A cura di Fabiola De Lorenzo – Quello che alla vista di molti può sembrare uno spartitraffico in Corso Italia è in realtà qualcosa di molto più prezioso: i resti di uno degli acquedotti dell’antica Taranto giacciono proprio in una delle arterie più trafficate dell’odierna città. Questo sistema idrico che approvvigionava l’abitato di Taranto, di epoca augustea, è chiamato “aqua Nynphalis” ed è costruito in opera cementizia e opera reticolata, due tecniche edilizie ampiamente diffuse all’epoca.

L’acquedotto canalizzava l’acqua che partiva dalla sorgente situata presso Saturo fino a raggiungere il castellum aquae individuato in corrispondenza dell’attuale piazza Ebalia a Taranto. Complessi sistemi di condotti secondari avevano funzione, alcuni di intercettazione delle acque sotterranee, altri di adduzione. Un singolare gruppo di iscrizioni dipinte in rosso sull’intonaco di un cunicolo ha permesso di individuare anche una sorta di registro, compilato durante i lavori effettuati per la costruzione o per la sua manutenzione, con annotazione dei giorni di lavoro e degli operai presenti.

Anche un’altra impresa di ingegneria idraulica approvvigionava Taranto, purtroppo soggetta ad un crollo di parte della sua struttura muraria nel novembre 2018. L’acquedotto detto del “Triglio” databile al I secolo d.C., era infatti l’altra opera romana che dalla Gravina di Statte arrivava fino in città.  Probabilmente le condutture portavano l’acqua sia a ville suburbane sorte nella zona fra le sorgenti e Statte, sia all’allora fiorente porto della città.

Se il tratto ipogeo dell’acquedotto è rimasto immutato, sulla parte epigea vi sono state numerose fasi ed interventi, volti a modificarne e migliorarne aspetto e funzionalità. Leggende riguardanti gli acquedotti tarantini non mancano di certo, legate addirittura al poeta Virgilio e alle streghe, ma non sono favole e miti a dover cogliere la nostra attenzione, bensì i resti tangibili e ancora visibili che abbiamo il dovere di preservare e tramandare.

*immagini di repertorio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *