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La notizia non è inedita ed è da diverse settimane rilanciata come ufficiosa. Oltre che richiesta a livello politico da più parti. E nelle ultime 48 ore la voce si è fatta sempre più insistente: la prossima settimana potrebbe essere quella nella quale il governo Meloni potrebbe commissariare i Giochi del Mediterraneo 2026.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/23/giochi-2026-commissario-piu-vicino/)

Il condizionale è d’obbligo, specie in mancanza di notizie ufficiali e di un argomento così delicato. Anche dal punto di vista politico. Perché se la richiesta di commissariamento avanzata prima dal segretario cittadino della Lega e consigliere comunale di Taranto Francesco Battista e poi dai senatori di Fratelli d’Italia Liris, Ambrogio, Nocco, e Mennuni con un emendamento all’ultimo decreto sul PNRR nel quale si chiede ufficialmente la nomina di un commissario straordinario per realizzare i Giochi del Mediterraneo 2026, può esser vista come un’azione di disturbo o di polemica politica nei confronti di un’amministrazione comunale di centrosinistra, una certa sorpresa e un campanello d’allarme fu l’interrogazione (con la quale si chiedevano delucidazioni ai ministeri coinvolti) del senatore tarantino Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, alleato dell’amministrazione guidata dal sindaco Rinaldo Melucci. Che ricopre il ruolo di presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi, il cui direttore generale è Elio Sannicandro, nonché direttore di ASSET (l’Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio). 

Ed è proprio qui, in questo incrocio di ruoli e di competenze (c’è chi sostiene anche nel rapporto tra il primo cittadino e uno dei fedelissimi di Emiliano), che il meccanismo si sarebbe definitivamente e irrimediabilmente inceppato. Con la Regione Puglia che avrebbe accettato ed avallato la decisione del governo nelle ultime settimane.

Del resto il commissariamento sarebbe la logica e negativa conseguenza dell’aspra polemica scoppiata a metà marzo, dopo la lettera inviata congiuntamente dai ministri Raffaele Fitto (Affari Europei, per le politiche di coesione e per il PNNR) e Andrea Abodi (Sport e Giovani) al Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo – Taranto 2026, in cui venivano avanzati diversi dubbi e critiche in merito al criterio prevalente su cui è stata basata l’individuazione delle opere e la mancanza di indicazioni in merito ai criteri ulteriori che hanno indotto all’eliminazione dal Masterplan aggiornato di alcuni degli interventi in precedenza riportati. Oltre a mancare, veniva evidenziato dai due ministri nella missiva. lo stato di aggiornamento della progettazione e continua a mancare un cronoprogramma degli interventi, elementi utili a chiarire la metodologia utilizzata per l’elaborazione della stima dei costi che sono stati ulteriormente rivisti, la carenza di informazioni circa le fonti di finanziamento, con il concreto rischio di compromettere il tempestivo avvio degli interventi in tempi utili per lo svolgimento dei Giochi.

Rilievi a cui però il Comitato Organizzatore ha risposto, evidenziando non solo il cambio di tre governi negli ultimi anni, ma anche i ritardi degli stessi nella destinazione dei fondi promessi. A cominciare dai 150 milioni di euro è stata deliberati dallacommissione Bilancio del Senato con un emendamento al decreto Sostegni Ter diventato legge il 28 marzo 2022, la cui attuazione è subordinata all’approvazione di un successivo DPCM a cura del Ministero per la Coesione territoriale. E con i quali è prevista la realizzazione di 32 progetti. Interlocuzione che sarebbe proseguita anche negli ultimi giorni.

(leggi l’articolo sulla lettera dei ministri Fitto e Abodi https://www.corriereditaranto.it/2023/03/12/taranto-2026-ecco-la-lettera-dei-ministri-1/)

Senza dimenticare che, secondo quanto emerso negli ultimi mesi, servirebbero almeno altri 100 milioni di euro, per i piccoli impianti che al momento non hanno alcuna copertura finanziaria. Senza la quale tutti i comuni che partecipano ai Giochi, non investiranno risorse economiche proprie, oltre ad essere già in difficoltà per la realizzazione dei progetti seppur aiutati e supportati in questo da ASSET. Da chi dovrebbero arrivare queste risorse non è ancora chiaro. Nè è chiaro il perché dopo la nota del 28 maggio 2021, con la quale veniva indicata una quota a carico della Regione Puglia di importo pari a 50 milioni di euro, di questa cifra si sarebbero perse le tracce.

A tal proposito andrebbero ricordate due cose. La prima è che nel dossier di candidatura presentato a luglio 2019, si legge (a pagina 105) che gli enti locali avrebbero dovuto contribuire con 142 milioni di euro totali, a fronte dei 120 garantiti dallo Stato e dei 28 di investitori privati. La seconda riguarda quanto accadde nel dicembre del 2021, quando in Senato venne bocciato un emendamento a firma dei senatori pentastellati Mario Turco e Gianmauro Dell’Olio. Il testo, che avrebbe aggiunto un nuovo articolo alla legge presentata al Parlamento dal Ministro dell’Economia Daniele Franco, mirava a consentire lo stanziamento di 200 milioni di euro “per la riqualificazione, l’adeguamento degli impianti sportivi esistenti nonché la realizzazione dei nuovi impianti previsti nel Masterplan, al Comitato Organizzatore della XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026”. Oltre ad aver cercato, invano, di inserire i giochi o alcuni interventi previsti all’interno del CIS di Taranto (di cui tra l’altro si sono perse nuovamente le tracce), eventualità che però venne stoppata dall’allora ministro per il Sud, Mara Carfagna.

(leggi l’articolo con la risposta del Commitato Organizzatore https://www.corriereditaranto.it/2023/03/12/il-comitato-organizzatore-risponde/)

Dunque è oramai fin troppo chiaro che più di qualcosa non sia andato per il verso giusto. Cosa che tra l’altro su queste colonne abbiamo evidenziato più volte in questi ultimi anni.

Ed è molto probabile che a questo punto la strada del commissariamento sia inevitabile e forse anche più utile, politicamente parlando, un pò per tutti gli enti e i soggetti coinvolti. Non certo però per il comune di Taranto, che perderebbe la possibilità di continuare a presiedere il comitato organizzatore e quindi di supervisionare quanto accade nel capoluogo e nei comuni della provincia interessati. Sicuramente non un dato politico a favore dell’attuale amministrazione comunale, che però avrebbe le sue attenuanti non solo nei confronti del governo centrale, oltre che nei confronti della Regione per le questioni di cui sopra.

Certamente non una pagina di buona politica, anzi: l’ennesima conferma di come la competenza si ancora un obiettivo molto lontano da raggiungere per la classe politica e dirigente della politica locale e regionale.

(leggi tutti gli articoli sui Giochi del Mediterraneo https://www.corriereditaranto.it/?s=giochi+mediterraneo&submit=Go)

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