È proprio vero che l’attesa aumenta il desiderio! Questa è stata la sensazione che il pubblico ha vissuto domenica sera al Teatro Fusco di Taranto, aspettando il cantautore e musicista Ron, che appena salito sul palco ha sottolineato come “in un modo o nell’altro, tutti noi oggi abbiamo pensato ed atteso questo preciso momento, io aspetto in camerino l’ora giusta per uscire e voi per entrare nel teatro per poi incontrarci qui, tutti insieme e creare la magia”.
L’atmosfera è stata riscaldata da alcune canzoni di Giulio Wilson, giovane cantante e compositore emergente che, attraverso i ritmi coinvolgenti e gioiosi, ha chiamato a partecipare il pubblico, facendo crescere la curiosità e l’adrenalina, per poi aprire la strada al concerto del noto artista, che ha esordito ripercorrendo il proprio passato attraverso le canzoni “Al centro della musica”, “Almeno pensami” – con la quale ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2018 – “Cosa sarà” e “Palla di cannone”; prima di passare alla scoperta di un Ron più intimo.
Le musiche ed i ritmi del nuovo disco, come afferma il cantautore: “Sono state composte, registrate durante la pandemia, anche se ho avuto – penso come tutti noi – un momento di distanza. Mi sono allontanato dal pianoforte, non riuscivo a toccarlo come sempre, ma sono stato aiutato da musicisti straordinari, con i quali abbiamo tirato fuori varie idee e buttato giù diverse proposte di testi nuovi. Ho accettato anche testi scritti da autori giovani tra cui Giulio Wilson che ha scritto “I Gatti” e Toni Burbero che ha composto “Più di quanto ti ho amato”, entrambi inseriti nell’album nuovo”.
Nonostante i testi siano stati scritti durante il periodo di chiusura, il suono che li accompagna è vivo, fresco e dinamico capace di fa muovere tutto il corpo. Il coinvolgimento da parte del pubblico è stato talmente forte che tra una canzone e l’altra c’è stata un’esclamazione esilarante proveniente dalla platea: “Sei speciale come una cozza tarantina”, alla quale il cantante ha risposto prontamente con “Ma quando inizia la Taranta?”.
Molto toccante è stata l’esibizione di “Questo vento” composta a quattro mani insieme a Leo Gassman. Ron ha spiegato che è cruciale l’incontro tra le due generazioni – un ragazzo di 20 anni ed un padre – il testo era incompleto e nonostante la diversità delle due penne, questa canzone ha unito profondamente i due ed ha trasmesso al pubblico la sensazione di confronto, la stessa che quotidianamente affrontiamo nella nostra società.
Con lo sguardo rivolto al futuro ed il cuore che ricorda il passato, il cantautore racconta come i genitori siano stati fondamentali per lui. Tanto da dedicare “Sono un Figlio” – nonché titolo dell’album – a quel senso di libertà che gli hanno trasmesso, alla voglia di seguire sempre le sensazioni ed i desideri che ti spingono verso le cose che ti fanno stare bene.
“Questo testo – afferma Ron -, è nato grazie ad un ritrovamento di un vecchio diario dove un bambino di dieci anni scrisse l’incontro tra un soldato ed una donna meravigliosa e di come quell’incontro ha cambiato le loro vite per sempre. Di come mia madre e mio padre si siano amati.”
Doveroso è stato l’omaggio tributato a Lucio Dalla attraverso l’interpretazione di diversi brani alcuni scritti da lui per Dalla e viceversa, tra cui “Piazza Grande”, “Una città per cantare”, “Attenti al lupo” e “Vorrei incontrarti fra cent’anni”.
Attraverso queste poesie ha ricordato alcuni momenti con il Maestro, la sua professionalità e quanta passione mettesse per i testi e le musiche che dedicava agli altri, “Scrivere per donare non solo al pubblico – racconta Ron -, ma anche all’artista stesso. Lucio si dedicava completamente alla musica era generoso ed era felice se qualcuno con il giusto talento emergesse. Era Grande”.
Il concerto si è concluso con la canzone che più identifica il cantante “Non abbiam bisogno di parole” quasi recitata assieme alla platea, lasciando lo spettatore con una dolce dedica.
I ringraziamenti finali sono stati rivolti a -Matteo Di Francesco (batteria), Roberto Gallinelli (basso), Roberto Di Virgilio (chitarra), Stefania Tasca (voce, chitarra e percussioni) e Giuseppe Tassoni (pianoforte)- i musicisti che lo hanno accompagnato nel viaggio sul palco.

