“Quest’anno sarà un festival a chiara connotazione rock. Nell’ambito di questo genere musicale, ci saranno più sfaccettature che toccheremo con ospiti che non solo garantiscono uno show di alta qualità ma che sono portatori di messaggi di impegno civile, dalla difesa delle minoranze alla lotta contro il razzismo e le guerre”, così il direttore artistico del Medimex, Cesare Veronico, esordisce nell’intervista di approfondimento che ha concesso al corriereditaranto.it
Cosa si aspetta da Medimex 2023? Ha già dichiarato che sarà il live di Tom Morello, quello che rimarrà negli annali.
“Anzitutto che Taranto risponda ancora una volta alla grande. La prevendita (circuito Ticketone) per Medimex 2023 (eventi dal 16 al 18 giugno) è partita molto bene. Addirittura gli abbonamenti per le tre serate superano i biglietti per il singolo evento e questa cosa non può che gratificarci. C’è voglia di partecipazione, grazie al prezzo accessibile voluto dalla Regione Puglia che ha inteso favorire la più ampia fruizione possibile.
Attendo con curiosità, anzitutto, lo show dei Murder Capital, una band irlandese che secondo me sarà la rivelazione. Loro sono giovanissimi, hanno fatto un bel disco e sono molto bravi dal vivo. Sono sicuro che ne sentiremo parlare parecchio tra qualche anno. Skunk Anansie sappiamo che sono sempre in grado di fare un concerto compatto, energico, suonato benissimo, con tutte le loro hit. I Cult, nel 2022, a detta dei critici musicali, hanno realizzato uno dei miglior album rock dell’anno, ‘Midnight Sun’.
Tom Morello, già chitarrista di Springsteen, con la sua band, i Rage Against the Machine, è abituato a suonare davanti a 50-60 mila persone. Ed anche nei tour da solista, il pezzo che esegue di più è la hit dei Rage, ‘Killing in the name’. Poi lui nella set list porta anche brani dell’altro suo gruppo, Audioslave, il cui cantante era Chris Cornell, frontman dei Soundgarden (nel 1989 suonarono a Taranto al teatro Ariston, ndc). Insomma ci sono tutte le carte in regola affinché lo show di Tom Morello diventi epocale.
Parliamoci chiaro, sotto Roma non è che sono passati tanti artisti rappresentativi di un certo tipo di rock. Credo che gli stessi Cult non scendano al Sud Italia da quella volta in cui suonarono al Tursport di Taranto nel 1985.
Eventi di tale portata, considerato il prezzo economico del biglietto, favoriscono un considerevole flusso esterno di appassionati di musica. Basti pensare che per Nick Cave a Taranto è venuta gente dal Belgio, dalla Francia, dalla Germania, dall’Inghilterra e persino dall’Oregon (Stati Uniti)”.
A proposito di rock, i cultori di questo genere musicale hanno un po’ storto il naso, sui soliti social, all’annuncio della presenza del cantautore tarantino Diodato nella line up del Medimex…
“Si è creata questa opportunità per cui Diodato voleva cominciare il suo tour negli spazi all’aperto a Taranto e come date si trovava in coincidenza del Medimex. Siamo stati molto lieti di ospitare un pugliese, nella sua città, nell’ambito del nostro Festival. La mia valutazione personale è che Diodato sia veramente tra i migliori cantautori italiani attualmente in circolazione, con la prospettiva di diventare il migliore. Gioca in casa ed avrà l’accoglienza che merita.
Dal punto di vista del concerto la sua band è composta da musicisti molto competenti e che suonano bene. Il combo con Echo & the Bunnyman ha una sua logica semplicemente perché Ian Mc Cullock è un ottimo cantautore che suona in una band di ottimi musicisti. Al bando il provincialismo, prima si ascolta e poi si giudica.
E poi al Medimex c’è da sempre grande spazio per i musicisti italiani sin dal 2017 a Bari quando si esibirono Salmo, MadMan e Gemitaiz. Nel 2018 abbiamo avuto Nitro. Nel 2019 abbiamo avuto un palco in Villa Peripato e gli show case, dove si sono esibiti gruppi italiani. Quest’anno abbiamo tre giovani band che suoneranno sullo stesso palco dei big, meritevoli di grande attenzione: Larocca, Wepro e Red Room”.
