Il 61° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia si terrà dal 29 settembre al 2 ottobre 2022 nelle sedi del Castello Aragonese di Taranto e del Dipartimento Jonico in via Duomo 259. Il tema “Taranto e Siracusa: due capitali del Mediterraneo a confronto (IV E III sec. A.C.)” verrà illustrato attraverso una serie di Relazioni e Tavole Rotonde. I testi degli interventi, insieme a quelli delle relazioni, verranno pubblicati nel volume degli Atti.

La partecipazione è aperta a tutti gli studiosi e alle studiose. È gratuita e per incentivarla sono messi a concorso contributi di studio di € 250,00 ciascuno (€ 300,00 per i residenti all’estero). Le informazioni sul bando di concorso sono disponibili sul sito www.istitutomagnagrecia.it
Le persone che beneficeranno di detti contributi fruiranno delle agevolazioni riservate ai convegnisti e alle convegniste ad eccezione delle pubblicazioni.
Aldo Siciliano
Il 61° Convegno è stato presentato stamane presso il Palazzo di Città di Taranto. Il Presidente Aldo Siciliano dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia: «le polis di Taranto e Siracusa sono state due “Capitali”. Non esiste solo la capitale politica ma esistono anche Capitali per il ruolo che hanno rivestito. Queste non gestiscono le altre polis ma le possono coordinare in momenti di belligeranza. Di fatto, però, politicamente ed economicamente, hanno avuto, storicamente, un ruolo sicuramente superiore a tutte le altre città greche della Magna Grecia e della Sicilia».
Professor Siciliano – gli abbiamo chiesto -, il suo riferimento è all’età storica invece cosa ne pensa della situazione attuale di queste “ex capitali”?
«Stanno crescendo, sicuramente! Sono due città che si stanno riprendendo. Frequento Taranto da 50 anni e ho visto che è molto cambiata, Siracusa anche. È una città in cui grazie a fondi nazionali ed europei sono riusciti a rifarle anche un look che non è cosa banale. Io vivo a Lecce, alcune zone del centro erano state abbandonate ma poi, grazie a progetti del Comune, siamo riusciti a renderle vive. Altrettanto, auspicherei che la città di Taranto rioccupasse con la cultura tutto il centro storico per cui questa parte divenisse la culla della cultura della città. Taranto ha tutte le potenzialità ed è dovuto restituire quello che hanno significato nella sua Terra. Ricordiamoci però che non parliamo soltanto di Taranto Spartana quando è stata fondata, perché ha 2600 anni di storia e tutte le fasi hanno avuto una caratteristica che poi si è riverberata nel presente».
Barbara Davidde
La dott.ssa Barbara Davidde – prima Soprintendente del patrimonio subacqueo –, a proposito dei fondi per portare avanti questi progetti, ha chiarito che il Ministero della Cultura sta supportando molto la soprintendenza. Ha preso in esempio il “Progetto Skerki” in quanto è finanziato, essendo un programma multilaterale, da tutti i Paesi partecipanti. Il Ministero in questione – attraverso l’ufficio UNESCO – ha finanziato una parte dei lavori.
«Tutti i progetti che sto realizzando – ha proseguito – sono finanziati dal Ministero della Cultura o dall’Europa quindi non è un problema di fondi. Abbiamo invece bisogno di personale, lo sa il nostro Ministro, come tutti i dirigenti. Naturalmente si stanno cercando le opportunità per aumentare il numero dei dipendenti della soprintendenza ma in generale del ministero. Siamo quindi fiduciosi e speriamo che con il prossimo anno avremo nuovo personale».
Le abbiamo chiesto quali figure professionali ricercano.
«Abbiamo bisogno soprattutto di funzionari tecnici, in particolare architetti, archeologi, storici dell’arte, esperti di comunicazione, ingegneri. Possono essere molto utili gli informatici e i funzionari amministrativi. Abbiamo anche bisogno di assistenti tecnici e geometri perché sono figure importanti nella costruzione dei progetti e nella gestione del territorio. Naturalmente anche le assistenti alla vigilanza che potrebbero rendere più fruibili i nostri siti che sono già aperti al pubblico ma che potrebbero, naturalmente, essere valorizzati in un modo migliore, e diverso, avendo più personale».
