A Taranto si è verificato l’ennesimo suicidio di un detenuto con problemi psichiatrici che già in precedenza si era procurato una serie di ferite sul corpo autolesionandosi. A darne notizia il sindacato del SAPPE.
“Nel mese di settembre del 2022, il Sappe ha presentato degli esposti presso la procura della repubblica di Taranto evidenziando sia le responsabilità dell’amministrazione penitenziaria, sia per la grave carenza nell’assistenza dei detenuti con problemi psichiatrici da parte della competente autorità sanitaria – ricordano dal sindacato -. Purtroppo da allora nulla è accaduto mentre i poliziotti abbandonati a se stessi continuano a contare i morti, nonchè cercare di arginare le rivolte ed i gravi episodi di violenza. In tutte le righe del prospetto nazionale la regione Puglia purtroppo è maglia nera sia per l’indice di sovraffollamento che per il rapporto agenti/detenuti che è il più basso di 0,48 a fronte di una media nazionale di 0,66, con il carcere di Taranto con 0,36 è in assoluto il penitenziario più penalizzato della nazione”.
“Quello che da tempo sta accadendo nelle carceri Italiane non sembra interessare proprio nessuno, né la politica né l’amministrazione penitenziaria nonostante la gravità degli eventi che ormai accadono con cadenza giornaliera. L’evasione del boss foggiano da Nuoro la dice lunga su quello che potrebbe accadere nelle carceri pugliesi” concludono dal Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria.
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