Come nasce la line up nella mente di Veronico, da dove si parte?
“Parte come un gioco, proprio durante il Medimex, che solitamente faccio con il presidente Emiliano. Insieme decidiamo le date dell’edizione successiva, poi ragioniamo su dove svolgerla ed in seguito parliamo delle band o degli artisti da invitare. E si parte con il fanta Medimex… Il presidente Emiliano, ad esempio, ogni anno mi propone di portare Springsteen, del quale è grande fan”.

Per capire, funziona un po’ come nei club di calcio quando si fa il mercato? Vi è una prima lista di nomi che poi viene di volta in volta scremata?
“Assolutamente è un paragone pertinente. Si assumono una serie di informazioni sui gruppi che sono in giro per concerti nell’anno successivo, si cerca di dare una logica a quello che stai facendo partendo dai gruppi che ritieni possano funzionare, ovviamente si cerca di parametrarli al budget a disposizione e si comincia a verificare la possibilità che, in quelle date che tu hai determinato per l’evento, siano in tour e siano liberi da altri impegni. Nel mezzo ci sono gli agenti internazionali che iniziano a prospettarci le varie possibilità proprio come dei procuratori di calcio, giusto per continuare il paragone sportivo.
La logistica è altro elemento importante. Occorre incrociare tutti gli spostamenti. Quest’anno abbiamo perso un’artista che non è potuta venire perché non si è trovata la combinazione giusta dei voli verso la Puglia (Siouxie ndc). Si tratta di un lungo e paziente lavoro di trattative che, in alcuni casi si, conclude veramente in extremis ( la firma del manager dei Cult è arrivata la notte prima della presentazione ufficiale di Medimex 2023, ndc)”.
Una band o un artista che aveva in mano e che è sfumato all’ultimo momento?
“Ogni anno ci sono delle trattative che sembrano sul punto di chiudersi e poi naufragano improvvisamente. Ma non ci perdiamo di animo e magari ci riproviamo la volta successiva. Pensando a Taranto mi vengono in mente Simple Minds e Souxie, che tra l’altro in riva allo jonio ci sono già stati una quarantina di anni fa”.
Se si guarda indietro, quali edizioni del Medimex, pensa siano state memorabili?
“Sono state tutte importanti e tutte uniche. Iggy Pop a Bari nel 2017 leggendario, Brian Ferry a Foggia nel 2019, lo abbiamo avuto in esclusiva italiana e prima volta che l’ex leader dei Roxy Music suonava dal vivo dopo essere entrato nella Rock&Roll Hall of Fame. Nick Cave, lo scorso anno a Taranto, se lo portassimo adesso farebbe 15 mila persone. Il tour che ha fatto tappa al Medimex 2022 è stato considerato, da un’importante rivista americana specializzata, il tour dell’anno”.
A proposito di presenze, qual’ è stato a Taranto, sinora il concerto sold-out?
“Quello dei Placebo nel 2018. La Rotonda del Lungomare contò ben 8200 presenze. Basti pensare che quando abbiamo registrato meno presenze ci siamo attestati sui 6300/6400 spettatori”.
Senta, l’ultima domanda la riservo per un suo pensiero riguardo ciò che è accaduto a Taranto con il concertone dell’Uno Maggio, sospeso per le condizioni metereologiche proibitive. Da organizzatore di eventi musicali, come si sarebbe comportato in una situazione del genere?
“Mi sarei comportato esattamente come gli organizzatori dell’evento ai quali va tutta la mia solidarietà. Trovarsi in quella condizione impossibile non lo si deve augurare veramente a nessuno. In questo tipo di manifestazioni si investono i soldi molto tempo prima che si svolga l’evento e molto tempo prima che arrivino le prime previsioni del tempo. Sosterrò personalmente la raccolta fondi che stanno effettuando in questi giorni. Parliamo di un evento importante per Taranto, che da quel che sento è in discussione per il prossimo anno. Un’ipotesi, questa, che bisogna impedire in tutte le maniere. Non si deve disperdere un patrimonio costruito nel tempo”.
