Scalerà come previsto il terminal container del porto di Taranto ad aprile, e poi a maggio, la società turca Medkon Lines, con sede a Istanbul, secondo quanto comunicato lo scorso 14 marzo dalla dirigenza San Cataldo Container Terminal (SCCT) ai segretari generali di Filt Cgil,Fit Cisl e Uiltrasporti.

A fugare i dubbi sollevati nei giorni scorsi è stata la stessa società turca, pubblicando la schedule del Tst Service, che, dopo quattro scali in Turchia, prevede toccate a Valencia e Barcellona. Dopo di che, la prima nave impiegata sul servizio, la piccola portacontainer Aipp Gold scalerà a Sfax (porto della Tunisia) per poi tornare in Turchia, mentre la seconda, la portacontainer Medkon Mersin (con una capacità di 232 Teu), toccherà prima Rades (sempre in Tunisia) e poi Taranto prima di far ritorno in Turchia. In sostanza per lo scalo ionico sono state programmate per il momento due toccate al mese, la prima a fine aprile (nei giorni 29/30) e l’altra circa un mese dopo (il 19 maggio).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/02/14/porto-futuro-tra-fiducia-e-preoccupazioni/)

Detto ciò, è indubbio che ancora ad oggi il terminal container non abbia ancora visto quella svolta attesa con l’arrivo del terminalisfta turco Yilport nell’estate del 2019. E non è un caso che a più riprese, pur con le attenuanti della pandemia Covid e la guerra in Ucraina oltre a dover far ripartire e ammodernare uno scalo fermo da alcuni anni, sia l’Autorità di Sistema Portuale del mar Ionio guidata da Sergio Prete che i sindacati di categoria abbiano a più riprese sollecitato e poi preteso una svolta senza più rinvii. Visto che in ballo c’è ancora il futuro di centinaia di lavoratori ex TCT che attendono di rientrare a lavoro (attualmente ne sono stati riassunti 130 sui quasi 500 collocati in cassa integrazione all’interno dell’Agenzia per il Lavoro portuale) e dei lavoratori di storiche aziende come Delta Uno ed Essetieffe.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/31/porto-conti-ok-futuro-da-conquistare/)

E se è vero che il porto non può vivere di solo traffico container (visto che ancora oggi l’ex Ilva e l’Eni coprono almeno l’80% del traffico merci) e forse necessiterebbe di ancora più aree (magari lasciate libere da Acciaierie d’Italia che negli anni potrebbe subire un ridimensionamento a livello impiantistico), è altrettanto vero che il porto di Taranto è stato ed è ancora oggi interessato da moltissimi lavori di ammodernamento, oltre ad essere al centro di progetti finanziati con il PNRR, della possibilità di veder implementare le sue attività con i progetti Agromed ed Eco Industrial Park, oltre che essere al centro di una serie di iniziative di natura economica all’interno della Zona Economica Speciale (ZES).

(leggi gli articoli sulla ZES https://www.corriereditaranto.it/?s=ZES&submit=Go)

Quello che però abbiamo notato in questi ultimi anni ed anche in queste ultime settimane, è che ogni volta il porto di Taranto viene messo al centro di pseudo ‘trame’ di spionaggio internazionale (ogni anno dobbiamo sorbirci articoli di organi di stampa nazionali che rilanciano il ‘pericolo cinese‘ in riva allo Ionio dove c’è la più grande base NATO nel Mediterraneo, veicolando l’idea che gli investimenti di società legate al paese asiatico coprano in realtà attività per spiare da vicino il nemico americano in quel di Chiapparo), quando in realtà da anni e anni nel nostro paese sono presenti colossi industriali e multinazionali di mezzo mondo, cinesi compresi, che solo qui però diventano un pericolo per la sicurezza nazionale. Il tutto fa il paio con continui interventi (che arrivano da più parti in Italia specie dove sono presenti altri scali concorrenti) che sembrano spinti da una sorta di fastidio sulla possibilità concreta che il porto di Taranto diventi finalmente l’hub più importante del Mediterraneo che da tempo immemore in tanti immaginano. E il tutto avviene senza che la nostra classe politica e dirigente dica anche solo mezza parola a difesa del porto tarantino. A dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della sua totale inconsistenza e inettitudine.

(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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