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All’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, sono giunte due istanze per l’occupazione di aree ricadenti all’interno delle aree demaniali marittime di competenza dell’Autorità Portuale ricomprese nel perimetro della Zes Ionica, nonché della Zona Franca Doganale del porto di Taranto.

Ricordiamo che poco più di un mese fa è stato approvato all’unanimità – con Delibera del Comitato di Gestione n. 10/2022 del 29/06/2022 – il Regolamento per il funzionamento della Zona Economica Speciale (ZES) Interregionale Ionica Puglia – Basilicata, con riferimento alle unità territoriali (particelle) ricadenti all’interno del perimetro delle aree demaniali di competenza dell’AdSP del Mar Ionio (AdSPMI). Mentre a giugno presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (AdSPMI), avvenne la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa tra il Commissario Straordinario del Governo per la Zona Economica Speciale (ZES) Ionica Floriana Gallucci ed il presidente dell’AdSPMI,  Sergio Prete.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/01/zes-ionica-approvato-il-regolamento/)

Un opificio di imballaggi di legno e relativo impianto fotovoltaico per alimentarlo

La prima è pervenuta lo scorso 22 luglio dalla Recopal Puglia Srl (azienda che ha sede legale a Mantova e che risulta essere iscritta presso Confindustria Taranto), che ha richiesto di poter avviare attraverso l’utilizzo dei benefici concessi dalla legislazione vigente per le ZES, un programma di attività  economiche e/o investimenti su di un’area portuale di mq 34.000 insistente nella zona fuori rada che fiancheggia sul lato nord-ovest il canale di scarico delle acque di raffreddamento dello stabilimento siderurgico ex ILVA, ed un’ulteriore area portuale di mq 130.000 che ricade nella “vasca di colmata” di contenimento dei fanghi provenienti dai dragaggi del IV sporgente e della Darsena Ovest, al fine di realizzare rispettivamente un opificio industriale destinato alla produzione di “Imballaggi di legno” da scarti post-utilizzo ed un impianto fotovoltaico in grado di garantire l’autosufficienza energetica del menzionato opificio industriale. Il tutto con l’impegno a mantenere le attività in area Zes per la durata di almeno 10 anni ed a sviluppare attività di import-export da e per il porto di Taranto, escludendo tuttavia di volersi avvalere del regime di Zona Franca Doganale. 

L’area demaniale marittima sui cui sarà eventualmente insediato l’opificio industriale destinato alla produzione di “Imballaggi di legno” da scarti post-utilizzo, è identificata nel PRP in parte come “IND- pro-tra” e per altra parte come “VDo-2”.

Per l’area “IND-pro-tra”, il Piano Regolatore del Porto prevede di destinare integralmente l’area ad attività industriali di produzione e/o trasformazione del tipo più vario, mentre per l’area “VDo-2” il vigente Piano regolatore del Porto prevede che si tratti di pertinenza del secondo varco stradale del porto fuori rada, su cui sarà realizzato il collegamento stradale tra il porto e la viabilità esterna, nonché i necessari raccordi stradali per la viabilità portuale interna, le aree di sosta dei veicoli in entrata ed in uscita dal porto in attesa dei controlli doganali, gli edifici e gli impianti di servizio. 

In considerazione di tutto ciò, in sede di Conferenza di Servizi sarà valutata tutta la documentazione presentata a sostegno dell’istanza. Il compendio è inserito nella perimetrazione della ZES Jonica e della Zona Franca Doganale del porto di Taranto ed è compreso nel Sito di Interesse Nazionale ai fini della bonifica ambientale. In caso di rilascio dell’Autorizzazione Unica, il canone concessorio sarà individuato in base a quanto previsto nel Regolamento recante le “Procedure Amministrative in materia di demanio marittimo” vigente alla data di rilascio dell’Autorizzazione Unica stessa. 

L’area demaniale marittima sui cui l’istante intende insediare l’impianto fotovoltaico è identificata nel PRP come “IND-pro-tra”. Ciò nonostante, l’Autorità Portuale ha già evidenziato che la soluzione proposta non è allineata con l’attuale programmazione, che prevede prioritariamente l’utilizzo di tali spazi per produzione ed approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili per i propri bisogni e/o di comunità energetica. Pertanto in sede di conferenza di servizi, potrà essere richiesta una diversa soluzione progettuale da configurare preferibilmente all’interno dell’area di cui al precedente punto a), da proporzionare alle effettive necessità di consumo dell’opificio industriale. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/17/zes-ionica-sempre-piu-operativa/)

