Sin dal Medimex 2018 il “video mapping” sulle mura del Castello Aragonese, a strapiombo sul canale navigabile di Taranto, è un appuntamento fisso che rende piacevoli e ricche le passeggiate primaverili fra potenti schitarrate e incontri con gli artisti.

Anche per il 2023, quarta tappa del festival musicale a Taranto, l’arte visuale accompagnata dal Rock si è spalmata sull’imponente fortificazione, attirando tanti appassionati e curiosi. Per la prima volta in tutti questi anni, il fulcro delle animazioni è stato un messaggio “politico-istituzionale”, oltre che sportivo, rappresentato dalla cubitale scritta “Taranto 2026”, che in questa fase di commissariamento dei Giochi del Mediterraneo ha più il sapore dell’auspicio che quello della realtà.

Le note sparate al massimo di “Walk on the Wild Side” di Lou Reed, “One Way or Another” di Blondie, “Psycho Killer” dei Talking Heads, “I Wanna Be Sedated” dei Ramones e “Sunday Morning” dei Velvet Undergroud, si sono congiunte con le splendide immagini proiettate sullo schermo-castello, formando un unico elemento narrativo di una Taranto più “leggera”, mossa dai sani principi della bellezza e del divertimento.

L’installazione, intitolata “Il Rito, l’Idea, il Mestiere ed il Sogno”, è un’opera originale di Roberto Santoro e Blending Pixels, e regala ai fruitori un’esperienza immersiva di qualche minuto, che si ripete decine di volte ogni giorno, dal 15 al 18 giugno, dalle nove di sera a mezzanotte. Naturalmente, il video mapping è perfettamente godibile da Corso Due Mari, alla sinistra del Ponte Girevole guardando in direzione della Città Vecchia.

L’opera, quindi, si risolve in una dichiarazione d’amore dal Medimex alla città: «Il Rito, il Medimex, che continua a celebrarsi a Taranto e nella sua comunità di persone entusiaste e accoglienti. L’Idea, quella che provoca una nascita, quella della musica. Il Mestiere, ovvero l’arte di far risuonare gli oggetti grazie al lavoro di chi sale sul palco ma anche di chi dal palco resta nascosto: entrambi lavorano per raggiungere e fare vibrare le anime degli spettatori. E infine il Sogno, ovvero la bellezza e la cultura per le quali si ha una convinta visione positiva; il futuro di una comunità che abita una città la cui bellezza è indiscussa e che è unita dalla cultura della musica, dall’amore verso la musica».

L’esperienza è totalmente gratuita, liberamente fruibile e altamente consigliata.

*Tutte le foto di Simone Calienno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *