“Un sogno che diventa realtà” queste sono le parole con cui Ermal Meta ringrazia il caloroso pubblico e la città di Taranto. Il cantautore a soli due anni, affascinato dal suono delle dolci sinfonie, già immaginava un suo concerto accompagnato dall’orchestra.
Ieri, durante l’ultimo appuntamento del MediTA festival, la fantasia si è trasformata in realtà. Un’ esplosione di emozioni provate dal cantante e poi trasmesse con grande forza al pubblico, sempre più coinvolto. Con la direzione del Maestro Piero Romano, gli arrangiamenti del compositore Marco Battigelli e del Maestro Valter Sivilotti, i brani sono stati spogliati dai loro suoni pop ed hanno indossato melodie più dolci, mostrando una parte nascosta che ha stupito lo stesso Meta.
Molte delle canzoni scelte, scritte anche durante i primi anni di carriera, avevano messaggi di denuncia che rispecchiano le problematiche sociali attuali. In particolar modo “Vietato Morire” brano dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne e “Non mi avete fatto niente”, canzone vincitrice di Sanremo 2018 incentrata sull’inutilità delle guerre.
Non può mancare il tema dell’amore, con “ragazza paradiso”, “Un milione di cose da dirti”, “Piccola anima”, “stelle cadenti” e “9 primavere” il poeta, come i suoi fan lo definiscono, ha mostrato questo sentimento in diverse forme da quello che ti riempie il cuore e la pancia di farfalle a quello che si manifesta con lacrime e lividi.
A questi momenti delicati, subentravano testi con ritmi più incalzanti, che mostravano la grinta della speranza. “Finirà bene” per il cantautore è il titolo che più rappresenta il valore della gentilezza e afferma “lei salverà il mondo, dobbiamo essere gentili e credere nella forza del cambiamento, facciamolo partire da noi con le piccole cose. La città di Taranto negli ultimi anni ha acquisito questo valore, non bisogna demordere perché la gentilezza crea bellezza e ripaga sempre”. Sul palco a tratti sembrava di vedere quel bambino di due anni incredulo e felice mentre giocava con le sinfonie dell’orchestra, ballava e saltava con il pubblico sulle note di “Uno” e “La vita migliore”.
A fine serata l’immancabile coro “se non metti l’ultima noi non ce ne andiamo” ha regalato all’instancabile pubblico l’interpretazione di “Amara terra mia”, canzone con la quale vinse il premio cover a Sanremo 2017, recitata da Ermal Meta per Taranto con estrema dolcezza e malinconia. Gli spettatori hanno lasciato il loro beniamino sulle note di “Straordinario” brano scritto e ceduto alla cantante Chiara Galiazzo.
Come ciliegina sulla torta c’è stata la consegna del Premio “Due Mari”, cogliendo di sorpresa il cantautore, già molto emozionato, che ha ringraziato la città di Taranto salutandola con un “arrivederci”.

