Sono ormai prossimi a partire i lavori di rifacimento della scarpata del Lungomare Vittorio Emanuele III. Il progetto (di cui avevamo delineato l’iter qui) si è reso necessario per via dei piccoli smottamenti delle aiuole e della scarsa manutenzione del verde. I lavori sono stati finalmente aggiudicati con determinazione dirigenziale dello scorso 28 dicembre. Leggiamo il progetto esecutivo per capire come si interverrà.
Micropali per prevenire i cedimenti

Per prima cosa, occorre precisare che l’intervento non riguarderà direttamente né i vialetti né i sistemi di illuminazione, realizzati in anni molto recenti. Ciò su cui si interverrà saranno le aiuole. Per contenere possibili nuovi smottamenti si interverrà sostituendo le attuali fascinate con un sistema di micropali in cemento. Questi saranno “camuffati”, per non disturbare l’estetica del luogo, in parte con fascinate in legno e soprattutto con l’uso di acciaio corten. Questo materiale è stato scelto per due motivi: l’elevata resistenza alla corrosione (fondamentale, data la vicinanza al mare) e la caratteristica colorazione marrone che questo acciaio assume col tempo, “mimetizzandosi” con la vegetazione.
Nuove essenze

Sul versante della gestione del verde, saranno in massima parte sostituite le essenze attualmente presenti. La decisione, come si legge nella relazione generale del progetto esecutivo, è stata oggetto di dibattito fra i vari enti coinvolti in sede di conferenza dei servizi, ma alla fine si è optato per una sostituzione generalizzata in virtù soprattutto del cattivo stato di manutenzione del verde attualmente presente e della natura non di pregio delle specie presenti. Criterio guida per la scelta delle nuove specie è stato quello di non ingombrare il campo visivo di chi si affaccia dal lungomare.
Tempi e denari
Rispondiamo ora alle due domande più scontate.
Quanto tempo ci vorrà? 180 giorni dall’apertura del cantiere
Quanto costerà? € 634.966,54.
