L’aggiornamento da parte delle autorità sanitarie in merito ad eventuali sviluppi delle attività volte alla rivalutazione sanitaria dello scenario emissivo connesso agli impianti in esercizio e adeguati al DPCM 29 settembre 2017 per il siderurgico ex Ilva di Taranto (scenario post-operam già autorizzato con tale DPCM), alla massima produzione attualmente autorizzata pari a 6 milioni di tonnellate/anno di acciaio, alla fine non è arrivato. Lo si attendeva già a gennaio, poi a febbraio, almeno per la riunione dell’Osservatorio Ilva dello scorso 29 marzo: ma così non è stato.
Eppure, durante la riunione dello scorso 29 marzo, è stato proprio il direttore della Direzione Generale Valutazioni Ambientali del ministero dell’Ambiente, l’architetto Gianluigi Nocco a ricordare che, nell’ambito della riunione dell’Osservatorio tenutasi lo scorso 6 dicembre 2022, il rappresentante del Ministero della Salute aveva dichiarato che era in corso di elaborazione un documento sulla valutazione sanitaria relativa all’esercizio attualmente autorizzato dello stabilimento (scenario emissivo post-operam) e che lo stesso sarebbe stato trasmesso in tempi brevi.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/02/22/ex-ilva-in-attuazione-piano-ambientale-1/)
Ma il rappresentante del Ministero della Salute però, il dott. Pasqualino Rossi (direttore della Direzione generale della prevenzione sanitaria), ha candidamente dichiarato che al riguardo non è stato sollecitato l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in quanto, nell’ambito di
una riunione tenutasi nel mese di dicembre 2022, sia i Commissari straordinari che il Ministero della Salute avevano espresso l’auspicio che il gestore degli impianti Acciaierie d’Italia presentasse, su base volontaria, la Valutazione dell’Impatto Sanitario (VIS) nell’ambito del procedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’AIA. Riservandosi quindi di dare riscontro in merito alla valutazione sanitaria sul post-operam dopo avere consultato l’ISS e chiede la tempistica per fornire tale riscontro.
Incredibile ma vero, in tutti questi mesi pare non sia stato fatto assolutamente nulla, anzi, chi era presente alla riunione è rimasto sbalordito nell’ascoltare come al ministero della Salute aspettassero un “cenno” da Taranto…E questo nonostante la documentazione disponibile è stata trasmessa al Ministero della Salute con una nota dell’11/07/2022 (concernente il sopra citato scenario emissivo post- operam) per le relative valutazioni sanitarie, in merito alle quali è stato detto che si potrà fornire riscontro con una tempistica di circa 30 giorni.
Tra l’altro, in un contesto del genere, Acciaierie d’Italia ha avuto gioco facile nel rispedire al mittente la proposta facoltativa di presentare la Valutazione dell’Impatto Sanitario (VIS). Visto che non è un adempimento previsto per legge, come tra l’altro tutti sanno fin troppo bene, per lo stabilimento siderurgico di Taranto. Non da oggi, ma da sempre.
Dunque, ad oggi la situazione è alquanto nebulosa. Ciò che è certo è che entro il 23 agosto il Piano Ambientale non sarà del tutto completato, come ha reso noto la stessa società informando con una nota di Commissari Straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria (eventualità che in realtà si fece strada già a partire dall’agosto del 2020). Ma allo stesso tempo la stessa ISPRA ha sostenuto nei mesi scorsi come già al termine del primo semestre 2022, fosse avvenuta realizzazione di quasi tutti gli interventi, tra cui quelli di riduzione delle emissioni convogliate e diffuse di polveri fini (in particolare provenienti dall’area a caldo, ossia area cokeria, agglomerato, altoforno e acciaieria). Sempre in tale ambito, lo scenario emissivo post-operam, comprensivo della riduzione degli inquinanti rispetto allo scenario ante-operam, trasmesso al Ministero l’11 luglio 2022, evidenzierebbe in particolare, una significativa riduzione delle emissioni di polveri, sia convogliate che diffuse.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/28/piano-ambientale-salta-il-termine-di-agosto4/)
Tra l’altro, conclusosi con un nulla di fatto l’articolato procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (disposto nel 2019 su istanza del Sindaco di Taranto) che prevedeva un preliminare aggiornamento dei precedenti rapporti di valutazione del danno sanitario (VDS), prendendo in esame gli scenari emissivi del siderurgico prima e dopo la realizzazione degli interventi del Piano ambientale (ossia gli scenari ante e post-operam), dallo scorso febbraio si è messo in moto l’iter che è stato avviato lo scorso 2 maggio in merito all’avvio del procedimento per il riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata il 04/08/2011. Procedura che per l’ARPA Puglia dovrebbe essere accompagna da una valutazione preventiva del danno sanitario al fine di verificare se la configurazione dell’impianto proposta in sede di rinnovo consenta di ridurre ad accettabilità il rischio sanitario. Ciò anche considerando che i metodi e i risultati delle attività svolte sino ad ora dagli Organismi tecnici regionali coinvolti dal Ministero hanno ricevuto la condivisione dell’ISS e anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
In particolare, lo ricordiamo ancora una volta, tali attività hanno riguardato la definizione dello scenario emissivo connesso agli impianti oggi in esercizio, ambientalmente adeguati, e ipotizzando una produzione annua pari a 6 milioni di tonnellate di acciaio (c.d. scenario post-operam). L’ultimo documento redatto in ordine di tempo è quello del 18/05/2021 quando ARPA Puglia, AReSS, ASL TA, hanno trasmesso il Rapporto VDS-VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) con riferimento allo scenario emissivo ante-operam per una produzione di acciaio pari a 6 milioni di tonnellate/anno, il quale teneva conto di un certo numero di opere di ambientalizzazione pari al 65% del Piano Ambientale realizzato. Da tale Rapporto emergeva la permanenza di un rischio sanitario residuo non accettabile. Inoltre, ARPA Puglia, AReSS, ASL TA hanno invece ritenuto di non partecipare alle attività di definizione dello scenario emissivo post-operam, in quanto non è contemplato nel Decreto Direttoriale 188/2019 (il decreto direttoriale con cui è stato disposto il riesame dell’AIA) che non è stato modificato e che non corrisponde alle due fasi previste dall’AIA; il DD citato, risalente ormai a oltre tre anni fa, era infatti preordinato all’eventuale apertura del riesame, il cui termine naturale è scaduto lo scorso febbraio.
Dunque restiamo in attesa, fiduciosi, che qualcuno dal ministero della Salute finalmente faccia un ‘cenno‘ e si esprima su un argomento così delicato e decisivo.
(leggi tutti gli articoli sul Piano Ambientale Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=piano+ambientale&submit=Go)