Si lavora per restituire un’aria serena a Palazzo di Città. Il possibile ingresso di Italia Viva nel perimetro di maggioranza a protezione del sindaco Rinaldo Melucci, potrebbe rimescolare, e non poco, le carte. Da questa presunta nuova area si escluderebbero di propria sponte alcuni consiglieri dell’attuale maggioranza. Il pomo della discordia, appunto, è l’apertura ai riformisti Massimiliano Stellato, Carmen Casula, Michele Patano e al centrista Salvatore Brisci (Patto per Taranto). Secondo indiscrezioni raccolte dal Corriere di Taranto.it, ieri i vari gruppi consiliari avrebbero richiesto, vis a vis, al primo cittadino di prendere provvedimenti nei riguardi Elena Pittaccio, Goffredo Lomuzio (Taranto 2030) e Stefania Fornaro (CON Taranto), che non hanno sottoscritto il documento di accettazione per i nuovi ingressi. I consiglieri sopraccitati, infatti, sarebbero a un passo nel sedere tra i banchi dell’opposizione, qualora non dovessero votare favorevolmente il Bilancio consolidato il prossimo sabato 7 ottobre in consiglio comunale. Seri provvedimenti da cui, tuttavia, sembrerebbe escluso il consigliere Vincenzo Di Gregorio (Pd), nonostante la sua firma non compare nel documento. Il Partito Democratico starebbe lavorando per farlo ritornare sui suoi passi ed evitare che possa continuare il suo percorso politico tra i banchi dell’opposizione. Venerdì prossimo sarebbe prevista un’altra riunione tra i consiglieri di maggioranza e il sindaco per tornare sulla questione.
Tra maggioranza e opposizione: ecco i possibili scenari
Se Pittaccio, Lomuzio e Fornaro non dovessero votare il Bilancio consolidato, correrebbero il rischio di passare in minoranza. Questo, inevitabilmente, comporterebbe anche un altro rimpasto di giunta, in cui il sindaco Melucci dovrebbe revocare alcuni assessorati e incarichi nelle partecipate, soprattutto delle figure espresse dai consiglieri in bilico. Sul fronte Taranto 2030, potrebbero rischiare di cadere Gabriella Ficocelli, in quota al gruppo civico e attualmente assessore ai servizi sociali. Incerta anche la posizione del consigliere Palmiro Carlo Liuzzi del cda di Infrataras (Kyma Servizi), espresso proprio da Pittaccio. Si ricordi che Adriano Tribbia e Angelica Lussoso sono recentemente usciti, da Taranto 2030, lasciando Pittaccio e Lomuzio al timone che sembrerebbe virare, come già sottolineato, verso l’opposizione.
Sul versante CON Taranto, invece, potrebbe essere in dubbio la presidenza di Giorgia Gira dell’Amat (Kyma Mobilità), la municipalizzata del trasporto urbano. Gira è ritornata in carica dopo tre anni, proposta dal vecchio gruppo consiliare composto da Piero Bitetti, Stefania Fornaro, Giuseppe Fiusco e Patrizia Mignolo. Quest’ultimo poi ha ridotto il suo peso politico perché è passato da quattro a tre consiglieri: Mignolo li ha lasciati per aggregarsi al nuovo gruppo Taranto – Futuro in corso di Tribbia e Lussoso. Dunque, il grosso punto interrogativo sul futuro di CON Taranto, in particolare, riguarderebbe la consigliera Fornaro che non ha firmato il documento di accettazione di Italia Viva. Anche se, tuttavia, non sarebbe da escludere l’ipotesi che Fornaro, nel prossimo consiglio comunale, possa votare a favore del Bilancio e rimanere in maggioranza.
Infine, ci sarebbe la possibilità che il consigliere Francesco Scarinci del cda dell’Amat possa dare le dimissioni. Già consigliere nel 2021, poi è stato riconfermato, lo scorso giugno, nella squadra della municipalizzata. Scarinci rinuncerebbe al ruolo nel consiglio d’amministrazione perché è espressione del consigliere comunale e regionale del Partito Democratico Vincenzo Di Gregorio, qualora decidesse di non far parte più dell’amministrazione Melucci.