Sono passate tre settimane dall’ultima riunione della prima Commissione della Regione Puglia, sulla verifica periodica dei lavori e della disponibilità del finanziamento per gli arredi e le attrezzature del nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto.

Diverse le novità attese. In primis se sarà o meno rispettata la data del 18 novembre prevista per la conclusione dei lavori del cantiere per la realizzazione del nuovo nosocomio (punto di arrivo più volte spostato in avanti nel tempo a causa prima della pandemia da Covid-19 e poi dal rincaro dei materiali e delle materie prime imposto dalla guerra tra Russia e Ucraina scoppiata lo scorso 24 febbraio) che potrebbe subire l’ennesimo rinvio, unicamente motivato dai tempi tecnici necessari alle gare per l’acquisizione tanto degli arredi che delle attrezzature.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/16/san-cataldo-quando-finiranno-i-lavori/)

L’acquisto di apparecchiature elettromedicali, arredi fissi, attrezzature, sale operatorie ad alta tecnologia e relativi lavori civili ed impiantistici di completamento, il cui costo ammonta ai famosi 105 milioni di euro di cui si discute da mesi, copre un 15% dei lavori. Infatti, anche dopo che lo scorso 6 settembre la Giunta regionale ha approvato una delibera per utilizzare i fondi dell’art. 20 della legge 67/88 (dopo quella approvata lo scorso 27 luglio), i tempi della burocrazia e dei vari passaggi istituzionali quasi certamente non permetteranno il rispetto della data prevista per la fine dei lavori.

Questo perché la delibera regionale permetterà sì alla Asl di Taranto di bandire la gara per l’appalto ma non di aggiudicarla. Affinché ciò avvenga serve, come più volte ribadito in commissione Bilancio in Regione dal presidente Fabiano Amati, consigliere regionale Pd, un accordo di programma con il ministero della Salute. In pratica, stante le due delibere regionali, l’accordo di programma andava chiesto al ministero mesi addietro ( sul perché ciò non sia stato fatto e di chi sono le responsabilità non è stata fatta ancora chiarezza).

Stante così le cose non solo si rischia di veder slittare i tempi a chissà quando, ma soprattutto si corre il concreto rischio che il consorzio di imprese che sta realizzando il San Cataldo possa decidere di fermare temporaneamente il cantiere per l’impossibilità di procedere con il completamento, iscrivendo anche una riserva per i danni che il fermo cantiere produrrà alle aziende coinvolte, chiedendo un bel risarcimento danni. Di svariati milioni di euro.

Un ginepraio di burocrazia, ritardi, superficialità, rinvii e quant’altro di cui, almeno questa volta, avremmo fatto senz’altro a meno. E ad oggi non ci sono ancora novità in merito all’accordo di programma con il ministero della Salute. Ma potrebbero essercene a breve.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/07/san-cataldo-concreto-rinvio-fine-lavori/)

One Response

  1. Parto da questo presupposto, siamo alle solite discrepanze burocratiche se così si possa dire, stiamo parlando del nuovo nosocomio che secondo la tabella di marcia il completamento dei lavori con relativo funzionamento era previsto in 365 giorni, tanti è vero che di lavorò anche in piena pandemia H 24, poi ad agosto scorso i lavori di fermarono x la mancanza di 105 milioni di €, adesso ancora bisognerà indire la gara x l’acquisizione di tutta la parte di fornitura elettromedicale e servizi annessi, capisco che commentare dall’esterno sembra tutto facile, ma stiamo parlando dell’ospedale e la sua benedetta partenza. Spero che i burocrati e non fa meno qualche politiche abbiano a cuore il bene comune cosa molto “rara”

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