Adesso sembra non ci siano più dubbi. La Vestas costruirà a Taranto le mega pale per la turbina V236-15.0 MW, le più grandi al mondo, per l’eolico offshore. La produzione dovrebbe partire nel secondo semestre di quest’anno e dovrebbe prevedere la realizzazione di tre elementi, per poi aumentare nel 2024.  La conferma arriva direttamente da Francesco Amati, General Manager Italy & Turkey di Vestas, che ha annunciato come Taranto diventerà la fabbrica italiana del gruppo dove produrre le mega pale.

Al momento ogni singola componente della turbina è stata prodotta in Danimarca, in centri diversi (Lem e Nakskov) ed altamente specializzati. Con un’area spazzata di oltre 43.000 m2, il V236-15,0 MW è in grado di produrre circa 80 GWh/anno, sufficienti per alimentare 20.000 famiglie europee e tagliare le emissioni di CO2 di 38.000 tonnellate ogni anno. Il nuovo impianto è alto 280 metri, esprime un diametro di 236 metri.

L’azienda è presente da anni a Taranto con la Vestas Blades Italia, dove si producono già pale eoliche, ha un organico di quasi 1.300 unità, 850 occupate alla Vestas Blades che si occupa della parte produttiva, e 445 alla Vestas Italia che invece cura l’area commerciale e le manutenzioni.

(leggi gli articoli sulla Vestas https://www.corriereditaranto.it/?s=vestas&submit=Go)

E proprio lo scorso 23 dicembre, la Vestas Blades Italia Srl, ha presentato all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio un’istanza ZES che ha richiesto di poter avviare un programma di attività economiche e/o investimenti da insediare nell’area della “Piattaforma Logistica”. Scopo dell’iniziativa proposta da Vestas Blades Italia Srl è quello di svolgere attività di stoccaggio e trasporto di prodotti finiti, semilavorati e materie primerelativamente al ciclo produttivo delle “pale eoliche” all’interno dell’area della Piattaforma Logistica. Impegnandosi a mantenere le attività in area Zes per la durata di almeno 10 anni a decorrere dal rilascio del titolo autorizzatorio, avvalendosi del regime di Zona Franca Doganale. 

Un progetto, quello della Vestas, che da un lato potrebbe aprire nuovi scenari lavorativi per un territorio come quello ionico, dove la disoccupazione continua ad essere alta e con decine di lavoratori alla ricerca di una nuova attività a causa delle tante vertenze irrisolte che hanno colpito negli ultimi anni diverse importanti aziende. Dall’altro, la possibilità di rendere finalmente operativa la Piastra Logistica, che fu inaugurata il 2 dicembre 2015, e che lo scorso marzo è stata acquisita dall’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio e che ancora oggi è considerata la più importante delle opere infrastrutturali, nodo logistico prioritario inserito nel corridoio scandinavo-mediterraneo all’interno della rete di trasporto trans-europea (Trans-European Network-Transport – Ten-T). Il tutto per una produzione a favore delle energie rinnovabili e quindi di certo a sostegno della lunga transizione produttiva ed energetica, oltre che sociale, che contraddistinguerà i prossimi decenni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/05/porto-e-zes-ecco-altre-due-istanze/)

One Response

  1. Ottima iniziativa di Vestas. Mi auguro che la Città e i suoi Amministratori vogliano supportare e sostenere tali attività industriali che vanno incontro ad un ambiente migliore e che producano occupazione finalizzata alla produzione di energie rinnovabili senza occupare terreno, trattandosi di impianti off shore

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