Nella chiesa del Carmine, pervasa dalla luce viola (il colore che richiama la penitenza, l’attesa, il lutto) è in corso “Facies Passionis”, la rassegna di simulacri delle processioni della Settimana Santa del Meridione, giunta alla quarta edizione, inaugurata mercoledì sera dall’arcivescovo Mons. Filippo Santoro, alla presenza delle maggiori autorità cittadine civili, militari e religiose. Provenienti da sodalizi e privati di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, le quattordici magnifiche espressioni della pietà popolare in esposizione hanno subito catturato l’ammirazione dei numerosissimi visitatori avvicendatisi nel corso della serata.

In fondo alla chiesa, al centro del presbiterio, campeggia la statua lignea de “La Pietà” della Confraternita del Carmine e Purgatorio di Mottola, con ai lati il “Crocifisso” dell’Arciconfraternita del Carmine di Taranto e “Maria SS. Addolorata” della Confraternita dell’ Immacolata di Supersano (Lecce). Davanti a questi tre simulacri, campeggia il “Gesù Morto” della processione dei Misteri di Montescaglioso (Matera), conservato nella chiesa di S.Agostino e affidato alla Confraternita dell’Addolorata.

L’ammirazione e la curiosità dei visitatori, all’ingresso della chiesa, a sinistra, è soprattutto per il “Gesù nell’Orto del Getsemani” del Ceto degli Ortolani di Trapani, gruppo statuario di pregevole fattura del XVII secolo, ricostruito ex novo della metà del Settecento da Baldassarre Pisciotta, composto dall’Angelo nell’atto di porgere il calice e la croce a Gesù, il quale ha affianco tre discepoli dormienti. Singolare è il dirimpettaio simulacro “Il Bacio di Giuda”, della famiglia Bellizzi di Loseto (Bari), realizzata negli anni venti del 1900 da autore ignoto.

Proveniente da Rossano Calabro, con tratti di grande drammaticità è la statua de ”La flagellazione”(confraternita del Rosario), la cui particolarità è data dalla realizzazione in due momenti: “Gesù alla Colonna”, opera del Guacci nel 1931, e “I Flagellatori”, dal Malecore nel 1988. Spettacolare è il gruppo di cinque statue de “La condanna” della famiglia Abbinante di Valenzano (Bari), realizzato nel 2006 dal cartapestaio Merico di Lecce, portato in processione il Venerdì Santo con altre 49 statue, anche tutte queste di proprietà di famiglie del paese. Questa prima parte dell’esposizione è completata dall’Ecce Homo” della Confraternita Opera Pia del Rosario di Carbonara (Bari), realizzato nel 1897 dal cartapestaio leccese De Pandis, e da “Gesù e la Veronica”, seconda statua in ordine di uscita dei Misteri di Montescaglioso, della confraternita del SS. Sacramento.

Nella parte più larga della chiesa sono esposte nell’ordine: “Cristo che porta la Croce”, dell’Arciconfraternita del Rosario di Torremaggiore (Foggia), del 1928; “Gesù spogliato dalle sue vesti” di proprietà della famiglia Burdi-Palladino di Ceglie del Campo (Bari); “Il ritorno dal Calvario”, raffigurante San Giovanni e la Vergine Maria, databile ai primi anno del 1900, della Confraternita del Carmine di Francavilla Fontana e che ad anni alterni viene portato in processione alle prime ore del Venerdì Santo; “La Deposizione”, della Confraternita di Maria SS.ma dei Sette Dolori di Corigliano Calabro, che rappresenta la scena di Gesù deposto dalla Croce e avvolto nel Sudario, sorretto da Giuseppe di Arimatea e da un altro seguace e portato verso il Sepolcro.

Prima dell’inaugurazione,nel foyer del teatro Fusco si è svolta la presentazione della rassegna, con gli interventi coordinati dal collega Domenico Palmiotti. Il priore dell’Arciconfraternita del Carmine, Antonello Papalia, cui si deve l’iniziativa (supportata da Arcidiocesi, Comune, Taranto Capitale di mare e Credito Cooperativo di San Marzano), ha ringraziato quanti hanno fatto in modo che questi simulacri, provenienti anche da lontano, fossero esposti per un’occasione di conoscenza e approfondimento delle tradizioni penitenziali delle realtà di appartenenza, nella comune finalità di evangelizzazione del territorio. Per ricordare la scomparsa Tiziana Taormina, presidente del Ceto Calzolai e calzaturieri di Trapani, partecipante all’edizione 2019, è stata consegnata al vicario generale di quella diocesi, don Alberto Genovese, una somma in denaro per iniziative di beneficenza. Il sacerdote, portando i saluti del suo Vescovo, don Pierino Fragnelli, di origini crispianesi, ha donato all’arcivescovo Mons. Santoro una suggestiva immagine della Madonna di Trapani.

Dopo l’assessore comunale alla cultura Fabiano Marti (che ha osservato come il teatro comunale Fusco mercoledì abbia fatto da collante fra Taranto e la pietà popolare), il padre spirituale dell’Arciconfraternita del Carmine, don Marco Gerardo, ha riferito che “portare qui a Taranto queste espressioni di arte sacra è anche un modo per evangelizzare e mostrare la bellezza della fede”.

Infine l’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro ha detto che “a Taranto abbiamo un tesoro prezioso costituito dalle processioni e dalle tradizioni popolari, segni che ci avvicinano al mistero della Redenzione, alla Croce, alla speranza e manifestazioni di fede nel Figlio di Dio che viene da noi ed è vicino a chi soffre e muore e che offre la speranza della resurrezione”. In linea con quanto chiede papa Francesco, i nostri Riti della Settimana Santa (ha aggiunto) “sono vissuti con fede e partecipazione sempre più sinodale, proprio come le nostre grandi processioni fatte di gente che cammina insieme, nella testimonianza pubblica di fede e di speranza anche nella sofferenza”. Quindi Mons. Santoro ha rivolto un appello di solidarietà alle confraternite per venire incontro alle situazioni dolorose di migliaia di persone in Turchia e Siria per il terribile terremoto dei giorni scorsi.

L’ingresso alla mostra è libero e gratuito tutti i giorni dalle 9 alle 22 sino a domenica 12 febbraio, giorno di chiusura; è anche possibile acquistare il catalogo d’arte, ricco di fotografie degli elementi statuari esposti e di approfondimenti storici, artistici e culturali, con particolare attenzione alla storia dei sodalizi.

Sempre nell’ambito di “Facies Passionis”, queste le iniziative collaterali. Venerdì 10 alle ore 18.30, in chiesa, concerto del coro “Alleluja” di Taranto diretto dal M° Cristiano Triuzzi e alle ore 19.30, in piazza, quello del complesso bandistico “G. Chimienti” di Montemesola diretto dal M° Lorenzo De Felice. Sabato 11, alle ore 18,30, in chiesa, concerto del coro “Monte Carmelo” di Taranto diretto dalla Prof.ssa Anna D’Andria; alle ore 19,30, in piazza, concerto del complesso bandistico “M. Lufrano” di Triggiano (Bari) diretto dal M° Davide Abbinante. Domenica 12, alle ore 11,30 in piazza, concerto del complesso bandistico “S. Cecilia – G. Sgobba” di Noci (Bari) diretto dal M° Giacomo Lasaracina; alle ore 20, in chiesa, concerto della corale “San Francesco di Paola” di Corigliano (Cosenza) diretto dai M° Valeria Oranges e M° Pio Antonio Santella.

 

 

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