Si è svolto come previsto stamane in Prefettura l’incontro convocato dal prefetto di Taranto, Demetrio Martino, in qualità di commissario straordinario per le bonifiche, per illustrare l’accordo sulla “Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili trasferiti dal primo seno del Mar Piccolo al Mar Grande“. La riunione ha visto la partecipazione del Comune di Taranto, di Arpa Puglia, del CNR Irsa, della Asl Taranto, della Capitaneria di Porto, delle associazioni di mitilicoltori e dei sindacati di categoria.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/05/04/mar-piccolo-quacosa-si-muove-2/)

La riunione, arrivata anche a seguito delle sollecitazioni delle associazioni dei mitilicoltori e dei sindacati avanzate al prefetto lo scorso 13 e 26 aprile, è servita soprattutto per illustrare i contenuti del progetto (di cui a lungo abbiamo riferito sulle colonne di questo giornale in questi mesi) che prevede la possibilità di spostare i molluschi in determinate aree del Mar Grande in modo di agevolare non solo il completamento della loro maturazione, ma anche l’acquisizione di elementi utili alla definizione del quadro ambientale per le zone interessate dalla presenza di impianti per la mitilicoltura. Il documento approvato e sottoscritto quest’oggi, nelle intenzioni dei soggetti proponenti dovrà rappresentare l’avvio di una fase di sperimentazione che ha come finalità, da un lato, il monitoraggio dello “stato di salute” dei mitili e, dall’altro, consentire “l’adozione di provvedimenti idonei, proporzionati e coerenti con l’obiettivo della tutela della salute”. Ovvero per una eventuale revisione dell’Ordinanza Regionale n. 1989//2011 ovvero a mitigarne l’impatto, rispetto alle attività della miticoltura tarantina nello stato attuale, che prevede il trasferimento dei mitili dal primo al secondo seno entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno.

Ricordiamo che il progetto fu approvato lo scorso 17 gennaio. In quella sede venne stabilito che prima della scadenza del mandato del prefetto Martino nel ruolo di Commissario straordinario per le bonifiche (ovvero il 1 ottobre 2023 a meno di una nuova proroga), sarebbe partito il progetto di ARPA Puglia, con il contributo di ASL Taranto e CNR, sui mitili del primo seno del Mar Piccolo. Quel giorno erano assenti perché non invitate, le associazioni dei mitilicoltori, che in passato avevano partecipato ad altri tavoli tecnici. E che invece dovrebbero e vorrebbero essere sempre presenti quando si discute e decide del loro presente e soprattutto del loro futuro lavorativo. Oggi, di fatto, sono stati messi di fronte al fatto compiuto, pur comunque apprezzando questo primo passo, che ha comunque impegnato un arco temporale pari quasi ad un anno, solo per la valutazione, l’approvazione e la presentazione del progetto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/04/26/mar-piccolo-a-che-punto-e-la-notte2/)

Le attività previste dal progetto

Verranno campionati mensilmente, per la durata di un anno, lotti di mitili allocati in quattro stazioni, da stabilire come significative tra quelle delle zone A e C del Mar Piccolo nelle quali risultano siano presenti impianti per la mitilicoltura. Contestualmente al campionamento, dovrà essere rilevata almeno la temperatura superficiale delle acque.

Per ogni lotto campionato (pool da 100 esemplari minimo), prima dell’analisi chimica, gli individui di mitili saranno misurati (al fine di calcolare la taglia media del pool) e pesati, anche per la determinazione dell’indice di condizione, utile a definire lo stato fisiologico dei mitili al momento del prelievo; tale indicatore, che si ritiene necessario per lo studio delle eventuali relazioni con il tasso di contaminazione, è funzione delle dimensioni (ovvero delle fasi di crescita) e dello stato di maturità sessuale dei mitili, che sono aspetti a loro volta influenzati dalle condizioni ambientali al contorno (periodo stagionale, temperatura delle acque, disponibilità trofica, ecc..). Le analisi chimiche propriamente dette riguarderanno invece, come detto, la determinazione della concentrazione di PCDD, PCDF e PCB nei campioni di mitili.

Dalle stesse 4 stazioni e dagli stessi lotti di mitili analizzati nel Primo Seno del Mar Piccolo, ogni mese saranno trasferiti (in apposite calze da mitilicoltura, che saranno opportunamente codificate e rese tracciabili) pool composti da un minimo di 300 esemplari in altrettante sezioni (n.4) del Mar Grande da stabilire: ognuna delle stazioni scelte nel Mar Grande sarà di riferimento stabile per le rispettive del Primo Seno. Per ogni lotto trasferito e allocato nelle 4 stazioni del Mar Grande sarà effettuato il campionamento di un pool composto da circa 100 esemplari a intervalli di 15, 30 e 45 giorni rispetto alla data iniziale di trasferimento; anche in questo caso contestualmente al campionamento dovrà essere rilevata almeno la temperatura superficiale delle acque. Sui pool campionati con frequenza quindicinale saranno effettuate ogni volta le stesse misure e le stesse determinazioni analitiche di cui alle attività descritte per le stazioni nel Primo Seno del Mar Piccolo.

