Da settembre aumenteranno le tariffe dei nove asili nido comunali, che ritorneranno a essere gestiti in toto dall’ente comunale. Il nuovo regolamento a partire dall’anno scolastico 2023/2024 prevede il pagamento mensile, a differenza del vecchio che prevedeva il pagamento anticipato trimestrale.
Nello specifico, per le fasce di reddito fino ai 7.500, la cui retta del 2022/2023 era di 521,83 euro, l’anno prossimo sarà di 2.300 euro. L’aumento ammonta al 341%, vale a dire 1.778,17 euro e la retta mensile sarà di 230 euro. Per le fasce di reddito dai 7.501 ai 12.500 euro, la cui retta del 2022/2023 era di 1.043,67 euro, nell’anno 2023-24 sarà di 2.700 euro. L’aumento ammonta del 159%, vale a dire 1.656,33 euro e la retta mensile sarà di 270 euro. Per le fasce di reddito dai 12.501 a 17.500 euro, che nel 2022-23 hanno pagato la retta di 1565,61, da settembre la nuova retta ammonterà a 3.000 euro, il cui aumento è del 92% che equivale al 1.434,39 euro. Per le fasce di reddito da 17.501 a 22.500 euro l’aumento è del 58%, ossia di 1.212,56. Per quest’ultimi, la retta dell’anno educativo 2022-23 era di 2.087, 44 euro e l’anno prossimo sarà di 3.300 euro. Per le fasce di reddito dai 22.501 ai 27.500 euro, l’aumento è del 34%, ossia di 890,73 euro. Per l’anno 2022-23 la retta era di 2.609,27 euro e l’anno prossimo sarà di 3.500 euro.
Da qui, le percentuali di aumento si abbassano. Per le fasce di reddito dai 27.501 ai 32.500 euro, l’aumento è del 21% (668,88 euro) per cui la retta del 2022-23 che ammontava a 3.131,12 euro l’anno prossimo sarà di 3.800 euro. Per le fasce di reddito dai 32.501 a 37.500 euro, l’aumento è del 15% (547,66 euro) la cui retta del 2022-23 era di 3.652,95 da settembre costerà 4.200 euro. Per le fasce di reddito da 37.501 a 42.500 l’aumento è del 15% (625,22 euro) la cui retta 2022-23 era di 4.174,78 euro, l’anno prossimo sarà di 4.800 euro. Infine, per le fasce di reddito superiori a 42.500 euro, l’aumento rimane del 15% (703,27 euro) e la nuova retta costerà 5.400 euro, a ridosso dei 4.696,73 euro del 2022-23.
Bonus Inps, la risposta dell’amministrazione
In seguito alle reazioni scatenate sui social, tra alcuni consiglieri uscenti e altri in carica, l’amministrazione ha reso noto attraverso un comunicato stampa che “l’aumento non inciderà sulle famiglie tarantine, grazie al bonus Inps”. “Gli aventi diritto – ha spiegato il sindaco Rinaldo Melucci – potranno usufruire di risorse che, nel caso degli isee più bassi, copriranno per intero i costi del servizio”. Continua il primo cittadino: “primo scaglione tariffario, quindi, i 230 euro mensili saranno completamente rimborsati con il bonus”. Il sindaco ha sottolineato che l’aumento dei costi “ci allinea alle altre città” che “offrono questo servizio, che richiede professionalità specifiche e attenzioni particolari”.
L’opposizione non ci sta
Per i consiglieri d’opposizione Francesco Battista (Lega Salvini Puglia), Francesco Cosa, Walter Musillo e Cosimo Festinante (Svolta Liberale per Taranto), Massimiliano Di Cuia (Forza Italia), Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia) l’amministrazione continuerebbe “nell’opera di aumento di tariffe e tasse ai cittadini”. I consiglieri di opposizione specificano che l’Inps ha stanziato 550 milioni di euro, per cui l’erogazione avverrà fino ad esaurimento dei fondi e puntano i riflettori sullo studio riportato dal Sole 24Ore, secondo cui gli aumenti non riguarderebbero tutte le città italiane: “A Catania le famiglie con valore Isee più bassi pagano una retta mensile di 42,15 euro, a Firenze 66 euro, a Torino 55 euro., a Palermo 16 euro, a Cagliari 35euro, a Bari l’1% del valore Isee, a Venezia sono addirittura esenti. Quindi Taranto con 230 euro mensili è diventata la città più cara d’Italia” concludono i consiglieri.
La maggioranza che fa “opposizione”
Il consigliere Gianni Liviano (Gruppo Misto di maggioranza) sul suo profilo Facebook, ha chiesto alla squadra del sindaco di “fermarsi e ragionare, di smettere di indebitare la città che è già vecchia e povera e di alzare al massimo tutte le tariffe possibili”. “Queste sono le tariffe degli Asili nido. Come potete vedere il Comune le ha alzate in maniera clamorosa”.