La seconda istanza prevede la realizzazione di una bioraffinera

La seconda istanza invece, è pervenuta dalla GREENTOUCH SRL, che  ha chiesto il rilascio di una concessione demaniale marittima per l’occupazione ed uso di un’area portuale di circa mq. 25.300 (m 275 x m 92) per la realizzazione di una bioraffineria nel porto di Taranto. La società ha rappresentato di voler beneficiare dell’Autorizzazione unica ZES, per la durata di 50 anni e verso la corresponsione del canone demaniale (determinato per l’area sulla base dei criteri previsti dal DM 19.07.1989), dell’aggiornamento annuale ISTAT e con prestazione della cauzione ex art. 17 Reg. Cod. Nav. e quant’altro previsto dalla normativa vigente in materia e dal Regolamento adottato dall’Autorità Portuale recante il titolo “Procedure amministrative in materia di demanio marittimo”.

Anche in questo caso l’area demaniale marittima oggetto della domanda di concessione in pubblicazione è identificata nel PRP come “IND-pro-tra”. Pertale area è previsto quanto segue: Destinazione d’uso: “li Piano prevede di insediare nell’area !NO-pro-tra attività industriali di produzione e/o di trasformazione del tipo più vario, in risposta alle esigenze delle strategie di sviluppo industriale locale. Della specifica tipologia di insediamento si dovrà, prima della sua eventuale approvazione, come prescritto da legge, esserne verificata la fattibilità dal punto di vista delle implicazioni ambientali e della sicurezza territoriale. Funzioni ammesse: “Attività industriali in genere ed operazioni portuali relative.” Tipi di intervento consentiti: “Sono ammessi tutti i tipi di intervento collegati alla destinazione d’uso ed allefunzioni ammesse”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/01/20/zes-ionica-carfagna-avvia-coordinamento/)

Il compendio è inserito nella perimetrazione ZES Jonica e della Zona Franca Doganale ed è compreso nel Sito di Interesse Nazionale ai fini della bonifica ambientale. Spetta dunque all’aspirante Concessionario – in relazione al progetto proposto – eseguire verifiche di fattibilità tecnica ed economica basate sul piano di caratterizzazione ambientale effettuato nel 2005.

L’area demaniale di interesse è servita nelle vicinanze dalla infrastruttura primaria di strada dei moli, di condotte idriche potabile ed industriale, di condotta per fognatura reflui civili che confluisce al depuratore cittadino di Bellavista. Infrastrutture di urbanizzazione che sono previste e realizzate in accordo con il vigente PRP (Piano regolatore portuale – di tipo strutturale).

Attualmente l’area è priva di opere di urbanizzazione primaria (strade di accesso e/o per gli interventi in emergenza, parcheggi, rete idrica, fognante, rete acqua acque meteoriche, impianto elettrico, ecc). Sarà pertanto cura del richiedente concessionario redigere una accurata progettazione di idoneo livello da allegare alla domanda di concessione. Con i relativi interventi che saranno a carico del concessionario.

Inoltre sarà necessario prevedere opere di protezione dell’argine a sud della colmata (ex Belleli) al fine di poter garantire la fattibilità degli eventuali insediamenti proposti. L’aspirante concessionario avrà quindi l’onere di stabilizzare tale tratto di colmata prospiciente il mare con intervento, anche provvisorio, necessario per garantire la stabilità delle opere vicine e l’esercizio in sicurezza dell’attività proposta. Sulla scorta delle progettazioni definitive l’AdSP potrà programmare interventi integrativi per il frangimento delle onde e la stabilità del litorale.

Gli interventi di bonifica e/o di messa in sicurezza/collegamento/viabilità/impianti/allacciamento delle utenze/protezione dell’argine sud saranno interventi a totale carico del concessionario; pertanto il progetto tecnico – in conformità alle indicazioni contenute nell’allegato n. 16 del Regolamento Procedure amministrative in materia di demanio marittimo – dovrà trattare tali profili e pervenire unitamente alla domanda di concessione. Questi interventi, dovranno essere previsti nel “calcolo della spesa d’investimento o computo metrico estimativo”, nonchè tra gli investimenti del PEF – che del pari costituisce – allegato alla domanda di concessione qualora la domanda medesima abbia una durata pari o superiore a 10 anni. La durata della concessione dovrà essere indicata dal soggetto richiedente la concessione sulla base delle proprie valutazioni tecnico-economiche. Sarà valutata in funzione dell’equilibrio economico finanziario degli investimenti previsti, del piano di attività per la produttività del porto, della tipologia delle opere eventualmente da realizzare, dell’acquisizione dei traffici programmati e degli impegni assunti per l’occupazione.

Staremo a vedere se alla fine dell’iter burocratico questi due progetti diventeranno operativi o meno.

(leggi tutti gli articoli sulla ZES Ionica https://www.corriereditaranto.it/?s=ZES&submit=Go)

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