Per chi, come chi scrive, è nata alla fine del 20esimo secolo, il problema delle “strisce blu” pare attanagli i nostri giorni ignorando che, in realtà, è radicato nella storia di questa città. A confermarlo sono le innumerevoli delibere risalenti agli anni 2000 del consiglio Circoscrizionale “Borgo”. Era il 12 aprile 2001 quando il presidente Vernaglione, i consiglieri Giuliano, Durante, Boccuni, Chianura, Festa, Albano, Caponio, Nistri, De Marzo e Marzilli ponevano in votazione la proposta di assicurare la sosta, nei parcheggi a pagamento, a titolo gratuito ai residenti ed a particolari categorie di domiciliati. Parlavano di “Bollino Blu”, uno speciale adesivo da esporre sul parabrezza delle autovetture, da rilasciare a cura della Circoscrizione, previa idonea e specifica istruttoria.

Era l’11 maggio 2001 quando la deliberazione originale del consiglio Circoscrizionale “Borgo”, considerando che con il suo impegno intendesse promuovere progetti volti alla realizzazione di interventi radicali finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale e dei consumi energetici derivanti dal traffico urbano, proponeva di istituire anche la figura del “mobility manager”, servizi di “car sharing”, “taxi bus” e “car pooling”. Consideravano tutte le predette iniziative in un disegno operativo animato dalla riqualificazione urbana e dallo sviluppo sostenibile e addivenivano alla tutela della salute collettiva. Nel porre attenzione a quest’ultimo punto si voleva procedere alla certificazione dell’avvenuto controllo periodico dei gas di scarico dei motori, eseguiti da officine all’uopo autorizzate, dei veicoli con il “Bollino Blu”.
In tale delibera già si parlava di parco auto circolante, ivi inclusi i mezzi pubblici, prevalentemente obsoleto e poco efficiente ma si vedeva in queste iniziative una occasione per la piccola impresa di riqualificazione professionale e di lavoro.

Nell’ottica del coordinamento generale, tutte le sopracitate iniziative, dovevano essere strettamente correlate ed integrate:
– Il Mobility Manager risultava essere la figura centrale cui affidare l’incarico di coordinare i piani degli spostamenti casa-lavoro in una visione di gestione coordinata ed integrata dai servizi locali.
– Previsto che con il car sharing si sarebbe realizzato l’uso plurimo di una stessa autovettura all’interno di una cerchia urbana definita, affrontando contestualmente l’abbattimento del numero di veicoli da parcheggiare, il numero circolante degli stessi e valutando positivamente la qualità dell’aria.
– Con il taxi bus si istituiva un servizio collettivo di taxi, da aggiungere all’allora rete di trasporto pubblico urbano, che poteva essere realizzato sia da privati che da pubblici gestori utilizzando autovetture con otto posti più il conducente, servendo tutti gli itinerari cittadini.
– Infine anche attraverso il car pooling avrebbero combattuto l’uso individuale dell’autovettura attraverso la sottoscrizione di accordi aziendali, pubblici, privati, misti o interaziendali, per l’uso multiplo di autovetture secondo percorsi ed orari predefiniti.
Si dava dunque atto che la candidatura della Circoscrizione Borgo quale area di sperimentazione iniziale dei progetti elencati, tutti strettamente correlati ed interoperativi, trovava la sua ragion d’essere nella particolare struttura morfologico-urbanistica, nella palese carenza di parcheggi e nella problematica rivolta alla risoluzione dell’inquinamento nonché del trasporto urbano coordinato.

Oggi invece si parla di sospensione degli abbonamenti agevolati a 25 euro come concordato con i commercianti. Ciò è quanto riporta l’assessore alla Mobilità Sostenibile Mattia Giorno: “abbiamo accolto questa sollecitazione poiché la loro proliferazione aveva ridotto la disponibilità di stalli da destinare alla sosta breve. Stiamo immaginando soluzioni che favoriscano l’uso del trasporto pubblico locale per chi, come dipendenti e professionisti, raggiunge i quartieri cittadini dove sono attive le “strisce blu”. Lo stesso ex presidente circoscrizionale, nonché proprietario di una bottega storica del borgo tarantino, Elia Vernaglione, non rientra in quei “commercianti” nominati dall’assessore. Altre criticità sono state mosse da chi lavora come dipendente in altri negozi del borgo come nel caso della testimonianza di Francesca (nome di fantasia) la quale non concorda con le parole dell’assessore Giorno. “Noi lavoratori spesso abbiamo contratti part time e siamo quindi costretti a usare le macchine perché abbiamo un servizio pubblico, purtroppo, scadente. Io sono una commessa e parlo della realtà del negozio in cui lavoro. Siamo 42 dipendenti e molti di noi non sono della città, c’è gente di Lecce, di Gioia del Colle, di Bari ecc. Prima di togliere gli abbonamenti agevolati a noi lavoratori che andiamo ogni giorno a lavorare, si sarebbe dovuto migliorare il trasporto pubblico perché se siamo costretti a prendere le macchine è perché i mezzi pubblici non garantiscono un servizio adeguato, anzi… In tutto ciò anche in macchina bisogna muoversi un’ora prima da casa, sperare che non ci siano rallentamenti di alcun genere per strada e cercare di parcheggiare nelle zone prive di strisce blu”.

Le abbiamo chiesto, sullo stipendio, quanto pesa non poter godere degli abbonamenti agevolati a 25 euro e ci ha risposto che pesa a tal punto che non conviene più andare a lavorare considerando tutte le spese che ruotano attorno all’utilizzo della macchina. “Non paghiamo solo 75 euro di abbonamento al mese – ha aggiunto – e hai un servizio eccellente come l’aria parcheggio e la navetta che ti porta a lavoro ma si lotta per trovare posto di sosta. Non solo, ci dobbiamo anche interfacciare con i parcheggiatori abusivi quindi sono ulteriori spese giornaliere. Dal mio punto di vista la soluzione sarebbe quella di migliorare il servizio pubblico e renderlo sicuro. Durante il periodo estivo faremo le chiusure oltre le 21:30, di conseguenza, diventa sempre più rischioso prendere il pullman sola considerando le interminabili attese alle fermate”. Si può quindi sostenere che il problema non è il reintegro o meno degli abbonamenti agevolati a 25 euro perché il traffico e la carenza di aree di sosta sussisterebbero. Bisognerebbe invece procedere con interventi strutturali che risolvano a monte queste annose problematiche.

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