La dottoressa ha raccontato di aver preso servizio a Taranto da un anno e mezzo e ha aggiunto che la soprintendenza, la cui sede è in via Duomo, sarà aperta al pubblico per le giornate Europee del Patrimonio 2022.
Sul Convegno si è invece espressa con queste parole: «è un momento importante non solo per la città ma per la comunità scientifica, tutta! Non sono parole dette per caso. Per noi è un momento per presentare i risultati del lavoro di un anno e nella mia relazione sentirete che sono tante le novità che in silenzio, in questi mesi, abbiamo realizzato. I progetti sono stata finanziati e li stiamo concludendo. L’anno prossimo vedrete i risultati sia per la valorizzazione di siti di Taranto ma anche per progetti internazionali che vedono finalmente la città jonica, e la soprintendenza nazionale, protagonista in progetti importanti e multilaterali».
Davidde ha proseguito affermando che il Convegno è un momento di crescita specialmente per i giovani e le giovani studiosi che sempre di più hanno bisogno di incontrarsi. Ha ribadito che la ricerca non la si può compiere soltanto all’interno degli Istituti ma occorre ricominciare a vedersi per scambiare le proprie conoscenze.
«Il Convegno è un momento in cui si progetta per il futuro e si promuovono iniziative. Vi ricordate lo studio del relitto alto-arcaico che è stato rinvenuto nel Canale di Otranto? Ecco, grazie all’impegno di tutti gli studiosi del Convengo, questo relitto adesso potrà essere studiato, vi daremo contezza a fine campagna, ora lo stiamo esplorando insieme alla Marina Militare. Il Convengo – ha concluso la Soprintendente – è un momento di confronto. Grazie per l’impegno che ci mettere!».
Rappresentanti degli Enti patrocinati
A Palazzo di Città erano presenti anche l’Assessore alla Cultura dell’Amministrazione tarantina, il dott. Fabiano Marti; il Coordinatore scientifico dei Convegni, prof. Mario Lombardo; il prof. Riccardo Pagano, docente dell’Ateneo di Bari e Segretario tesoriere dell’Istituto e i rappresentanti degli altri Enti patrocinati.

Riccardo Pagano
Le parole del prof.essore: «(…) noi come Università, su Taranto, abbiamo scommesso negli anni passati, ci stiamo ancora scommettendo, con tutte le difficoltà in itinere che si trovano e ci abbiamo scommesso in un momento in cui la città di Taranto aveva toccato il fondo. Pensate che noi abbiamo istituito il Dipartimento Jonico nel peggior momento della storia di Taranto: quando c’era il dissesto! Cioè Taranto, in quel momento, non aveva alcuna possibilità di investire. Ricordo un incontro con il vice sindaco Cervellera in cui noi chiedevamo un supporto, non tanto economico perché si trattava di cose necessarie per la vita quotidiana e ricordo il caro Alfredo Cervellera che mi disse che non c’era neanche la carta per scrivere.
Il Comune era in queste condizioni e non c’erano neanche gli stipendi. È stato un momento difficile per la città ma noi ci abbiamo scommesso perché l’Università ha un ruolo propulsivo sul territorio. L’Università è un luogo di ricerca ma è anche un luogo attraverso il quale si dialoga e noi ci siamo aperti al territorio e abbiamo voluto presso di noi tutte le istituzioni e le associazioni. Questo dialogo costante e continuo può fare in modo che in questa città maturi un’idea di cultura e questo è un problema delicato perché il comune sta facendo tantissimo ma bisogna fare, secondo me, un ulteriore scatto in avanti: bisogna creare comunità perché questo è il problema serio della città (…)».
Secondo il professore, la cultura può essere il giusto collante e iniziative come il Convengo Internazionale di Studi sulla Magna Grecia non possono che partecipare a questa nuova fase della città. Sono iniziative che gettano le basi per creare una vera e propria comunità tarantina che purtroppo è ancora lontana dal crearsi, date le numerose fratture interne.
Nonostante la strada tortuosa, il direttore Pagano ha sottolineato che l’Università c’è e ci sarà!
È importante non arrendersi e perseverare perché “chi non crea qualcosa, ha vissuto invano” cit. prof. Aldo Siciliano.