E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 29 novembre 2022, il decreto del 23 settembre scorso “Fondo a copertura dell’indennizzo per i danni agli immobili derivanti dell’esposizione prolungata all’inquinamento provocato dagli stabilimenti siderurgici di Taranto del Gruppo ILVA”. Si tratta del decreto del ministero dello Sviluppo economico (MiSE) che dovrà indennizzare i proprietari degli immobili esposti all’inquinamento dello stabilimento siderurgico ex Ilva a Taranto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/07/indennizzi-tamburi-il-decreto-e-pronto/)
Come si ricorderà, il decreto “Sostegni Bis” del 2021 ha previsto l’istituzione, tramite un emendamento parlamentare (che fu presentato dall’onorevole Ubaldo Pagano del Pd), di un fondo, presso il Mise, di 5 milioni di euro per il 2021 e di 2,5 milioni per il 2022 per l’indennizzo dei proprietari di immobili esposti all’inquinamento dello stabilimento ex Ilva a Taranto a favore dei quali sia stato disposto il risarcimento dei danni in virtù di una sentenza definitiva. Sempre in base al decreto leggi Sostegni bis, l’indennizzo è riconoscibile nella misura massima del 20% del valore di mercato dell’immobile danneggiato al momento della domanda e comunque per un ammontare non superiore a 30.000 euro per ciascuna unità abitativa.
Nel decreto si legge infatti che “i beneficiari sono i proprietari, persone fisiche o giuridiche, di immobili siti nei quartieri della città di Taranto oggetto dell’aggressione di polveri e sostanze provenienti dagli stabilimenti siderurgici del Gruppo ILVA, in favore dei quali sia
stata emessa sentenza definitiva di risarcimento dei danni, a carico del Gruppo ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria, con insinuazione del credito nello stato passivo della medesima procedura, in ragione dei maggiori costi connessi alla manutenzione degli
stabili di loro proprietà ovvero per la riduzione delle possibilità di godimento dei propri immobili, nonché per il deprezzamento subito dagli stessi a causa delle emissioni inquinanti provenienti dagli stabilimenti siderurgici del Gruppo ILVA”.
Ai fini dell’accesso al fondo, l’amministrazione straordinaria dovrà trasmettere al Ministero un elenco riepilogativo delle istanze pervenute, a cui è tenuta ad allegare, per ciascuna delle stesse, tutta la documentazione di riferimento. Qualora la dotazione finanziaria non sia sufficiente a soddisfare l‘integrale copertura dei fabbisogni connessi alle istanze presentate e valutate come ammissibili, “il Ministero, successivamente al termine ultimo di presentazione delle stesse, provvede a ridurre in modo proporzionale il contributo per tutti i beneficiari sulla base delle risorse finanziarie disponibili e del numero complessivo delle istanze ammissibili pervenute” si legge ancora nel decreto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/06/04/immobili-tamburi-indennizzi-in-arrivo/)
Lo scorso luglio, durante il question time al Senato, l’ex ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al senatore Antonio Misiani, del Pd, commissario del partito a Taranto nonché componente della segreteria nazionale Dem, spiegò il perché si sia dovuto attendere un anno affinché si arrivasse all’imminente emanazione del decreto, che é stato inoltrato al Mef (ministero Economia e Finanze) per le verifiche necessarie sugli aspetti finanziari e per il concerto previsto dalla norma, successivamente inoltrato agli organi di controllo e adesso pubblicato. “Posso dire -affermò Giorgetti – che si sono privilegiati criteri di semplificazione e di velocizzazione della presentazione e gestione delle domande, riducendo quanto più possibile gli adempimenti burocratici e individuando in parametri fissi e di rapido accertamento, quegli elementi, quali lo stato dell’immobile e il calcolo del parametro indennitario, che la legge ha rinviato al decreto ministeriale”.
Sempre Giorgetti chiarì che dopo l’approvazione della norma di orginie non governativa “sono emerse una serie di criticità connesse non già alle finalità della disposizione, di per se assolutamente meritevoli, ma alla delimitazione della platea dei destinatari e al meccanismo attuativo, nonché alla circostanza che tale tipo di beneficio non rientra, per tipologia e oggetto, fra quelli ordinariamente nella competenza del Mise con l’impossibilità, pertanto, di utilizzare gli schemi collaudati. Sono state quindi necessarie approfondite interlocuzioni tecniche per delineare un quadro selettivo coerente, idoneo a coniugare i beneficiari della norma, individuati dalla legge tra coloro che hanno ottenuto una sentenza definitiva di risarcimento danni, con la limitazione delle risorse e col ridotto arco temporale,. che potrebbe escludere una serie di soggetti solo in quanto la sentenza a loro favore non é definitiva per lungaggini processuali”. Ad allungare i tempi anche “la complessità dell’individuazione di parametri idonei a quantificare l’indennizzo, per il quale la legge prevede solo il limite massimo, la ripartizione delle risorse tra i beneficiari, anche in ragione del numero degli stabili, la delimitazione dei presupposti fattuali per i quali il ministero è tenuto a verificare gli accertamenti, in primo luogo il valore degli immobili quale base necessaria di calcolo. Tutto ciò ha richiesto un supplemento di analisi anche con gli altri dicasteri interessati”.
Le istanze d’indennizzo da parte del fondo si potranno presentare a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
(leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)