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Il segretario Generale Cisl Taranto Brindisi Gianfranco Solazzo riflette sulle opportunità di crescita e di sviluppo del territorio. “L’estate tarantina – ha detto Solazzo –  non disdegna un dibattito a più voci che, tra spinte al cambiamento ed analisi sulle persistenti criticità economiche, produttive, sociali ed occupazionali, ci pare focalizzi più le ombre che le opportunità di crescita e di sviluppo di questo territorio. Noi pensiamo che l’area ionica custodisca già potenzialità economiche e produttive straordinarie e che non ci siano ulteriori settori produttivi altrettanto importanti di cui esigere la presenza”.  L’ampio spettro dell’esistente passerebbe, secondo il segretario generale Cisl Taranto Brindisi,  dall’industria metalmeccanica e siderurgica all’agroindustria e all’agroalimentare, dalla cantieristica navale all’edilizia, dal mare al turismo alla moda, dalla cultura ai servizi al commercio all’artigianato, senza tacere su Zes, la Zfd, portualità e retro portualità, aeroporto con l’eccellenza del settore aerospazio e aerostrutture.

“Allora, sarebbe opportuno – ha proseguito – che, scevro da strumentalizzazioni di parte, il tema della crescita e dello sviluppo del territorio diventasse materia di interesse strategico aggregante, giacché da sempre vince chi, in quantità e in qualità, sa mettere in campo la squadra più attrezzata per fare fronte comune e vincere facendo rete”. La concorrenza, che ormai è ponderata su scala globale per Solazzo “ci vede, come europei, giocare una grande sfida geopolitica, economica, militare, sociale la cui competizione è assai più complessa della mera opposizione domestica destra contro sinistra“.

Taranto sarebbe a pieno titolo in questa competizione globale specie sul versante del lavoro e dell’occupazione. Dunque, per Solazzo, si prenda ad esempio quella che consideriamo la vertenza madre del territorio e, contestualmente, del futuro industriale del  Paese, la Ex – Ilva, alla cui emergenza produttiva, ambientale ed occupazionale ancora non verrebbe data una risposta credibile, chiara, trasparente. Una risposta che sia di “presente e di futuro”, che corrisponda “chiaramente alle attese delle migliaia di lavoratrici e di lavoratori diretti e indiretti dello stabilimento”, come pure del sistema imprenditoriale di appalto e indotto. “Anche perché – chiosa il sindacalista – illudersi di poter fare a meno di quella realtà produttiva, per l’economia dell’intera area ed oltre, significherebbe mentire a se stessi”.

“Ed allora, come più volte abbiamo evidenziato – ha ripreso Solazzo – il Governo nazionale che è caratterizzato politicamente e con numeri parlamentari che non lasciano spazio a pratiche ulteriormente dilatorie, ha oggi l’opportunità e, noi aggiungiamo, anche il dovere, di fornire la soluzione politica ed industriale che restituisca all’impianto siderurgico ionico ed al suo bacino occupazionale ruolo tra i più socialmente ed economicamente importanti del Paese”. “Opportuno, certo – ha proseguito – è aver già individuato nella società DRI D’Italia S.p.A. (Invitalia) il soggetto per realizzare, per la prima volta nel nostro Paese un impianto di produzione del preridotto per l’approvvigionamento dei futuri forni elettrici; ma ciò non basta se si dovesse prescindere dal nodo delle risorse definanziate e dalle nuove fonti non ancora individuate di finanziamento del PNRR per il processo di decarbonizzazione dello stabilimento”.

Peraltro, Solazzo ricorda che andrebbero messi definitivamente a terra anche i tanti investimenti riguardanti il Cis Taranto, la cantieristica (investimento Ferretti), le energie rinnovabili e relative filiere (Renantis ex Falk,  Edison -Saipem – Alboran per uno dei tre centri dell’hydrogen valley previsti in Puglia); al contempo, vanno date risposte alle tante vertenze territoriali a partire da Cemitaly (ex Cementir).

“Restiamo fiduciosi – ha detto il sindacalista della Cisl Taranto Brindisi – circa l’investimento Agromed (una delle storie ultradecennali del territorio), benché come sindacato potremo esprimere un parere quando si conosceranno i dettagli del piano industriale definitivo, così come su quello relativo allo stabilimento ex Albini di Mottola che dovrebbe concretizzarsi con il passaggio al gruppo Ekasa“.

L’appello che lancia la Cisl Taranto Brindisi sarebbe continuare a essere quello di un Patto sociale ed economico del territorio, che dia evidenza alle direttrici di sviluppo condiviso, alle ricadute economiche e occupazionali possibili e si ponga in coerenza con i due tavoli di partecipazione permanente, ai quali presenziamo come Cisl, quello con la Provincia e  l’altro con il Commissario di Governo della Zes. Serve anche una grande unità di intenti, serve interesse e amore esclusivo per la città che, oltretutto, ha finora mancato di alimentare una economia del mare che la renderebbe davvero competitiva anche sul piano internazionale, mentre oggi vede deprivata di circa il 50% la l’intera filiera mitilicola, a causa della mancata bonifica del Mar piccolo.

“Patto, dunque, come elemento imprescindibile – ha continuato il segretario generale –  di partecipazione sociale ai molteplici processi di transizione in corso, cui la Cisl, che in questi mesi è impegnata nella raccolta-firme su una Proposta di Legge popolare per l’applicazione dell’Art. 46 della Costituzione, guarda rifuggendo da ideologismi e ricercando nuove opportunità di approccio con il sistema delle Imprese; approccio  basato meno sul conflitto, ancor meno se strumentale e più sul confronto costruttivo, collaborativo, propositivo, senza rinunciare alla mobilitazione di piazza quale ultima istanza, principi più volte evocati dal nostro segretario generale Luigi Sbarra” ha concluso Solazzo.

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