Il Medimex, edizione 2023, si chiude con un’esibizione convinta e convincente dei Cult che hanno fatto vedere agli oltre 5 mila della Rotonda del Lungomare come si suona del buon caro vecchio (power) rock, a 40 anni dal loro esordio sulle scene.
Prima del concerto della band inglese, che aveva già suonato a Taranto il 19 aprile del 1985 al Tursport di San Vito, abbiamo potuto finalmente ascoltare i veri Echo &the Bunnyman, che hanno presentato l’originale versione del loro più grande successo “The Killing Moon”. Ops! Peccato che altro non era che uno dei branoi di una splendida selezione new wave (vi erano compresi anche Cure, Siouxie, Joy Division, New Order e tanti altri) irradiata nel pre concerto.
Tornando ai Cult, occorre dire che Ian Astbury, il front man e Billy Duffy, il chitarrista, unici membri rimasti della band fondata nel 1983, hanno tenuto il palco magistralmente dando una lezione di grande professionismo, non risparmiandosi assolutamente ed anzi creando anche grande empatia con quel pubblico di Taranto che li aveva visti più o meno agli albori della carriera.
La scaletta (16 brani), che in comune con quella del 1985 ha avuto due pietre miliari del repertorio come “She Sells Sanctuary e Spirit Walker”, ha attinto da quelli che vengono considerati i loro tre migliori: album Love (1985), Electric (1987) e Sonic Temple (1989).
L’inizio è in salita per Ian Astbury che impiega due- tre canzoni prima di carburare. Deve, infatti, fronteggiare qualche piccolo problema con l’asta del suo microfono, poi tormenta il tamburello che getta più volte a terra, cambiandolo con un altro. Alla terza canzone comincia ad interagire con il pubblico (“Mille grazie”, dice). Alla quarta “Sweet Soul Sister” ne chiama il battimani. Intanto gli assoli alla chitarra di Duffy deliziano i fan presenti mentre il resto della band lo segue compatto.
Il concerto decolla definitivamente con “Vendetta x”, ottimo brano tratto dal loro ultimo lavoro del 2022 “Under The Midnight Sun”, che ha ricevuto buone critiche dalla stampa americana.
Ad un certo punto Astbury presenta divertito il batterista della band, “from Bari”, che si chiama Johnny Tempesta.
Superfluo, forse, dire che la Rotonda del Lungomare si elettrizza quando i Cult piazzano una tripletta da lasciare senza fiato: “Spirit Walker” – “Rain” e “She Sells Sanctuary”. L’attesa degli over 50 era, diciamo, tutta qui, ed è stata ripagata da un’esibizione ai limiti della perfezione.
Ian Astbury mostra di gradire e non si risparmia in quanto ad empatia – “Beautifull Country” – “Amazing Festival”, dandoci dentro assieme ai suoi sodali nei bis con “Peace Dog” e “Love Removal Machine”.
Applausi a scena aperta, con Astbury che, dopo aver presentato la band al completo, si trattiene sul palco per ringraziare il pubblico di Taranto e per lanciare un tamburello ad un fortunato fan.
A proposito di fan fortunati, abbiamo incrociato sulla strada del ritorno, Sabrina, una ragazza di Reggio Calabria che esibiva con orgoglio, uno dei cimeli della serata: la scaletta originale del concerto.
Cala il sipario su Medimex 2023, partito come un diesel venerdì sera ed arrivato al traguardo con la potenza del motore rock di Skunk Anansie-Tom Morello e The Cult.






Grande delusione per il concerto degli Echo; il suono era al di sotto del volume medio. E non si è capito il motivo nonostante tutti noi chiedessimo di alzarlo perché non si sentiva niente.