“Lì dove il governo italiano non interviene è l’Europa a fare il primo passo. I vigili del fuoco italiani, belgi e francesi si sono rivolti al Parlamento Europeo per la tutela della propria salute e per assicurare di conseguenza la protezione della salute dei cittadini”. Ha affermato Rosa D’Amato eurodeputata dei Verdi europei. La Commissione lavoro del Parlamento Europeo, con 500 parlamentari, ha ascoltato la voce dei lavoratori che pretendono più attenzione e protezione, vogliono ricevere quello che grazie ai loro quotidiani interventi viene dato alla cittadinanza, all’ambiente e alle infrastrutture salvaguardandole da disastri e da tragedie. La richiesta è una strategia europea specifica per la loro categoria, questa proposta ha fatto entrare in vigore, il 3 ottobre, la modifica della direttiva europea sull’amianto, la quale prevede un obbligo, entro due anni, di attuare delle linee guida per la tutela dei Vigili del Fuoco.

La campagna di sensibilizzazione è partita da Taranto, con un bacino d’utenza di 300.000 abitanti, a causa della presenza sul territorio dell’insediamento industriale molto imponente, l’Ex Ilva, della raffineria Eni e del Porto. Strutture che hanno bisogno di un continuo monitoraggio da parte del Corpo dei Vigili del Fuoco. I loro interventi avvengono in condizioni di lavoro estremamente difficili e sono costantemente esposti a sostanze chimiche e combustibili altamente cancerogene. Per questo servirebbe anche un’assicurazione pubblica sanitaria e l’istituzione di un registro europeo per raccogliere dei dati epidemiologici e monitore costantemente la situazione.

“Per assicurare una buona riuscita del lavoro dobbiamo anche garantire un equilibrio dei turni, mezzi revisionati e sicuri ed attrezzature da decontaminare in modo corretto subito dopo gli interventi, ma non solo permettere la prevenzione delle malattie lavorative con una copertura Inail che ad oggi non c’è ed assicurare cure urgenti e fasi di riabilitazione” afferma Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Fp Cgil Vigili del Fuoco. Secondo alcune analisi il 40% dell’attrezzatura DPI, Dispositivi di Protezione Individuale, i giorni successivi all’uso, continua ad emanare sostanze inquinanti, nonostante il lavaggio e la decontaminazione. Un’ulteriore problematica, emerge quando gli interventi si susseguono tra loro, si pensi anche agli ultimi incedi che si sono sviluppati in Italia, e sul campo c’è una squadra che deve spostarsi in breve tempo con la stessa attrezzatura non igienizzata.

Questo disagio va a compromettere sia il luogo, e quindi l’ambiente, che i cittadini rischiando di non ottenere il massimo risultato e non riuscire a salvare tutti feriti. Le statistiche mostrano che nell’ultimo anno i Vigili del Fuoco, da ottobre ad oggi, hanno fatto un milione di interventi, 300.000 dei quali erano incendi. “Aumentano gli incendi e diminuiscono i vigili. Sembriamo tanti, ma siamo sempre gli stessi, siamo dei nomadi ci spostiamo per aiutare i colleghi in situazioni gravi” questo è l’appello fatto da Raffaele Cozzolino, referente nazionale Salute e Sicurezza Fp Cgil Vigili del Fuoco che ha insieme ai colleghi creato un progetto “Particella Pazza” che prevede un riconoscimento delle malattie professionali. A oggi, il cancro è il peggio nemico dei vigili.

Partendo dalle problematiche generali, poi si è passati a quelle locali. In particolare, nella città di Taranto la carenza di organico vede costretto il Corpo dei Vigili del Fuoco ad avere due partenze per le situazioni ordinarie, “principalmente ci troviamo di fronte alle situazioni di emergenza che ci obbligano a chiudere la parte dislocata situata vicino al Porto di Taranto” afferma Gaetano Lacorte coordinatore Cgil dei Vigili del Fuoco. Se da un lato la postazione del Porto li collega facilmente alla zona industriale e li permette di coprire un bacino di utenza importante, dall’altro sarebbe molto utile avere una squadra attiva nel versante opposto della città. “Sapere che tra un anno la città verrà spaccata in due a causa della manutenzione al Ponte Girevole, per noi significa abbandonare parte dei cittadini e questa sarà l’ultima cosa che accadrà. Lotteremo per evitarlo” puntualizza Lacorte. Non è un punto d’arrivo, ma una partenza che permetterà di “proteggere chi ci protegge”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *