Sulla crisi della mitilicoltura, con la produzione gravemente danneggiata dalla forte ondata di caldo delle scorse settimane, la maggioranza del sindaco Rinaldo Melucci ha approvato la mozione dei gruppi consiliari, con un emendamento dei consiglieri di Italia Viva. Stamattina, nel consiglio monotematico, si è discusso sulle difficoltà in cui versa il comparto tarantino. Nello specifico, il Partito Socialista Italiano, il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Taranto 2030, i Verdi, Taranto Crea, Taranto Popolare e CON Taranto, avvieranno dei tavoli di approfondimento per garantire delle interlocuzioni costanti con il Governo e la Regione.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è la ripresa delle bonifiche nel primo seno del Mar Piccolo, in modo da ricreare condizioni ambientali idonee alla coltivazione dei mitili. L’emendamento dei consiglieri di IV, Massimiliano Stellato, Carmen Casula e Michele Patano, impegna invece l’amministrazione ad affidare le attività accessorie del comparto ad una delle aziende partecipate dal Comune, nello specifico a Kyma Servizi, prevedendo eventuali fondi da assegnare dal bilancio.
Cosa ha dichiarato Manzulli

Il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico, Fabrizio Manzulli, è intervenuto dopo che i consiglieri di opposizione hanno lasciato l’aula. Manzulli ha ribadito l’impegno dell’amministrazione negli anni sulla mitilicoltura nonostante “non abbia ricevuto risposte neanche dai Governi amici”.
Il vice sindaco è d’accordo con i mitilicoltori sulla lentezza e complessità della burocrazia, “situazioni che non competono all’amministrazione” e pertanto ha dichiarato che avrebbe voluto “chiedere agli amici dell’opposizione, attualmente al Governo, se e quanto l’esecutivo nazionale avrebbe aiutato sulla questione delle deroghe”. Sulla maglia produttiva dei mitili, Manzulli ha sottolineato l’insufficienza della misura regionale.
“La scorsa settimana – ha detto – ci siamo interfacciati, insieme al presidente della Commissione Attività produttive, Goffredo Lomuzio, con i referenti regionali e l’assessore Pentassuglia, i quali ci hanno garantito che verranno stanziate altre risorse a sostegno della mitilicoltura, circa 5 milioni di euro”. Mentre sull’aumento delle concessioni, il vice sindaco ha ricordato l’azione dell’amministrazione “sull’unificazione delle concessioni che, una volta ripartite, hanno consentito tariffe più ragionevoli”. Per le politiche di competenza nazionale, Manzulli ha sostenuto che la giunta Melucci ha chiesto al governo di nominare il sindaco come nuovo commissario straordinario per le bonifiche, per proseguire sulla strada intrapresa dall’ex commissario Vera Corbelli. “Comprendiamo che le situazioni di crisi richiedono soluzioni immediate. Abbiamo lavorato tanto e c’è ancora da fare, pertanto invitiamo l’opposizione alla collaborazione affinché si arrivi a Roma coesi e compatti” ha concluso il vicesindaco.
L’allarme dei sindacati di categoria
Le 400 famiglie dei mitilicoltori chiedono risposte perché sono stanche di vivere nell’incertezza. Dubbi e perplessità, a seguito dell’ennesimo dibattito come quello di stamane, si sono moltiplicati anziché ridursi. Nel corso dei lavori consiliari sono intervenuti i rappresentanti di Agci Agrital, Fai Cisl, Cgil Flai, Uil Pesca, Lega Coop, Unci e Confcooperative. “Anche quest’anno – hanno dichiarato in un comunicato stampa unitario – abbiamo perso circa 7 mila tonnellate di prodotto, ossia il 50% dell’intera produzione del 2023 a cui corrisponde un danno economico di circa 5 milioni di euro”.
I sindacati chiedono risposte sulla bonifica del Mar Piccolo, Piano delle Coste, punti di sbarco, modifica dell’ordinanza regionale sulla dinamica di decontaminazione dei mitili, concessioni del demanio marittimo, aree sequestrate nel primo seno, rifiuti marini stoccati e sostegno ai mitilicoltori. “Chiediamo rispetto e attenzione – ha detto il rappresentante di Uil Pesca – per gli uomini che, nonostante le difficoltà, continuano a lavorare. Cosa c’è di etico in un lavoratore che deve mettere proprie cozze in uno specchio di acqua, nello stesso periodo in cui è costretto a toglierle? Deve lavorare il doppio, perché c’è un costo. Ci aspettiamo che per queste 400 famiglie ci sia futuro, che ci siano condivisione e attenzioni particolari al comparto”.
Agci Agrital ha chiesto che “venga sollecitato il Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo, affinchè si torni a parlare di bonifiche” e che ci sia maggiore “coordinamento tra Comune e Regione”. Lega Coop, invece, ha rimproverato l’amministrazione e le forze politiche perché “bisogna essere davvero uniti” nel richiedere al Governo “lo stanziamento delle risorse, dal Pnrr al Just Transition Fund, così come la bonifica del Mar Piccolo, poiché le aziende sono in stato di emergenza”.