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“L’ex Ilva verso inevitabile spegnimento”

“L’ex llva, oggi Acciaierie d’Italia, a partire dal subentro della gestione ArcelorMittal, sta vivendo una fase di abbandono e pericoloso declino destinata nel giro di pochissimo tempo a consegnarla ad un irreversibile condizione di spegnimento con gravissime conseguenze occupazionali oltre che industriali, senza tenere conto dei numerosissimi incidenti che si verificano quotidianamente nei luoghi di lavoro e che mettono a rischio la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”. E’ questo l’ultimo, ennesimo grido di allarme lanciato dai sindacati metalmeccanici di nazionali e di Taranto Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, in una nota inviata al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e al ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR e con delega al Sud Raffaele Fitto. 

“Nonostante il finanziamento erogato dallo Stato ad inizio anno, il management pubblico-privato aziendale non sta mantenendo nessuno degli impegni presi sui volumi produttivi, gli investimenti, il funzionamento e la manutenzione degli impianti, sul pagamento delle ditte di appalto – denunciano le sigle sindacali dei metalmeccanici -. La gestione unilaterale del personale abusa nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, mentre sempre più a rischio è la gestione degli impianti anche in termini di sicurezza sul lavoro per gli addetti. Inoltre nessuna prospettiva sta interessando i lavoratori collocati in llva AS per iquali è previsto il loro reintegro in ADI. Il mancato impegno all’avvio dei lavori di rifacimento di Afo 5 a Taranto, il ciclo di vita in esaurimento degli altri impianti, il mancato avvio e finanziamento dei progetti di decarbonizzazione consegnano il siderurgico di Taranto e il gruppo ad un inevitabile spegnimento“.

Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm sono “di nuovo e con maggiore allarme, rispetto al passato, a denunciare tale condizione oltre che il mancato rispetto degli impegni assunti dallo Stato con l’accordo sindacale del 2018 e chiedono con assoluta urgenza la convocazione di un tavolo stabile che affronti la situazione e a breve inverta la gravissima crisi occupazionale e produttiva in essere. Vi informiamo – concludono – che in caso di mancata convocazione ci autoconvocheremo presso la vostra sede istituzionale anche con le nostre rappresentanze sindacali unitarie. Non possiamo assistere a quanto si sta determinando e chiediamo al Governo di esercitare le proprie prerogative pubbliche e di azionista per determinare il necessario cambiamento di cui Acciaierie d’Italia ha bisogno”.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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