Il 22 novembre scorso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il Ministero della Difesa ha indetto un concorso pubblico, per esami, per la copertura di trecentoquindici posti di personale non dirigenziale, area funzionale II, a tempo indeterminato, nei ruoli dell’Amministrazione della Difesa, per l’arsenale militare marittimo di Taranto.
Oggi il concorso è al centro del mirino della UIL e la UILPA della città dei due mari i quali hanno convocato una conferenza stampa per protestare nei confronti dello stesso Ministero. Pare impedisca le assunzioni nella Difesa a causa di procedure concorsuali complesse e sproporzionate per i profili da reclutare. Giuseppe Andrisano – segretario generale della UILPA di Taranto – ritiene che nell’ambito della vertenza arsenale, i fatti accaduti ultimamente con la procedura concorsuale in atto, abbiano disatteso le aspettative di poter iniziare un percorso di recupero rispetto allo smantellamento professionale che si è determinato nel corso di tutti questi anni. Sta accadendo infatti, che se anche tutti quelli che hanno superato lo scritto venissero assunti, non sarebbero sufficienti per la copertura dei posti necessari. «Abbiamo difficoltà – ha proseguito il segretario – a far comprendere a questo Ministero che si dovrebbero cambiare le modalità con cui si recluta il personale per poter garantire l’apparato manutentivo dell’arsenale che ricordo essere il più grande d’Europa. L’auspicio è che il Ministero possa comprendere l’opportunità di procedere con le modifiche necessarie».
La testimonianza di due concorrenti esplicita quanto detto: Egidio Petio ha fatto domanda per i 64 posti d’assistente meccanico, alla prima prova ha ottenuto un risultato di 36,06 ed ha superato la preselettiva in quanto per il profilo in cui si è candidato era richiesto un punteggio di 30. Grazia Villani è invece una concorrente che si è candidata per il profilo professionale di Assistente tecnico per la cartografia e la grafica – ST48 in cui c’erano 4 posti a disposizione ma con 42,02 non ha superato lo scritto. «L’anomalia – ha aggiunto la concorrente – è che il bando parlava di un unico concorso quindi in quattro giornate abbiamo fatto tutti lo stesso compito nonostante ci fossero diversi profili richiesti. Poi però, nelle giornate successive, hanno scelto come modalità una soglia minima da superare in base ai diversi profili ma da bando non si evinceva questa modalità. C’è quindi stata gente, tipo me, che ha preso 42,02 su 42,68 ma non siamo stati avvertiti precedentemente che occorreva superare un determinato punteggio. Non c’è stata chiarezza, di conseguenza con lo stesso punteggio c’è gente che è passata e altri invece no, a seconda del profilo a cui avevano partecipato. Non c’è stata equità anche perchè avremmo dovuto partecipare ad un corso di formazione di diversi mesi e solo dopo avrebbero potuto valutare le singole competenze. Invece c’è stata una scrematura importante iniziale non dichiarata e discutibile».
Pietro Pallini – coordinatore UIL Taranto: «vi è la necessità di parlare e dare informazioni di come in realtà si stiano svolgendo i fatti. Noi abbiamo, su questo concorso dell’arsenale, fatto un duro lavoro che viene dal passato perché questo concorso nasce dall’idea del cantiere Taranto cioè quel disposto di legge del governo Conte due, dove per Taranto sono state materialmente spostate risorse per l’arsenale. Sin da subito, abbiamo detto che c’è il rischio all’interno di quella struttura , che le questioni, a breve, possano peggiorare per il naturale pensionamento dei lavoratori sociali diretti che sono impiegati. Quando è uscito questo bando abbiamo fatto presente che non eravamo in presenza di un concorso dove c’era una banca dati ufficiali ed era prevista una prova di formazione di 4 mesi. Non ci spiegavamo a cosa servisse una prova scritta così aspra quando abbiamo interi settori che non riusciamo a coprire ma questa ulteriore considerazione la faremo con l’analisi dei dettagli. I fatti sono questi e lasciatecelo dire che la UIL e la UILPA si sono messe in primis al servizio dei giovani che si sono rivolti a noi e abbiamo provato a formarli con il massimo dell’impegno e non ci siamo presi un solo centesimo. Abbiamo tenuto questi corsi in modo gratuito perché deve essere un investimento per noi portare a casa quei trecentoquindici posti perché erano posti che dal 2019, ad oggi, con una preventiva assegnazione sarebbero dovuti essere già allocati. Invece ci troviamo una realtà in cui nel 2025 avremo problemi in più all’interno dell’arsenale e probabilmente possiamo oggi dire che se le risultanze saranno quelle che gli indicatori ci danno, probabilmente il Ministero nel bandire questo concorso qualche riflessione seria dovrebbe farsela».
Su questa vicenda si consuma la tragedia dei giovani di Taranto e dell’ economia locale, della sudditanza di un territorio colonizzato dalle lobby del Nord e dalla politica romana. Questo territorio deve restare schiavo di una siderurgia ottocentesca . Creare più di 300 posti di lavoro significherebbe aprire la valvola del terziario; significherebbe soprattutto impedire che manutenzioni e maestranze di vario genere giungono nei cantieri del Nord magari dagli amici di quel signore che definisce il porto di Taranto il luogo più brutto al mondo. Sarà forse una concidenza ?
In verità è da tanti anni che il personale arsenalizio inviato in pensione viene a dismisura sostituto dal personale militare riformato che transita nel ruolo civile della difesa, i quali in base alle categorie ed ai titoli di studio posseduti vanno a ricoprire sia mansioni tecniche che di concetto nell’ambito dell’arsenale stesso. Questo sta a significare che se effettivamente avrebbero avuto bisogno di assumere nuovo personale non avrebbero fatto una prova concorsuale così selettiva tanto perché in alternativa possono contare sui militari riformati che diversamente non saprebbero come reimpiegarli.
Le vacanze ( nel senso di mancanze) ci sono nei posti destinati ai profili “peggiori” , cioè non quelli da ufficio, ma quelli che si dovranno sporcare le mani e fare lavori manuali più o meno complessi ( ad esempio saldature) . Mi pare ovvio che, se la maggior parte ha optato per il profilo da “Ufficio”, ci debba essere una selezione più severa sulle conoscenze teoriche.. Inutile che ci prendiamo in giro dai…E’ giusto così.. Il risultato è che si rivolgeranno a ditte esterne per i lavori brutti..
Sembra strano chi lavora o aspira di lavorare in ditte private non sfrutti l’occasione per un occupazione pubblica con tanti diritti garantiti.Poi di quali ditte esterne parliamo : locali, trafertisti o manutenzioni effettuate in cantieri navali di altre regioni :Sicilia, Liguria, Friuli.Non esiste la volontà di creare occupazione a Taranto ma di favorire l’emigrazione giovanile, di sviluppare e favorire l’economia di altri territori magari con tasso di disoccupazione inferiori alle stratosferiche nostre nonostante la riduzione demografica e la desertificazione di un indotto che una volta rappresentava l’anima di questa città.