In Italia non siamo abituati a certe sonorità mitteleuropee. A un sound di respiro internazionale, bello e coinvolgente, onirico, da colonna sonora da film noir o di fantascienza (Star Trek, Blade Runner), da ascolto in una plumbea giornata di pioggia o in una notte squarciata dal bagliore di un lampo.

E’ quello che propongono i Codice Ego, duo torinese formatosi nel dicembre del 2016 e composto dai musicisti Dario Pellizzari (chitarra e voce) e Ivan Principato (basso).

Dopo l’EP di esordio dal titolo Meraki (su etichetta Epictronic), datato 2019, dalle sonorità trip-hop/elettroniche molto vicine ai Massive Attack, un mese fa hanno dato vita ad un nuovo lavoro: ”Rainbow’s End”, che secondo la rivista inglese “Newsounds“, vira verso un post punk rock che rimanda a Joy Division e My Bloody Valentine, pur mantenendo un certo originale, approccio cinematografico che è pienamente udibile nei due lavori, interamente strumentali, del 2020 (Pills of Memory e Tributes).

E non possiamo che confermare, anzi se vogliamo aggiungere un altro collegamento potremmo citare ad orecchio anche i Garbage, quelli dell’album di esordio del 1995, (la presenza della vocalist Giulia Oddi in parte ce lo conferma in parte) ed i Radiohead (alcuni dei brani sono mixati da Hugo Nicolson, che ha collaborato con la band di Oxford ad inizio anni 2000).

L’Ep è composto da tre canzoni:” Rainbow’s End”, probabilmente la traccia dal suono più dark-industrial dove effetti di batteria si intrecciano a chitarre torrenziali, sulle quali si posa una performance vocale tagliente, “Errors and Repairs”, intriso di loop e ganci di chitarra, in cui fa da sfondo, il basso suonato da un “insospettabile” Faso degli Elio e le Storie Tese, ed infine “Contriver”, il brano cantato alla Ian Mc Culloch degli Echo & Bunnymann (band new wave anni ’80, di scena il prossimo 16 giugno al festival Medimex di Taranto), una sorta di linea di congiunzione con il loro recente passato, che incorpora tanti generi come trip hop, industrial e pop psichedelico.

Il lavoro conta oltre che della collaborazione con il già citato Hugo Nicolson (Primal Scream, Bjork, Beck e altri) anche con Flavio Ferri (Delta V).

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