Dopo aver annunciato la scorsa settimana lo stato di agitazione dei lavoratori del settore portuale per mancato rispetto degli impegni assunti in ambito occupazionale, mancato aumento dei traffici e sicurezza, stamane sindacalisti e lavoratori ex TCT, attualmente iscritti nella Taranto Port Workers Agency, si sono ritrovati per un sti in di protesta all’esterno della Prefettura di Taranto dalle ore 9 alle ore 13. 
Successivamente una delegazione ha incontrato il prefetto Paola Dessì, alla quale hanno chiesto di farsi portavoce delle rimostranze dei sindacati in merito a quanto accaduto il 7 dicembre scorso, quando l’Aula del Senato ha approvato (con 87 voti favorevoli e 46 contrari) con modifiche il decreto Anticipi, contenente misure economiche e fiscali urgenti a favore degli enti territoriali e per la tutela del lavoro, senzal’emendamento proposto in commissione Bilancio (dal senatore Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia già capogruppo del partito nel Consiglio regionale pugliese, insieme ad uno dei relatori del decreto Guido Quitino Liris) in cui si chiedeva l’estensione per altri due anni della copertura finanziaria dell’Agenzia del lavoro portuale, in particolare della Tpwa a Taranto, non incluso nel testo approvato, perché bocciato dalla stessa commissione e trasformato poi in ordine del giorno. Attualmente, l’Agenzia del lavoro portuale, che gestisce 340 lavoratori provenienti da Taranto Container Terminal, rischia di terminare la sua attività economicamente entro la fine dell’anno. Inoltre, è incerto il futuro dell’erogazione dell’Indennità di Mancato Avviamento (Ima), la cassa integrazione per i lavoratori ex Tct, dopo il 2023. “Purtroppo – hanno dichiarato i sindacati al Prefetto di Taranto – ad oggi, nonostante l’impegno assunto dai Parlamentari di terra Ionica nel corso di un incontro tenutosi in AdSP dello Ionio nel mese di ottobre alla presenza del presidente Sergio Prete, nessuno strumento o previsione normativa è stata messa in campo dal Governo al fine di tutelare ulteriormente queste 340 famiglie che a partire dal 31 Dicembre 2023 in assenza di interventi reali rimarranno prive di ogni forma di reddito”.
L’emendamento sarebbe stato cassato in virtù della sua onerosità. Nel testo si chiedeva l’estensione del periodo temporale dell’esistenza della stessa Agenzia da 78 a 92 mesi, rimodulando la copertura finanziaria dagli 8,8 milioni per gli anni 2022-2023 agli anni 2024-2025. Di fatto un modo per chiedere la proroga dell’Agenzia dagli attuali 36 mesi previsti dal provvedimento in vigore a 92 mesi. Adesso ci si proverà a giocare la partita o attraverso l’inserimento dell’emendamento nella legge di Bilancio oppure all’interno del decreto Milleproroghe. Dunque, il fondamentale obiettivo di ottenere la proroga, l’ennesima, da parte del governo a tutto il 2025 per la Taranto Port Workers Agency (TPWA) la cui copertura finanziaria terminerà il 7 marzo 2024, non è stato ancora raggiunto. La priorità assoluta in questo momento, è infatti quello di mettere in sicurezza per almeno altri dodici mesi il reddito di 338 lavoratori della ei fu Taranto Container Terminal (dai 560 lavoratori iniziali, ad oggi iscritti alla suddetta agenzia istituita l’8 settembre 2017, con lo scopo attribuitole di ricollocazione previa eventuale riqualificazione dei lavoratori in esubero dall’allora terminalista ex art. 18 (della Legge 84/94) TCT, avendo di fatto agevolato e consentito la ricollocazione ad oggi di oltre 200 lavoratori con competenze di alto livello in materia portuale. La proroga della durata dell’Agenzia e della relativa clausola sociale legalmente esigibile (termine attuale al 7/3/2024) consentirebbe inoltre ai lavoratori di conservare l’indennità legata alle giornate di mancato avviamento a lavoro (IMA, il cui attuale finanziamento termina al 31/12/2023), nell’attesa della definiva riqualificazione e ricollocazione al lavoro con conseguente cancellazione dagli elenchi. Ciò in quanto, i lavoratori iscritti all’agenzia nelle more della ricollocazione, nelle giornate di mancato avviamento al lavoro, percepiscono l’IMA, una indennità di mancato avviamento, equiparata al trattamento di integrazione salariale CIG. Tale strumento di legge attribuisce ai lavoratori iscritti nelle liste della TPWA, una clausola sociale legalmente esigibile nei confronti degli operatori economici che dovessero chiedere ed ottenere, nuove autorizzazioni ad operare ai sensi della L. 84/94 nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza della AdSP del Mar Ionio che hanno – in tali fattispecie – l’obbligo di rivolgersi per le nuove assunzioni prioritariamente agli iscritti all’agenzia.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/09/porto-a-rischio-centinaia-di-lavoratori/)
Intanto quest’oggi, l’Autorità di Sistema Portuale Mar Ionio ha affidato la redazione del DPSS – Documento di Programmazione Strategica di Sistema alla società TPS Pro srl. Durante la conferenza stampa svoltasi stamane presso la sede dell’AdSP sono intervenuti il segretario generale Dr. Roberto Settembrini, l’ing. Vincenzo Elia dell’AdSP e il pianificatore Matteo Scamporrino della società TPS Pro, che hanno presentato il Documento, l’iter procedurale e la roadmap delle attività. Il DPSS è uno strumento di nuova generazione per la pianificazione strategica del porto a lungo termine. Il tema al centro del documento è il rapporto tra due anime del territorio raccontate spesso in contrapposizione: porto e città. Con l’avvio del DPSS del Porto di Taranto si vuole da un lato restituire il lavoro di analisi svolto nei mesi precedenti e dall’altro condividere il processo di individuazione delle azioni che interesseranno il cluster portuale di Taranto nei prossimi anni. I temi trattati nel documento spaziano su tutti gli ambiti delle attività portuali, con un accento su due aspetti: operatività e sostenibilità, che non possono più essere considerate separatamente nel contesto di sviluppo portuale. Le strategie riguarderanno sia l’area vasta, come i collegamenti infrastrutturali tra porto e territorio, la ZES e lo sviluppo del tessuto imprenditoriale, ma soprattutto delle aree di interazione città-porto, come il waterfront, la banchina Ex Stazione Torpediniere e la realizzazione dell’Eco Industrial Park. Un’attenzione particolare è rivolta alla diversificazione dei traffici e alle crociere, settore in espansione del porto di Taranto. Sono già partiti incontri di pianificazione partecipata con gli stakeholder del porto di Taranto, per inserire da subito il contributo fondamentale di chi il porto lo vive e lo attraversa. Inoltre, sono stati aperti tavoli di confronto con il Comune di Taranto e la Regione Puglia per affiancare la co-pianificazione delle aree di interazione e di influenza alla redazione del Documento, in una volontà di costruzione partecipata.
(leggi tutti gli articoli sulla Taranto Port Workers Agency https://www.corriereditaranto.it/?s=taranto+port+work+agency&submit=Go)