“Il Comune vuole aumentare le tariffe degli asili, gia’ pesanti per le famiglie (il primo scaglione tariffario è di ben 230 euro mensili). Una decisione assurda e inaccettabile a fronte di un carovita che pesa sulle famiglie dei bambini, di condizioni di lavoro spesso sempre più in crisi”. Al coro di proteste si aggiunge anche lo SLAI COBAS per il sindacato di classe.
“Il Sindaco Melucci nel rispondere alle proteste di alcuni consiglieri, smentisce ma in realtà ammette questa grave decisione: gli aumenti ci saranno eccome, ma poi “grazie ai bonus Inps, gli aventi diritto potranno usufruire di risorse che, nel caso degli Isee più bassi,
copriranno per intero i costi del servizio”. Vale a dire, le famiglie tutte intanto pagano gli aumenti, poi, se e quando avranno diritto (non tutte), potranno avere il bonus dall’Inps, bonus che, quindi, non è più neanche una misera boccata di ossigeno per i redditi delle famiglie, ma sarebbe già “mangiato” dalle rette comunali” proseguono dal sindacato. “Ma è d’obbligo una considerazione. “Negli asili gli unici aumenti che non vengono decisi sono quelli delle ore e del salario misero delle lavoratrici e lavoratori dell’asusiliariato e pulizie, che da anni stanno a 3 ore al giorno e con un salario di massimo 400 euro; lavoratrici che garantiscono quotidianamente col loro lavoro la gestione degli asili e soprattutto l’igiene e la salute dei bambini e che senza il loro lavorogli asili chiuderebbero”. “Per questo è in atto lo stato di agitazione di queste lavoratrici e lavoratori e sono in corso assemblee/presidi agli asili comunali organizzati dallo Slai cobas e Usb e si stanno formulando le rivendicazioni che poniamo alla Ditta Servizi Integrati e anche il Comune – ricordano ancora dallo Slai Cobas -. Le lavoratrici chiedono in particolare: aumento salariali, o nella forma di incremento della retribuzione oraria (ferma da anni a poco più di 7,50 euro lorde) o nella forma di indennità annuale, rinnovabile; l’aumento di un’ora al giorno di lavoro (per passare almeno dalle 3 attuali alle 4), la mezzora di incremento già promessa dal Comune è troppo poco; la copertura lavorativa di un mese estivo; miglioramento di aspetti normativi, di sicurezza, di organizzazione del lavoro e dei rapporti con le rappresentanze sindacali”. “Le lavoratrici e i lavoratori vogliono ora vedere i fatti. Nella giornata del 16 maggio vi sara’ un incontro con la Ditta e chiedono al mattino anche un incontro con l’assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune. In mancanza di risposte, si avviera’ la proclamazione dello sciopero questa volta di due giornate” l’annuncio che arriva dal sindacato di classe.
(leggi tutti gli articoli sulla vertenza degli asili comunali https://www.corriereditaranto.it/?s=asili&submit=Go)
“Dopo la giusta protesta nel precedente consiglio comunale, domani i 21 lavoratori che hanno lavoratoro per 5 anni all’impianto Pasquinelli di selezione differenziata e attendono da mesi di tornare ad operare, saranno ancora lì. Solidali e uniti con i lavoratori, dipendenti diretti dell’Amiu, in presidio a Palazzo di Città. “Vogliamo rientrare al nostro lavoro”, dicono i lavoratori e le lavoratrici – ricordano dallo Slai Cobas -. Ogni rinvio vuol dire anche ammettere da parte dell’Amiu e del Comune, unico socio, lo scandalo di una raccolta differenziata dei rifiuti che non si fa, di soldi buttati per contenitori di differenziata assolutaente inadatti, invece di pianificare l’unica raccolta possibile, quella “porta a porta”; vuol dire ammettere che si stanno buttando soldi pubblici per conferire ad altri impianti di società privata la selezione della differenziata, e i soldi spesi per automatizzare l’impianto ‘Pasquinelli’ che ancora non è in funzione. E potremmo continuare. Come il 29 aprile, i lavoratori faranno sentire la loro protesta. Lavoro subito nell’impianto Pasquinelli. Nessun affidamento a ditte senza una precisa e formale “clausola sociale” che impegni chiunque deve gestire l’impianto ad occupare i 21 lavoratori” concludono dallo SLAI COBAS per il sindacato di classe.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Amiu https://www.corriereditaranto.it/?s=amiu&submit=Go)