Il consiglio di amministrazione di Kyma Ambiente (Amiu) resta al suo posto. Questo è quanto deciso dal consiglio comunale monotematico svoltosi nel primo pomeriggio a Palazzo di Città, per discutere sulle problematiche dell’azienda dell’igiene urbana del Comune di Taranto. Diciassette consiglieri di maggioranza, presenti al momento del voto, si sono espressi contrari alla mozione all’ordine del giorno presentata dai consiglieri d’opposizione. I quali chiedevano la rimozione dell’attuale consiglio di amministrazione e la promozione di un tavolo permanente che avesse coinvolto sindaco, assessori e dirigenti all’ambiente, l’organo preposto al controllo analogo, il nuovo Cda aziendale, i sindacati e il consiglio comunale.

Il capogruppo del Partito Democratico Bianca Boshnjaku, a nome di tutta la maggioranza, ha decretato “giusta e sicura la nuova strada indicata dal sindaco Melucci ai sindacati, che porterà i suoi frutti”. Ancora, il capogruppo dem ha aggiunto: “Aiutiamoci e aiutateci ad a rendere Kyma Ambiente efficiente, l’azienda non dev’essere motivo di scontro tra maggioranza e opposizione, perché gli unici a pagarne le conseguenze sono i lavoratori”. Il consigliere di maggioranza Gianni Liviano si è astenuto dalla votazione, perché nonostante abbia espresso “simpatia” per gli attuali dirigenti aziendali, ha sostenuto che “l’Amiu ha bisogno di cambiare rotta così come avrebbe bisogno di un management più competente. Lo dico in nome della verità e perché ho a cuore il destino dell’azienda e dei lavoratori” ha concluso, lasciando poi l’aula consiliare. Mossa che, ancora una volta, avrebbe alimentato i sospetti sulla sua permanenza in maggioranza, a differenza degli altri consiglieri presenti che hanno mantenuto una linea di compatezza a sostegno della giunta Melucci.

L’incontro “risolutivo” con i sindacati

Stamattina il primo cittadino Rinaldo Melucci, l’assessore alle Partecipate Francesca Viaggiano, l’assessore all’ambiente Laura Di Santo, il presidente Giampiero Mancarelli avrebbero raggiunto un accordo con le sigle sindacali FPCGIL, FIT CISL, USB, Uil Trasporti, FIADEL Igiene Ambientale e SIUL, sul futuro dei somministrati della Tempor e la revoca del bando ARPAL. Punti sui quali i somministrati nei giorni scorsi hanno protestato.

Secondo quanto si apprende dal verbale d’incontro, l’amministrazione si avvarrà della “possibilità di modificare o revocare il bando, per contemperare le necessità dei lavoratori” ed offre la “piena disponibilità di aprire un dialogo costruttivo e costante con le sigle sindacali”, attraverso incontri periodici, il cui prossimo si terrà l’11 aprile. Grazie al confronto tra le parti, l’amministrazione si impegnerà a trovare una soluzione sugli esuberi, a tutelare gli inidonei e a riorganizzare l’azienda”. Ancora, l’amministrazione lavorerà per “rivedere il contratto di servizio e determinare il nuovo fabbisogno dei servizi e del personale”. Peraltro, come si apprende dalla fine del verbale, il Comune di Taranto si impegnerà nella “riattivazione dell’impianto Pasquinelli“, per cui nel prossimo consiglio comunale “saranno determinate le procedure legate al nuovo affidamento”.

Per il segretario della UIL trasporti, Carmelo Sasso, il percorso tracciato dal sindaco “potrebbe essere una premessa per capire il futuro dell’azienda, dei precari e dei lavoratori diretti dell’Amiu poiché l’apertura dell’amministrazione, sin ora mai avvenuta, avrebbe posto le basi di un dialogo diretto e razionale”. Franco Rizzo coordinatore dell’USB invece, ha dichiarato “accettabile la proposta di allungare ulteriormente l’accordo di prossimità”, così come “la revoca del bando per cui si attendono le prossime soluzioni che permetteranno di stabilizzare i lavoratori”.

L’opposizione riprende i sindacati

Nel corso degli interventi, i consiglieri di opposizione Luigi Abbate (Taranto senza I.L.V.A.), Massimo Battista (Una città per cambiare TARANTO), Francesco Battista (Lega) e Walter Musillo (Gruppo Misto) hanno ribadito le problematiche dell’azienda, come la mancata riuscita della raccolta differenziata, i debiti, la precarietà sul futuro dei somministrati e dei dipendenti del sito Pasquinelli. Massimo Di Cuia (Forza Italia) ha anche sottolineato l’importanza del confronto costruttivo tra le parti e il consigliere Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia) ha anche avanzato le richieste di “dimissione del presidente Mancarelli”. Francesco Cosa (Gruppo Misto) ha anche ripreso l’atteggiamento dei sindacati etichettandolo come “blando” nei confronti del sindaco, il quale gli avrebbe offerto la “cartucella” e con la revoca del bando Arpal avrebbe creato “tante illusioni ai ragazzi interessati”. Qui il confronto si è quindi acceso, coinvolgendo i sindacati e la platea dei lavoratori che subito dopo hanno abbandonato l’aula consiliare.

Le risposte di Mancarelli

Riguardo i servizi “deludenti” il presidente Mancarelli ha detto che “in difesa dei lavoratori che vengono strumentalizzati, loro stessi sono consapevoli di doverli migliorare e sulla strada giusta”. “Chi sostiene che la Tari dipende da Kyma ambiente afferma una cosa non vera” ha detto ancora. Il presidente dell’Amiu ha poi specificato che la crisi finanziaria è dipesa anche dai “due milioni e mezzo che non sono stati riconosciuti dalla Protezione Civile, rallentando la crescita dell’azienda”. Sul bando Arpal ha invece affermato che “il bando rispondeva ad una richiesta che va al di là dei 24 mesi degli interinali, procedura che non si è potuta attivare durante la pandemia. Ben vengano le attività risolutive verso chi non ha abbandonato l’azienda soprattutto nei momenti difficili”. Infine Mancarelli ha concluso il suo intevento rivolgendosi alla platea dei lavoratori: “Vi chiedo scusa per la pazienza, ma vi garantiremo nei prossimi anni che ci sarà l’aumento di un terzo dello stipendio. Insieme possiamo farcela, soprattutto contro chi vorrebbe rastrellare l’azienda e tutte le conquiste fatte negli anni”.

(leggi tutti gli articoli sulla vicenda di Kyma Ambiente https://www.corriereditaranto.it/?s=kyma+ambiente&submit=Go)

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