Non è mai troppo presto per parlarne dei Riti della Settimana Santa tarantina, neanche ora, a qualche giorno dalla conclusione del lungo Natale tarantino, quando in molte case ci si attarda ancora nel mantenimento del presepe (spesso si attende la Candelora per smontarlo e porlo definitivamente negli scatoloni). Anzi, proprio in questi giorni le confraternite dell’Addolorata e del Carmine, gelose custodi delle nostre tradizioni penitenziali, stanno ultimando gli ingaggi con le bande delle due processioni (con importanti novità che presto saranno rese note).

E proprio le musiche tradizionali che accompagnano il “nazzecare” dei “perdune” salgono alla ribalta nazionale. Questo, grazie all’ultimo film con protagonisti i noti comici Picarra e Picone dal titolo “La stranezza”,campione d’incasso al box office. Coloro che lo hanno visto avranno constatato la presenza di una musica immancabile nelle nostre processioni: “Una lagrima sulla tomba di mia madre”, di Amedeo Vella, che già ha fatto parte della colonna sonora di “Amarcord”, il capolavoro di Federico Fellini. Solo che in questo caso ad averla eseguita dal vivo è stata una banda musicale che per molti anni (anche con altre denominazioni) ha prestato servizio alla nostra Settimana Santa, dapprima al pellegrinaggio dell’Addolorata e poi alla processione dei Misteri: il gran concerto bandistico “Città di Castelluccio Valmaggiore” diretto dal maestro Alessio Carruozzo, deceduto qualche anno fa, già componente, come suonatore di flicorno baritono, della gloriosa Banda Centrale della Marina Militare.

Si tratta di una esecuzione live molto originale, che il regista Roberto Andò ha scovato sul web in occasione dei Riti della Settimana Santa. Il brano, che fa parte di uno dei due cd realizzati dalla banda di Castelluccio Valmaggiore, è stato registrato esattamente durante la processione dei Misteri.

In occasione dell’anteprima de “La stranezza” è giunto il plauso dell’amministrazione comunale di Castelluccio Valmaggiore, il cui delegato alla Cultura Angelo Pompa ha fatto sapere: “Ancora un grande onore per noi far parte, in qualche modo, con la nostra tradizione musicale, di questa pellicola che regala un’atmosfera magica”.

Nel film, ambientato nel 1920, Salvo Ficarra e Valentino Picone sono due necrofori e teatranti per diletto che, con la loro comicità poetica e mai banale, accendono la fantasia di Pirandello (interpretato da Toni Servillo) che viaggia da Roma a Catania per l’80° compleanno di Giovanni Verga (Renato Carpentieri), con risvolti esilaranti.

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