Prosegue il nostro approfondimento sulla relazione pubblicata da ARPA Puglia nella quale sono riportati i dati di qualità dell’aria aggiornati al 2021, registrati nelle aree di Taranto e Statte, insieme ad una serie di approfondimenti.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/30/22qualita-dellaria-2021-dati-buoni-e-criticita/)
Come già indicato nei reports annuali dell’anno 2020 sia della rete delle centraline della qualità dell’aria di ARPA Puglia che della rete Acciaierie d’Italia, si è ritenuto necessario richiamare l’attenzione su alcune criticità emerse nell’area di Taranto relativamente alla qualità dell’aria, in particolare per quanto attiene gli andamenti dell’inquinante gassoso anidride solforosa (SO2). 
L’obiettivo del presente report consiste nel verificare, in un periodo di osservazione che va dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, l’incidenza di eventi di inquinamento da SO2 nell’area di Taranto, di portata paragonabile a quello verificatosi il 21/02/2020. Quel giorno, alle ore 03:00, era stato registrato un valore di concentrazione media oraria di SO2 pari a 369 ng/m3 presso la stazione denominata via Machiavelli. Che ha costituito un superamento del limite orario (da non superare più di 24 volte per anno civile) ai sensi del D. Lgs. n. 155/2020, sebbene non determini un superamento del limite giornaliero. Contemporaneamente, si registrava, presso la cabina della rete AdI denominata Meteo Parchi, un valore pari a 426 ng/m3.
Il report prende in considerazione tutte le centraline della Rete Regionale di Qualità dell’aria ubicate in provincia di Taranto che abbiano un analizzatore di SO2. In aggiunta, si sono considerati anche i valori di SO2 misurati presso la centralina Meteo Parchi.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/10/06/qualita-dellaria-2020-dati-positivi-e-criticita/)
Nella relazione viene inoltre ricordato come l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia aggiornato, rispetto alle soglie indicate nel rapporto del 2005, le proprie Linee guida sulla qualità dell’aria, fornendo le raccomandazioni sui livelli obiettivo per sei inquinanti principali (PM2.5, PM10, Ozono, Biossido di Azoto, Biossido di Zolfo, Monossido di Carbonio). Le nuove linee guida, basate sulla ricognizione delle evidenze scientifiche, individuano i livelli di qualità dell’aria che sarebbe opportuno raggiungere per proteggere la salute umana e rappresentano un riferimento per la valutazione dell’esposizione della popolazione a livelli di inquinanti che possono causare problemi di salute.
Si è evidenziato che effetti sulla salute si verificano anche a livelli di inquinanti più bassi di quanto prima si pensasse e, quindi, molti dei valori guida sono stati ridotti.
In particolare, rispetto alle linee guida 2005:
– per il PM2,5 il valore annuale passa da 10 a 5 μg/m3, quello sulle 24 ore da 25 a 15 μg/m3
– per il PM10 il valore annuale passa da 20 a 15 μg/m3, quello sulle 24 ore da 50 a 45 μg/m3
– per l’ozono (O3) viene introdotto un valore per il picco stagionale pari a 60 μg/m3
– per il biossido di azoto (NO2), il valore annuale passa da 40 a 10 μg/m3 e viene introdotto un valore 24 ore pari a 25 μg/m3
– per il biossido di zolfo (SO2), il valore sulle 24 ore passa da 40 a 20 μg/m3
– per il monossido di carbonio (CO) viene introdotto un valore sulle 24 ore pari a 4 μg/m3.
Oltre al valore guida, il documento OMS riporta, per ciascun inquinante, una serie decrescente di valori definiti col nome di “interim target”. Trattasi di livelli di concentrazione di inquinante che, una volta raggiunti, comportano una specifica riduzione del rischio sanitario. Gli “interim target” rappresentano le tappe intermedie nella progressiva riduzione degli inquinanti in vista dell’obiettivo finale rappresentato dal valore guida. I Paesi con elevati livelli di inquinamento possono far riferimento a questi valori target nello sviluppo di politiche e piani di risanamento che, in intervalli di tempo ragionevoli, si pongano come obiettivo la riduzione dell’inquinamento.
