’area parchi dell’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva+parchi&submit=Go)
Si è poi proseguito presso l’area discariche e area cumulo denominata UP3 (gestione di fanghi acciaieria), dove è stato possibile osservare l’area già liberata dal materiale precedentemente presente e individuata dal Gestore al fine di attuare le misure alternative di gestione del materiale del cumulo
entro il 31 dicembre 2022. Tali misure consistono nella realizzazione di un intervento di impermeabilizzazione che prevede uno strato di argilla sul fondo, una guaina in HDPE da 2 millimetri sul fondo e sulle pareti perimetrali, un geotessile di 1000 g/mq solo sul fondo, uno strato drenante di calcare in varie pezzature di 50 cm sul fondo, ricoperto da geotessile di filtrazione; pozzi di estrazione dei reflui con invio diretto e continuo dell’impianto di trattamento percolato, nel successivo trasferimento del materiale del cumulo dalle aree non pavimentate verso impermeabilizzata entro il 31/12/2022. Al contempo, proseguiranno le attività di allontanamento. Il Gestore ha rappresentato che procederà ad allontanare tutto il materiale che sarà presente sulla nuova area impermeabilizzata entro il 23/08/2023 o, se del caso, di presentare, in sede di istanza di rinnovo dell’AIA, la richiesta di autorizzazione di gestione di tale materiale ai sensi del Testo Unico Ambientale. ARPA Puglia, in merito, si è riservata un approfondimento, per quanto concerne le previsioni di norma e del DM 540/2021.
(leggi gli articoli sulle bonifiche dell’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifica+ilva&submit=Go)
In merito all’accertamento per il completamento dell’impianto di trattamento delle acque prima pioggia provenienti dalle coperture del Parco minerale, del Parco Fossile, del Parco AGL sud e dal parco Loppa, che rappresenta la fase I AM9 della prescrizione n. UA9 del Piano ambientale, sulla base della documentazione del Gestore, ISPRA ha riportato che le acque depurate saranno riutilizzate internamente (bagnatura parco loppa e lavaggio mezzi); tali acque depurate saranno avviate allo scarico con codice 1 AM solo quando supereranno le necessità di riutilizzo, ad esempio a seguito di eventi meteorici interni o di attività di manutenzione. ISPRA ha riportato, inoltre, che nell’ambito dell’attuazione di questa prescrizione, a tale impianto saranno progressivamente convogliati anche altri apporti.
Altro sopralluogo è stato effettuato da ISPRA il 31/03/2022 per l’accertamento del completamento degli interventi per la gestione delle acque meteoriche in area PCA (Produzione calcare), in area SEA (servizio discariche) e in area IRF (impianto recupero ferrosi) previsti dalla prescrizione n. UA10. Anche in questo caso, sulla base della documentazione del Gestore, ISPRA ha riportato che le acque depurate saranno riutilizzate internamente (bagnatura aree PCA/SEA/IRF e lavaggio mezzi); tali acque depurate saranno avviate allo scarico con codice 2 AM A solo quando supereranno le necessità di riutilizzo.
Adesso restiamo in attesa della prossime valutazioni del ministero della Salute in merito alle verifiche post-operam del Piano Ambientale, così come del percorso del riesame dell’AIA e del ricorso pendente su tale procedura, che chiarirà, si spera in via definitiva, se e come eventualmente il Piano andrà rivisto ed aggiornato e se sarà eventualmente possibile autorizzare in futuro il siderurgico ad una produzione pari ad 8 milioni di tonnellate d’acciaio. Il tutto, ovviamente, solo e soltanto attraverso il progressivo abbandono, almeno parziale, dell’utilizzo del carbone attraverso la messa in funzione di uno o più forni elettrici. Staremo a vedere.
(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)