A cura di Roberto Orlando – L’anno scorso in Arsenale un gran movimento di uomini e mezzi della produzione Indigo Film era all’opera per le riprese del film “Comandante”, con Pierfrancesco Favino nei panni del capitano medaglia d’oro al valor militare Salvatore Todaro. Notizia di pochi giorni fa, il film aprirà l’80a edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia dove è in concorso. E allora l’occasione è lecita per poter guardarci un attimo indietro e sbloccare i ricordi dei film girati nella nostra città.
Ovvio, molti film girati hanno Taranto come protagonista e quindi aggiungono valore alla narrazione della città stessa: esempi importanti sono “Marpiccolo” di Alessandro Di Robilant, del 2009, il suggestivo “Il Miracolo” di Edoardo Winspeare, oppure “Le Acrobate”, con Valeria Golino. Per i nostalgici degli anni ’80, un titolo di nicchia, “White pop Jesus”, con il conduttore radiofonico Awanagana nei panni nientedimeno che di Gesù. Menzione a parte “Third Person”, di Paul Haggis, che vede nel cast Liam Neeson, Adrien Brody (premio Oscar per “Il pianista”) e Kim Basinger, ambientata a Parigi, Roma, New York e appunto Taranto.
Potrebbe sembrare sacrilego citare, dopo “Third person” un altro film di tutt’altro genere che passa anche da Taranto, ovvero “L’infermiera di notte” di Mariano Laurenti, con Lino Banfi, Alvaro Vitali, Mario Carotenuto e Gloria Guida, ma la nostra città spesso è stato luogo di transito nelle trame dei film. Per rimanere sul genere, Banfi tornò a girare a Taranto anche nel 1981 con “La moglie in bianco… l’amante al pepe”, con l’avvenente Pamela Prati.
Oltre al Lino nazionale anche altri attori sono passati diverse volte da Taranto, come per esempio Diego Abatantuono, che nel 1998 fu protagonista di “Figli di Annibale” e nel 2015 di “belli di Papà”. Entrambi i film hanno come sfondo anche la nostra città, in trame simili, che vedono i protagonisti alla ricerca di loro stessi.
Un altro filone di film ambientati a Taranto riguarda pellicole legate al mondo della marina militare: il neorealismo di Rossellini apre le danze con “La nave bianca”, con una splendida scena del passaggio ponte di una nave della classe Littorio. Segue anche il filone del regista Francesco De Robertis, con “fantasmi del mare”, girato interamente in Arsenale. La commedia “Promesse di marinaio” del 1958 cambia i toni della narrazione della vita dei marinai e delle loro avventure in libera uscita.
Nel 2019 viene girato a Taranto (oltre che a Roma Firenze, a Los Angeles e negli Emirati Arabi) un film d’azione di produzione americana per Netflix, “6 underground”, del regista Michael Bay. Un budget sostanzioso (oltre 150 milioni di dollari) e scene d’azione che vedono inseguimenti ed esplosioni di auto lungo la ringhiera di città vecchia, il ponte girevole aperto e il canale navigabile che ospita il gigante dei mari Kismet, lo yatch da 65 milioni di dollari di proprietà di Shashid Khan. Questo è uno dei casi in cui Taranto viene trasformata in un’altra città. Come è successo, per esempio, per la serie del “Commissario Ricciardi”, dove l’ambientazione è Napoli ma molte scene sono state girate in città vecchia. O come “Io speriamo che me la cavo”, film del 1992 del premio Oscar Lina Wertmuller con Paolo Villaggio nelle vesti di un maestro di scuola elementare del Nord Italia trasferito per sbaglio nel comune napoletano di Corzano. Anche in questo caso, la città vecchia ha fatto da sfondo alle riprese del film.
Di certo abbiamo dimenticato più di qualche titolo e quindi chiediamo… l’aiuto da casa. Ve ne ricordate altri?