Le linee guida fungono quindi da supporto, per gli Stati membri, nello sviluppo di leggi nazionali e politiche di qualità dell’aria ma non sono vincolanti da un punto di vista legislativo.
(leggi tutti gli articoli sull’inquinante SO2 https://www.corriereditaranto.it/page/2/?s=SO2&submit=Go)
Avendo ultimato la retro-validazione annuale per il 2021 di tutti i dati di qualità dell’aria delle centraline presenti a Taranto e facenti parte della rete regionale, nella relazione si riportano gli esiti delle elaborazioni per le centraline che sono dotate di analizzatori di SO2.
Si evince come sia stata appunto la centralina sita nel quartiere Tamburi in Via Machiavelli quella che ha registrato nel biennio 2020-2021 la media giornaliera più elevata (46 μg/m3) e l’unica ad avere registrato un superamento del valore limite massimo orario pari a 350 μg/m3. Si tenga presente che i limiti previsti dal D. Lgs. n. 155/2010 non sono normativamente applicabili alla stazione Meteo Parchi poiché ricade in area industriale privata non accessibile alla popolazione. I livelli ivi misurati si confrontano solo a fine comparativo con i valori limite di legge, mentre tali limiti si applicano a tutte le altre stazioni della RRQA.
È dunque evidente come le uniche criticità si registrino nelle centraline di Taranto-Via Machiavelli e Meteo Parchi, mentre tutte le altre stazioni di monitoraggio registrano valori più contenuti.
Pertanto, nel periodo di osservazione che va dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 non sono stati rilevati a Taranto altri eventi di diffusione rilevante di SO2 di intensità paragonabile a quello che si è verificato il 21 febbraio 2020. Per tutto il periodo di osservazione non sono stati registrati altri superamenti di questo e degli altri limiti per tale inquinante, previsti dalla normativa. I dati meteo e le elaborazioni grafiche delle rose dell’inquinamento da SO2, hanno indicato che in tutti i casi in cui sono stati registrati valori elevati, il vento proveniva dal quadrante Nord-Ovest. Presso la centralina di Meteo Parchi, in tre casi, si è registrata contemporaneamentez una concentrazione di H2S > 7 ng/m3 e precisamente il 01/01/2020 11:00, il 21/02/2020 00:00 e il 18/04/2020 21:00. Viene opportunatamente segnalato, tuttavia, che nel I trimestre 2021 la centralina di Meteo Parchi ha registrato massimi orari di concentrazione di SO2 più alti di quelli misurati in occasione dell’evento del 21 febbraio 2020. Le ripercussioni di tali eventi, in termini di ricadute in aria ambiente all’esterno del perimetro dello stabilimento AdI, non sono state tali da causare nei siti di monitoraggio della qualità dell’aria, superamenti dei limiti previsti dal D. Lgs. n. 155/2010 per l’inquinante SO2, anche nella centralina di Taranto-Via Machiavelli.
Tutte le centraline della rete della qualità dell’aria di Taranto hanno rispettato sia nel 2020 che nel 2021 il valore guida “AQG Level” (air quality guidelin) proposto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità nelle nuove linee guida.
In proposito, appare opportuno precisare, comunque, che l’esame dei dati di qualità dell’aria ha evidenziato ogni anno, a partire dal 2012, la sostanziale conformità ai limiti normativi (D. Lgs. n.155/2010) per gli inquinanti monitorati.
Sicuramente una buona notizia, dovuta ad una produzione che negli ultimi anni è stata molto bassa ed anche agli interventi sugli impianti previsti dal Piano Ambientale (pur mancando ancora gli ultimi, tra cui alcuni alle cokerie ed alla seconda linea dell’Agglomerato). Che si spera possano essere un buon viatico per accelerare non solo nuovi investimenti ed una continua e necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. ma soprattutto attuare un realistico piano industriale tarato su una possibile riconversione produttiva che, a nostro giudizio, difficilmente vedrà la fine dell’utilizzo del carbone almeno sul breve periodo. Staremo a vedere.
(leggi tutti gli articoli su ARPA Puglia https://www.corriereditaranto.it/?s=arpa+&submit=Go)