Per le quattro stazioni del Primo Seno del Mar Piccolo, considerando la frequenza mensile si stima un numero di 48 campioni per anno di progetto; per il Mar grande invece, in base alle modalità sopra descritte (analisi a 15, 30 e 45 gg dalla data di trasferimento) i campioni da analizzare sarebbero 144 (48 x 3).

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/04/22/cis-taranto-e-bonifiche-tutto-tace2/)

Per l’attuazione dell’accordo, scendendo nel dettaglio economico, si renderanno necessarie analisi chimiche per la determinazione di PCDD, PCDF e PCB nei mitili (a cura di ARPA Puglia) per un costo complessivo pari a € 140.000,00 (costo unitario € 700,00 x 200 campioni stimati); la biometria e determinazione dell’Indice di condizione dei mitili (a cura di CNR IRSA – Sede di Taranto) per un costo complessivo pari a € 60.000,00 (costo unitario € 300,00 x 200 campioni stimati); l’acquisto di due sonde multiparametriche portatili da utilizzare durante le attività di campionamento dei mitili per un costo complessivo pari a € 30.000,00 (costo unitario € 15.000,00); l’acquisto di cinque sistemi per la misurazione in continuo dei principali parametri chimico-fisici delle acque (n. 2 presso impianti di mitilicoltura nel Primo Seno, n. 2 presso impianti di mitilicoltura nel Secondo Seno, n. 1 presso impianto di mitilicoltura nel Mar Grande) per un costo complessivo pari a € 150.000,00 (costo unitario € 30.000,00). Il tutto per una spesa stimabile in 418.000 euro.

Al Commissario Straordinario spetterà il compito “di coordinamento e monitoraggio delle attività previste dall’accordo, di assumere attraverso la propria struttura la funzione di stazione appaltante esclusivamente per l’acquisto dei beni elencati, le cui caratteristiche tecniche dovranno essere descritte dalla parte competente in appositi elaborati da porre a base della procedura di acquisizione; rimborsare l’ARPA Puglia ed il CNR IRSA delle spese rendicontate effettivamente sostenute rispettivamente per le attività realizzate e acquisire in modo vincolante la disponibilità dei miticoltori selezionati a rendere utilizzabili i filari di mitili secondo le modalità stabilite in apposito accordo. Il Comune di Taranto dovrà provvedere a fornire l’elenco dei miticoltori titolari di concessione nelle aree A e C, nonché a provvedere all’individuazione, unitamente all’ASL di quelli candidabili, nella misura minima di quattro. ARPA Puglia provvederà alle attività di campionamento insieme alla ASL di Taranto e in coordinamento con la  Capitaneria di Porto, nonché alle analisi chimiche mirate alla determinazione di PCDD, PCDF e PCB nei mitili, mentre l’ASL di Taranto svolgerà, oltre che le attività di interlocuzione unitamente con il Comune per l’individuazione dei mitilicoltori locali, le attività di campionamento insieme ad ARPA Puglia e metterà a disposizione il natante necessario per le operazioni, non appena ne acquisisca la disponibilità. Infine al CNR-IRSA spetterà il compito di svolgere le attività per la biometria e per la determinazione dell’Indice di Condizione dei mitili ed alla Capitaneria di Porto di svolgere le attività di supporto al campionamento, nonché eventuale vigilanza nelle aree in cui saranno allocati i lotti di mitili, nell’ambito dello svolgimento delle ordinarie attività di istituto sulla filiera alieutica. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/17/mar-piccolo-senza-bonifica-si-al-piano-b/)

Le nostre conclusioni

A conferma di quanto andiamo scrivendo e denunciando da almeno un paio d’anni a questa parte (per chi ha tempo e voglia si può rileggere i vari articoli linkati in pagina), l’intervento riguardante la bonifica dei sedimenti del I seno del Mar Piccolo è oramai da ritenersi sospeso. In realtà, possiamo anche affermare senza timori di essere smentiti, che l’intervento di bonifica non ci sarà e difficilmente sarà mai realizzato. Tanto è vero che oggi nessuno ne ha fatto menzione.

Inoltre, sarebbe interessante che qualcuno, magari a partire proprio dal prefetto Martino, spiegasse che fine hanno fatto i tanti milioni di euro destinati alla bonifica dei sedimenti del primo seno del Mar Piccolo: sono ancora sulla contabilità speciale del commissario? Sono stati o saranno spostati su altri progetti del Cis Taranto quando quest’ultimo tornerà a riunirsi? E cosa accadrà qualora il prefetto Martino non sarà confermato ancora una volta nel ruolo di Commissario straordinario per le bonifiche? C’è la garanzia che questo progetto sarà portato a termine? O rischiamo che l’eventuale nuovo Commissario intraprenderà una nuova strada? O che quest’ultimo possa riprendere la gara a suo tempo portata avanti dall’ex commissario Vera Corbelli e poi deposta in un cassetto dall’attuale prefetto Martino? Tutte domande che temiamo rimarranno senza risposta ancora a lungo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/ambiente-svenduto-le-verita-taciute-sul-mar-piccolo/)

One Response

  1. Ora tutti sappiamo che esiste la tecnologia per bonificare Mar Piccolo ma non sapremo mai il perchè non esiste la volontà di farlo e non di certo perchè risulta ancora attiva la fonte contaminante.

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