L’introduzione della tassa di soggiorno, a partire da giugno, per i turisti che verranno a visitare Taranto, per certi versi rappresenta una svolta per il capoluogo jonico che si affaccia – per la prima volta nella sua lunga storia, in questo settore importante per l’economia italiana – con l’etichetta di nuova destinazione turistica.

Come sempre, però, una domanda sorge spontanea. Non era forse il caso che Taranto si consolidasse come realtà turistica, prima di tassare gli ospiti che scelgono di visitarla?

A rispondere è il vice sindaco di Taranto e Assessore allo Sviluppo Economico, Fabrizio Manzulli. “E’ stata introdotta anzitutto perché oggi Taranto è realmente una destinazione turistica anche se da soli tre anni, ossia da quando è stato redatto un piano strategico del turismo. La tassa di soggiorno è una tassa di scopo che non incide sui cittadini e che viene utilizzata prevalentemente a favore delle attività turistiche per rendere più efficiente la macchina dell’ospitalità. Brindisi, ad esempio, lo scorso anno, ha raccolto 400 mila euro che saranno investiti per l’attività di fruizione turistica. E’ anche improprio definirla una tassa ma si tratta di una sorta di contributo che il turista dà in quanto usufruisce degli stessi servizi, nel tempo di sua permanenza, di un cittadino residente.

A Taranto sarà applicata con degli importi assolutamente ridotti, tra i più bassi di Puglia e per un lasso di tempo, quattro giorni al massimo, inferiori a tante realtà turistiche della Puglia.

E quali servizi andranno implementati? Taranto riuscirà a coccolarlo il turista come accade in altre città oppure lo lascerà improvvisare?

“Va migliorata, ad esempio, la cartellonistica che è in progettazione, vanno migliorati i trasporti (abbiamo un bando aperto per la realizzazione del Bus Rapid Transit che cambierà radicalmente la modalità di girare la città, https://www.corriereditaranto.it/2023/02/23/a-marzo-la-gara-per-la-linea-blu-della-brt/ ), vanno valorizzate maggiormente anche le periferie. La pinacoteca a cielo aperto del progetto T.R.U.St. né è una dimostrazione (https://www.corriereditaranto.it/2023/01/11/una-pinacoteca-a-cielo-aperto/ ).”

E dal punto di vista del decoro urbano cosa va fatto? Più bagni pubblici, più cestini, più pulizia?

Stiamo portando avanti tutta una serie di test di resilienza che ci consentiranno di essere pronti a livello di accoglienza per il 2026, l’anno dei Giochi del Mediterraneo. Per quella data dobbiamo puntare ad avere tutti servizi che funzionino nella maniera migliore possibile. Questo è l’obiettivo finale. Nel frattempo step by step stiamo lavorando agli obiettivi intermedi. Ci vuole pazienza. Un cambiamento così radicale della città era impensabile sino a qualche anno fa”.

*Fine prima parte

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