| --° Taranto

“La crisi, anzi le crisi che stiamo vivendo e che sono sotto i riflettori non spengano l’attenzione sui diritti delle persone con sindrome di Down”: è l’appello che l’AIPD lancia e diffonde in vista della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down del 9 ottobre.

Attraverso una campagna di comunicazione, avviata sui social nei giorni scorsi e che accompagnerà questa e la prossima settimana, l’associazione ricorda il proprio impegno per la difesa e l’affermazione dei diritti. Chiede dunque al nuovo governo di “non interrompere questo cammino verso la piena inclusione e la cittadinanza attiva delle persone con sindrome di Down: un cammino solo in parte compiuto, ma che richiede ogni giorno un nuovo passo avanti, perché non si torni indietro”; ma ancora oggi resistono molti stereotipi, inculture che evidenziano uno stato sociale fortemente compromesso e mette in luce come l’attenzione per il diritto fondamentale all’inclusione debba restare alta. Noi, come associazione, non intendiamo abbassare la guardia: continueremo a promuovere percorsi di autonomia per garantire una vita indipendente e ricca, tramite gli strumenti dell’inclusione scolastica e lavorativa, capaci di gratificare ‘la persona’ e non ‘il disabile’”.

Per questo, AIPD ha scelto di porre proprio il tema dei diritti al centro della Giornata Nazionale : “I diritti, se vuoi, sono una cosa semplice e bella, da condividere con tutti”.

Ma di quali diritti parliamo?  Noi ne abbiamo scelto alcuni che rappresentano non solo una giusta necessità di vita di ogni persona ma, soprattutto una significativa esigenza di ogni singola persona Down

LAVORO

Il lavoro, innanzitutto: tra le persone con la sindrome di Down solo il 13% circa dei maggiorenni lavora con regolare contratto, ma sono molti di più quelli che potrebbero farlo. L’associazione si impegna ogni giorno per promuovere e offrire percorsi di inserimento professionale, che partono dalla autonomia della persona, alla formazione, passando ai tirocini lavorativi e a volte sfociano in un contratto a tempo indeterminato.

CITTADINANZA

Strettamente legato al diritto al lavoro, c’è il diritto alla piena e attiva cittadinanza: tante sono le persone con sindrome di Down che, anche in occasione delle ultime elezioni, sono state presenti nell’esercitare il “proprio diritto di voto “  in una partecipazione totale nell’essere “ cittadini “.

AFFETTIVITA’

Le persone con sindrome di Down ambiscono e hanno quindi diritto a una vita pubblica, ma anche a una vita privata piena: il diritto all’affettività è quindi un altro tema su cui AIPD riporta l’attenzione in occasione della Giornata.  La possibilità e il diritto delle persone con la sindrome di Down a una vita affettiva e di coppia è ancora oggi un forte paletto sociale, un tabù  che non si riesce a scalfire : perché “ loro NO “? .

DENTRO CASA

Affinché tutto questo sia possibile, non solo a parole, occorre che sia riconosciuto il diritto delle persone con sindrome di Down ad avere una propria casa: tramite le numerose esperienze di sperimentazione della vita autonoma, questo diritto viene costruito ogni giorno all’interno delle sezioni di AIPD. Anche questo diritto, come quello al lavoro, seppur teoricamente riconosciuto, si scontra ancora con pregiudizi e resistenze: lo dimostrano storie come quella recente di Paolo Sesana e Carlotta Sganga, fidanzati da 4 anni, che non riescono a trovare una casa in affitto per loro, seppur assistiti e seguiti da operatori professionalmente preparati.

FUORI CASA

Autonomia significa non solo avere una casa, ma anche sapersi muovere da casa. La mobilità è questo un altro dei diritti declinati da AIPD in questa Giornata Nazionale: proprio per garantire alle persone con sindrome di Down la possibilità e la capacità di muoversi con competenza nella propria città e nel mondo, AIPD porta avanti i corsi di Educazione all’autonomia e progetti ( uscite programmate ) per una maggiore conoscenza del proprio territorio.

SCUOLA

A monte di tutti questi diritti e della possibilità di esercitarli, c’è il diritto alla scuola e a un’istruzione inclusiva. Dai dati raccolti da AIPD e dal Censis attraverso un recente questionario, per quanto la scuola italiana sia tra le più inclusive, non mancano le difficoltà, indicate dalle famiglie soprattutto nella scarsa preparazione degli insegnanti curricolari (è questa la risposta prevalente, soprattutto quando si parla della fascia 15-24 anni), ma anche degli insegnanti di sostegno. E’ nelle scuole superiori, evidentemente, che la scuola inizia a mostrare maggiori carenze nell’offerta formativa e inclusiva per gli studenti con disabilità.

“Le condizioni delle persone con sindrome di Down sono decisamente migliorate negli ultimi 40 anni grazie soprattutto all’impegno di associazioni e famiglie. Ora, in questo contesto di grave crisi economica e sociale, all’avvio di una nuova legislatura nel nostro Paese, chiediamo che i diritti restino una priorità e che il cammino percorso fin qui non si arresti, ma possa continuare spedito verso il traguardo della piena inclusione. Chiediamo quindi alle Istituzioni locali, Provinciali, Regionali ed al nuovo governo di ascoltare con attenzione le richieste che arrivano dalle nostre famiglie e i bisogni che anche l’indagine condotta con il Censis hanno evidenziato: occorre continuare a costruire progetti, percorsi e contesti per le persone con sindrome di Down, specialmente per gli adulti, che attualmente trovano, in Italia e non solo, poche e insufficienti opportunità per essere cittadini attivi, come potrebbero, dovrebbero e vorrebbero essere”.

 

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