| --° Taranto

In questi giorni molto si è detto e scritto (anche qui, sulle nostre pagine) relativamente alla vicenda del comparto urbanistico 32. Ma di cosa si sta parlando realmente?

Dove si trova il comparto 32?

Prima ovvia domanda: dove si trova il comparto 32? La risposta si può trovare visitando il portale http://webgis.sit-puglia.it/taranto/, che permette di visualizzare nel dettaglio (abilitando i vari livelli attraverso l’apposito menu) non solo i contenuti del PRG del 1978 che ancora oggi regola la vita della città, ma anche tutte le successive variazioni. Abilitando la visualizzazione dei comparti si può facilmente individuare il 32. Esso si sviluppa in un’area approssimativamente triangolare racchiusa fra l’inizio della Tangenziale Sud, via Consiglio e la via per San Giorgio Jonico, estendendosi poi oltre il centro commerciale Porte dello Jonio sino a poco oltre Parco Cimino.

Una richiesta datata 2018

L’iter di questa vicenda parte nel 2018 (in realtà le attenzioni della politica e dell’edilizia su quell’area risalgono molto più indietro negli anni) con la richiesta presentata dalla società “F.lli Marchetti Costruzioni” di procedere alla realizzazione di una variante dello strumento urbanistico che consentisse «la realizzazione di una struttura a basso impatto urbanistico e di medie strutture di vendita ad alte prestazioni energetico – ambientali» all’interno del comparto incriminato. All’epoca la Giunta, «ritenendo la proposta formulata dalla società proponente […] coerente con la programmazione urbanistica dell’amministrazione» diede mandato «alla Direzione Pianificazione Urbanistica Piano Mobilità di verificare la fattibilità del frazionamento del comparto o sottozona 32». La direzione redasse il piano, senza modificare le destinazioni d’uso già previste per l’area nel PRG vigente.

Da allora, nulla si è mosso, spingendo la società proponente ad inviare al Comune, lo scorso 1 agosto, quella che comunemente viene chiamata “diffida”, ovverosia un’«istanza a provvedere ai sensi dell’art. 2 co. 1 Legge 241/90» che regola il procedimento amministrativo. Proprio quella legge stabilisce, in particolare, che rispetto ad un’istanza l’amministrazione debba rispondere con un provvedimento espresso, di accettazione o di diniego.

Le accuse delle opposizioni

La proposta di delibera con la nuova perimetrazione interna in sei sotto-comparti (denominati con lettere dalla A alla F), a firma del dirigente Cosimo Netti e datata 7 settembre, è quindi arrivata all’esame della Commissione Assetto del Territorio. Qui le opposizioni hanno iniziato a dare battaglia, accusando l’amministrazione di voler autorizzare nuovo consumo di suolo. In particolare, in un incontro pubblico (leggi qui) il consigliere Massimo Battista ha reso noto che, a espressa domanda formulata in Commissione, i dirigenti comunali hanno confermato che nella proposta sono previsti nuovi insediamenti commerciali.

Il legame con l’ospedale e le polemiche

Dal canto suo, il Sindaco Melucci, nella giornata di venerdì, ha rivendicato una finalità diversa. «Frazionare il sottocomparto 32 non equivale già a rifunzionalizzarlo per usi commerciali e nemmeno semplicemente residenziali, né espone a consumo di suolo indiscriminato. […] Frazionare il sottocomparto 32 consentirà l’insediamento di rsa, laboratori, foresterie ed alberghi, tutti quei servizi di supporto agli operatori della filiera sanitaria, agli studenti del Dipartimento Biomedico ed alla utenza del ‘San Cataldo’, che spesso arriverà da fuori della provincia di Taranto o addirittura della regione Puglia. Servirà probabilmente ad evitare anche la speculazione finanziaria di pochi proprietari terrieri».

Gli ha fatto eco ma con molti giorni di ritardo (soltanto ieri mattina) anche la maggioranza, che ha dichiarato di sposare pienamente «quella linea, cristallizzata nelle parole del primo cittadino, perché è una scelta di buon senso e totalmente distante dalle accuse che alcuni esponenti politici stanno superficialmente muovendo in questi giorni. Non vi è il consumo di suolo finalizzato alla speculazione edilizia, infatti, né ulteriori investimenti commerciali, tra le ragioni che richiedono il frazionamento del ‘comparto 32’». Affermando, però, quasi en passant, che «Questa esigenza è un preciso indirizzo che sentiamo di dover specificare ancora meglio nella delibera che chiederemo alla direzione competente di modificare in quelle parti che non rispondono ai nostri obiettivi programmatici». Insomma, evidentemente anche per la maggioranza nel testo arrivato in commissione non tutto era condivisibile. Del resto, il MoVimento 5 Stelle si era apertamente schierato addirittura contro la proposta.

La questione del San Cataldo

In attesa degli sviluppi, ci limitiamo a sottolineare nuovamente un solo fatto, onde evitare facili confusioni: che il comparto 32 non include anche il nuovo ospedale San Cataldo. Non solo, ma dista da esso circa un chilometro in mezzo in linea d’aria. La nuova struttura sanitaria, infatti, sorge nel comparto 44, che non confina nemmeno direttamente con il 32, come si può vedere chiaramente dall’immagine. Il San Cataldo non rischierà, allora, di essere ugualmente una “cattedrale nel deserto”?

Il comparto 32 e il San Cataldo, foto da http://webgis.sit-puglia.it/taranto/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *