Sta procedendo tutto nel migliore dei modi per i nostri Riti, freddo e vento a parte che questa notte hanno messo a dura prova i partecipanti alla processione dell’Addolorata e la consueta gran folla a far da contorno.
All’uscita dalla chiesa di San Domenico, il termometro segnava i tre gradi, con il forte vento a schiaffeggiare il pendio. Eppure nessuno ha abbandonato nell’attesa della Madre, il cui gesto è apparso quasi benedicente verso tutta quella folla implorante. E tante preghiere, in quei momenti, si sono levate al Cielo e che senz’altro, in un modo o nell’altro, non rimarranno inascoltate. Un po’ di sollievo ha arrecato il solicello all’arrivo della processione al Borgo, con ancor più gente ad assisterne al passaggio fino all’istituto Maria Immacolata per la consueta sosta. In tarda mattinata si è intrapresa la via del ritorno attraverso via D’Aquino e il ponte girevole, il cui transito ha reso necessarie opportune precauzioni per preservare il simulacro dagli effetti del vento impetuoso.
Alle 15.30 il rientro in San Domenico per l’azione liturgica del Venerdì Santo. E poco meno di tre ore dopo, ecco l’uscita dei Misteri dal Carmine, con la solita gran folla assiepata sui marciapiedi e tanta curiosità soprattutto per la figura dei “cavalieri” di Gesù Morto: Ferdinando Conte (consigliere dell’arciconfraternita), Antonio Gigante (commissario arcivescovile delle confraternite riunite del Centro storico), Valerio Cecinati (primario del reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale SS. Annunziata) e Carmine Pisano (direttore generale Comune di Taranto)fino alla San Francesco di Paola, che saranno sostituiti all’uscita dalla chiesa da Leopoldo Vitale (Assistente arciconfraternita del Carmine), don Cristian Catacchio (Direttore Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute), Benedetto Francesco Maria Mainini (Delegato dell’Ordine Equestre di Gerusalemme delegazione di Taranto) e Domenico Palmiotti (giornalista professionista). Sul far del giorno si transiterà su via Anfiteatro, con i balconi addobbati da lenzuola bianche, fino all’arrivo in piazza Giovanni XXIII per la conclusione con i consueti tre colpi di bastone al portone del Carmine da parte del “troccolante (orario previsto, alle 7).
Sarà duro oltrepassare la soglia della chiesa dopo circa quindici ore di “nazzecate”, si vorrebbero prolungare oltremisura quei momenti. “Avanti, fratello!” sarà l’ulteriore invito al confratello degli assistenti della confraternita. Si piangerà, in chiesa e in piazza. Ma saranno lacrime di tenerezza e di commozione per una città che riscopre le sue radici, il filo conduttore con le generazioni passate costituito proprio dai Riti.
*foto Simone Calienno


