Il parco eolico offshore (anche se vista la vicinanza con la costa bisognerebbe chiamarlo più correttamente near shore) Beleolico di Taranto, il primo in Italia e in tutto il mar Mediterraneo, inaugurato lo scorso 21 aprile è stato del tutto completato, pur essendo già entrato in funzione da diverso tempo.

La società Renexia società del Gruppo Toto e proprietaria del parco (per la precisione giova ricordare che il 31 agosto 2012 la Beleolico ricevette dalla Societ Energy S.p.A. il ramo d’azienda avente ad oggetto la realizzazione del parco eolico che la stessa presentò l’8 luglio del 2008, per poi essere acquisito da Belex Holding, società del gruppo lussemburghese Belenergia che controllava al 100% la stessa Beleolico, tramite la propria controllata Renexia Wind Offshore S.p.A.), dopo l’ultima proroga richiesta per la fine dei lavori lo ha definitivamente completato.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/27/parco-eolico-turbine-in-accensione2/)

Venendo ai lavori sono state attivate tutte e dieci le turbina, i pali sono tutti collegati alla rete funzionanti (il cosiddetto commissioning), sono stati posati sul fondale i materassi in calcestruzzo come protezioni dei cavi, fase molto delicata per la quale venne chiesta la proroga (mentre in precedenza il settaggio dei generatori è stato completato, così come le operazioni di “cablaggio” e le operazioni legate all’hardware) e terminata ad ottobre.

Il parco Beleolico, composto da dieci turbine per una capacità complessiva di 30 Mw, a seguito dell’accordo firmato con l’Autorità di Sistema Portuale del mar Ionio, contribuirà ad elettrificare il porto. Attualmente l’energia prodotto viene immessa nella rete nazionale (la parte finale dell’impianto è stata volturata al gruppo Terna, proprietario della rete di trasmissione nazionale italiana (RTN) dell’elettricità in alta e altissima tensione, ed è il più grande operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica (TSO) in Europa).

Nei programmi è previsto che sia in grado di assicurare una produzione di oltre 58 mila MWh, per il fabbisogno di 60mila persone (ma ancora oggi non sappiamo in che modo avverrà questa fase del progetto) che nell’arco dei 25 anni di vita prevista, che dovrebbe consentire un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2.

L’investimento, lo ricordiamo ancora una volta, ammonta ad 82 milioni di euro (finanziato dalla banca francese Natixis Sa. Parigi) e nelle intenzioni della società ci sarebbe quella di trasformare una quota parte dell’energia in idrogeno, che potrebbe tornare utile per la transizione energetica dell’ex Ilva e della raffineria Eni.

Ricordiamo che il 27 maggio 2021 la società ha ottenuto altri tre anni di tempo in più con la proroga della VIA, fino al 24 agosto 2023 dopo la prima concessa nel maggio 2020, per terminarne la realizzazione del parco eolico.

La speranza è che adesso si mette mano alla parte riguardante la fornitura di energia elettrica per impianti condominiali e che questo progetto, realizzato non senza perplessità e dubbi che abbiamo palesato negli anni, possa servire da apripista per progetti futuri simili e ancora più all’avanguardia (e con una maggiore distanza dalla costa), in quella lunga transizione energetica che ci accompagnerà nei prossimi decenni. E che dovrà mirare alla tutela ambientale, ad un maggiore sfruttamento delle energie pulite e soprattutto che dovrà aggiungere e non sottrarre posti di lavoro, rivelandosi una risorsa e non una mannaia sociale.

Per ulteriori approfondimenti e per leggere le nostre riflessioni sul progetto, rimandiamo i lettori all’ultimo articolo pubblicato su queste pagine lo scorso mese che trovate al link in fondo all’articolo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/09/15/parco-eolico-partono-i-lavori-pronto-nel-2022/)

One Response

  1. Siamo nello Ionio, non nel Mare del Nord. A maggiore distanza dalla costa incontri subito profondità elevate per cui ti devi giocoforza mantenere entro i 1000 metri

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