Ancora dati negativi per quanto riguarda il traffico merci del porto di Taranto. Andando ad analizzare i dati del primo semestre del 2023 (le cui statistiche sono pubblicate a fondo pagine integralmente), il totale generale delle merci movimentate ammonta a 7.072.301 rispetto alle 7.702.080 del primo semestre 2022, con un calo pari a -629.779 (-8,2%).
Le rinfuse solide movimentate sono state pari a 3.643.745 rispetto ai 4.201.562 del 2022, per un calo del -13,3%. Unico dato positivo quello della rinfuse liquide aumentate a 1.949.425 rispetto al 2022 (1.750.805) per un dato del +11,3%. In calo invece tutti gli altri parametri: quello delle merci in container (106.942 rispetto a 257.062 del 2022 con un calo pari a -58,4%), delle merci varie (1.372.189 a fronte delle 1.492.651 per un totale di -8,1%), così come quello degli sbarchi (4.079.813 rispetto ai 4.357.671 con -6,4%) e degli imbarchi (2.992.488 in confronto a 3.344.409 per un totale di -10,5%). In leggero aumento invece i passeggeri delle crociere, pari a 32.319 rispetto ai 31.314.005 del 2022 con un saldo positivo del 3%.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/07/20/svolta-dragaggi-entra-in-gioco-la-fincosit/) 
Nel primo trimestre del 2023 il traffico ha registrato un totale di oltre 3,1 milioni di tonnellate pari ad un calo del -12,9% sullo stesso periodo dello scorso anno, flessione generata dalle diminuzioni dei volumi di rinfuse solide (che riguardano principalmente le attività del siderurgico) che hanno totalizzato 1,6 milioni di tonnellate (-18,2%), di merci convenzionali con 687mila tonnellate (-7,9%) e di merci in container con 44mila tonnellate (-81,1%), con l’unica eccezione delle rinfuse liquide (che si riferiscono prevalentemente alle attività della Raffineria ENI) ammontate a 837mila tonnellate (+18,6%). E secondo trimestre (i cui dati sono relativi solo al bimestre aprile-maggio) il trend negativo non ha invertito la sua tendenza.
Nel periodo aprile-maggio di quest’anno, infatti, il traffico è stato pari a 2,4 milioni di tonnellate, con una riduzione del -21,4% sul corrispondente bimestre del 2022 che si è generata principalmente ad aprile con un calo del -36,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, flessione che il mese successivo è stata del -3,6%. Le rinfuse solide sono diminuite del -32,4% scendendo a 1,2 milioni di tonnellate. Riduzione anche per le merci convenzionali con 450mila tonnellate (-11,8%) mentre più contenuta quella delle rinfuse liquide con 731mila tonnellate (-4,6%). In crescita, seppur con numeri molto esigui rispetto alle enormi potenzialità del terminal container, il traffico di quest’ultimi, che è stato di 40mila tonnellate (+92,1%). Nei primi cinque mesi di quest’anno il traffico totale è ammontato quindi a 5,6 milioni di tonnellate, con un calo del -16,8% sul corrispondente periodo del 2022.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/06/26/porto-la-svolta-ancora-non-ce/)
E’ chiaro dunque che in un contesto del genere la partita continua a giocarsi in particolar modo sulle attività del Molo Polisettoriale. L’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio guidata da Sergio Prete, sta portando avanti un’interlocuzione continua con il concessionario, la multinazionale turca Yilport che attraverso la società San Cataldo Taranto Container gestisce le attività del molo stesso. Al vaglio attualmente ci sarebbero alcune ipotesi di sviluppo del terminal, ma prima di fine settembre inizi di ottobre non sono previste riunioni ufficiali in tal senso (gli ultimi incontri di aggiornamento tra la società e i sindacati di categoria e tra l’Authority e le sigle si sono svolti lo scorso mese di giugno).
Infine, notizia delle ultime ore, è stata scongiurata la possibilità che l’Autorità Portuale procedesse nei confronti di Acciaierie d’Italia, dando il via alla procedura di decadenza delle concessioni che la società ha in gestione sui vari sporgenti del porto su cui opera (ovvero il secondo, il terzo, il quarto e il quinto). La diffida era stata notificata nelle settimane scorse, a fronte del fatto che a seguito della richiesta avanzata dall’Authority sulle previsioni dei volumi di materie prime e di merci da movimentare nell’anno in corso, da parte di AdI non fosse arrivata alcuna risposta (nonostante l’obbligo di comunicazione sia previsto nell’atto concessori). L’ultimo giorno utile scadeva ieri, 21 luglio. La risposta è arrivata proprio ieri, anche se non ha del tutto soddisfatto l’Autorità Portuale, perché più che un piano industriale vero e proprio si tratta di previsioni, ma la documentazione inviata ha comunque evitato che il caso arrivasse al Comitato di Gestione e da lì in poi deflagrasse nella procedura di decadenza delle concessioni, che avrebbe dato il via ad un nuovo contenzioso.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/31/il-porto-di-taranto-va-difeso-e-aiutato/)
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